Il Natale internazionale: le tradizioni


Il Natale internazionale: le tradizioni


In Italia sappiamo quali sono le tradizioni di ogni singola regione per la festa del Natale.
Natale e le festività natalizie implicano anche cene e pranzi ad alto tasso di calorie e di gusto.
Ogni regione e città ha le sue tradizioni, anche dal punto di vista gastronomico. In molte regioni del centro sud, con il Lazio in testa, per esempio, sulla tavola della vigilia non può mancare il capitone.
Se in Calabria la cena del 24 dicembre comincia con frittura di carciofi e zeppole, in Lombardia e in Veneto per concludere in bellezza cena e pranzo natalizio non possono mancare il panettone e il pandoro.
Il giorno di Santo Stefano viene spesso definito “il giorno degli avanzi” perché solitamente per pranzo vengono appunto consumati gli avanzi del pranzo di Natale.
Mi sono chiesta: ma quali sono le tradizioni internazionali per questa festa del Natale?
Vediamo insieme quali sono.

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La Finlandia, da molti considerata la patria di Babbo Natale: egli infatti viene della lontana Lapponia e abita in un piccolo villaggio (Korvatunturii).
Qui riceve un’infinità di lettere all’anno e con l’aiuto dei suoi assistenti lavora senza sosta per garantire un dono sotto l’albero ad ogni bambino che ha inviato un messaggio.
In Finlandia la mattina della vigilia, grandi e piccini prendono la slitta e vanno alla ricerca di un abete da tagliare: nel pomeriggio stesso viene addobbato da tutta la famiglia. Nelle case finlandesi la notte di Natale ha un sapore davvero magico: vengono accese candele in ogni casa e vengono mangiati i Piparkakut (biscottini di spezie).

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In Danimarca il clima è particolarmente suggestivo, strade illuminate a festa e ghirlande fatte con rami di abete. L’abete di Natale viene scelto nel bosco da genitori e figli, quindi viene tagliato, portato in casa e da qui ha inizio l’operazione “decoro”: folletti, stelle e oggetti di paglia sono gli ornamenti più caratteristici.
Al termine della cena tradizionale che incomincia per le sei del pomeriggio, viene servito il riso al latte. All’interno di uno dei piatti si cela una mandorla : il fortunato che la troverà, avrà diritto ad un maialino portafortuna fatto di mandorle.

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In Francia i bambini dispongono in maniera ordinata le loro scarpe perché Gesù Bambino le riempirà di doni e addobberà anche l’albero di Natale con frutta e dolciumi. Viene anche acceso un ceppo di legna per scaldare il Bambino che gira nella notte fredda e da questa usanza, è nato uno dei dolci natalizi tipici di questo paese, il Bùche de Noêl. Il presepio in Francia è molto curato: particolarmente famosi i presepi della Provenza, chiamati Santons che vedono la presenza di statuine d’argilla vestite con costumi realizzati a mano, molto dettagliati e realistici.

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In Germania i festeggiamenti di Natale iniziano sin dall’11 novembre, giorno di San Martino. In quel giorno vengono costruite le lanterne che i bambini porteranno in processione. Durante l’Avvento i bambini aprono ogni giorno una finestrella del calendario promettendo di compiere una buona azione in giornata, mentre il 6 dicembre San Nicola porterà dolci, cioccolato e dolci speziati come i Lebkuchen e il Christollen. La notte del 24 infine arrivano Gesù Bambino o Babbo Natale a portare i doni nelle case addobbate a festa con ghirlande e candele: è usanza fare pasti ricchi e bere vino speziato.

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In Grecia la vigilia di Natale viene vissuta tra canti e musiche, si scambiano i doni, così come avviene anche il giorno dopo e il 1 gennaio, mentre tutti insieme si mangiano fichi secchi, dolci, noci e il Christopsomo, un tipico pane speziato greco.
In Inghilterra l’albero di Natale è il protagonista principale e a Londra è tradizione addobbare un altissimo albero allestito all’aperto con luci, nastri e ghirlande. La notte del 24 Babbo Natale porta i doni ai bambini, lasciandoli in un grosso sacco sotto l’albero. I bimbi, per ringraziarlo, lasciano in cucina un bicchiere di latte, un dolce per lui e una carota per le sue renne e la mattina del 25 aprono i doni. Il 25 dicembre è usanza riunirsi con le persone care e cucinare dolci tipici come il Christmas Pudding.
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In Norvegia si inizia a decorare l’albero e la propria casa ai primi di dicembre. All’ingresso viene posta una corona proprio per indicare a che in quell’abitazione sono in corso i preparativi per il Natale e davanti alla casa vengono messi fasci di grano e un caprone di paglia. Ad ogni finestra venga appesa una stella e all’interno della casa si dispongono tulipani e i giacinti. Il 24 dicembre le famiglie accendono una candela sulle tombe dei loro cari e alla sera c’è la grande cena: qui non possono mancare le deliziose cialde a forma di cuore!
las uvas de la suerte
las uvas de la suerte
In Spagna uno dei giorni più  festeggiati è il 28 dicembre, quello dei Santi Innocenti, giorno in cui è quasi d’obbligo prendersi in giro e scherzare, mentre a Capodanno ci sono tradizioni assolutamente da rispettare, come ad esempio mangiare “las uvas de la suerte”, cioè 12 acini di uva inghiottiti uno dopo l’altro allo scoccare degli ultimi secondi che indicano la fine dell’anno e che porterebbero fortuna per tutto l’anno che sta arrivando.
ll giorno dei Re Magi (los Reyes) cade invece il 6 gennaio, è in questo giorno che si mangia il famoso “Roscòn de Reyes”, uno dei dolci più antichi di queste feste. A cavallo o su carri i Re Magi sfilano per le città e distribuiscono dolci e caramelle quali il turron.
Lussekatter
Lussekatter
In Svezia Natale si dice Jul e il periodo natalizio inizia il 13 dicembre, giorno della festa di Santa Lucia, ricorrenza molto sentita in questo paese tanto che la mattina del 13 dicembre la figlia più giovane di ogni famiglia indossa una veste, mette sul capo una coroncina con sette candeline intrecciate e si reca nelle camere a portare caffè, latte e biscotti, i classici Lussekatter, ai familiari che sono ancora sotto le coperte. Di origine svedese i calendari dell’Avvento, formati da tante piccole finestrelle che vengono aperte ogni giorno e dove si trova un simpatico dono per i bambini.

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