Sbroeton de Verza (Zuppa di verze)

Sbroeton de Verza

Le verze sono il principale ingrediente di una zuppa, la zuppa di verza,  sostanziosa e piena di sapori, adatta per la stagione invernale.

Le verze trovano le proprie radici nella mia bella regione, Il Veneto, e sono la base sia per  la preparazione di questa minestra sia per fare “e verse sofegae”.

Ricetta Padovana (par oto che magnaRicetta per 8 persone)
1 bela verza intiera;
1 sioa tajà fina;
4 sculieri de ojo stravergine de oliva;
4 luganeghe;
8 costine de porseo;

A se fa cosida (si fa così):

1. fare on desfrito co l’ojo e a sioa;(fare un soffritto con l’olio e la cipolla)
2. tajare a fete la verza e farla fiapare sol desfrito; (tagliare a fette la verza e farla soffriggere)
3. dopo 20 minuti zontarghe la luganega tajà a rondee e le costine;(dopo 20 minuti aggiungere la salsiccia tagliata a rondella e le costine)
4. assàre che tuto se cusina, zontandoghe aqua che la tegna incuercià el tuto;(lasciar cucinare, aggiungere acqua e mettere il coperchio)
5. prima de cavàre dal fogo, justare de sae;(prima di togliere la pentola dal fuoco aggiungere il sale)
6. el tuto bisogna magnarlo roversandoo sol piato dessora a dele croste de pan.(il tutto si mangia su un piatto con sopra delle fette di pane abbrustolito)
7. par el vin, mejo on rosso gajardo: el xe on piato invernae. (meglio un vino rosso, si tratta di un piatto invernale)

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2 pensieri su “Sbroeton de Verza (Zuppa di verze)

  1. Salve, da Padovan s-ceto correggo:
    rondee= fette tipo salame
    tegna incuercià= tenga coperta (a coprire la verza)
    punto 6= il tutto bisogna mangiarlo rovesciandolo sul piatto sopra delle fette di pane
    gajardo= gagliardo (vino corposo tipo cabernet)

    • Grazie dei suggerimenti; io che sono nativa della provincia di Venezia e Padovana di adozione mi rendo sempre più conto di quanti modi diversi ci sono per dire, in dialetto veneto, la stessa cosa.
      Per esempio, io che sono “venesiana”, in dialetto della zona di Venezia la cipolla si dice “segoa”; a Camposampiero e mi pare anche a Padova si dice “sioa”. Mentre per me la “sioa” è la suola delle scarpe. Non ti dico le prime volte che sono venuta a Camposampiero quali situazioni divertenti si sono venute a creare per queste diversità di intendere le cose.
      Continua a seguirmi e grazie ancora per avere visitato il mio blog.

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