Cicheti Venexiani (traduzione Stuzzichini da banco)

Cicheti Venexiani

Nelle Osterie Veneziane si serve, come in molti altri luoghi, vino sfuso in misurini e a bicchieri.Ciò che è però molto caratteristico è l´offerta di una vasta varietà di bocconcini infilzati su stecchini, da consumare in piedi al banco o su piattini ai tavoli.Il giro dello spritz con i cicchetti e le polpette per noi veneziani è un'istituzione. Si comincia intorno alle 18, 18:30, quando si finisce di lavorare e si passa da un bacaro all'altro dove in ognuno si ordina uno spritz o un'ombra, accompagnata da qualche cicchetto.

 

Se passeggiate per Venezia, spesso sentirete in mezzo ad un gruppo di veneziani uno di loro dire all'altro: "Andemo bèver un'ombra" (Andiamo a bere un'ombra). Seguiteli e le vedrete entrare in un bar, ordinare bicchierini di vino e continuare a chiacchierare davanti fin che non sono finiti...Ma perchè chiamare "ombra" un semplice bicchiere di vino? E' una tipica parola veneziana che si usa da secoli e per di più nata nel centro assoluto della città: piazza San Marco!

A vederla oggi, affollata quasi ogni giorni da tutti e tutto, veneziani e turisti, colombi e bancarelle varie, uno non immaginerebbe mai che questa piazza è sempre stata così! Soprattutto i veneziani ma anche i foresti, i turisti dell’epoca, non mancavano di passare anche tante ore in piazza, e non a torto! La piazza era già allora, come si può anche verificare nei quadri e nelle incisione degli artisti dal XIV secolo in poi, gremita di bancarelle varie, solitamente attorno alla base del campanile di San Marco: rigattieri, panettieri, spezieri, mescite di vino ecc… Per di più, sotto Carnevale si aggiungevano ambulanti, saltimbanchi, giocolieri ed altri che accorrevano per l’occasione. Quale miglior luogo per ritrovarsi! Ma rimanere a parlare sotto il sole fa sete!Ed ecco i nostri mescitori di vino intenti a dissetare la folla! E per non rovinare il prezioso liquido, per mantenerlo sempre fresco malgrado il caldo che a volte soffocava tutta la città, giravano con la loro bancarella attorno al Campanile, inseguendo la sua ombra man mano che si spostava il sole. Il vino, per essere buono, doveva rimanere all’ombra… Detto, fatto: ormai il vino a Venezia si chiamava “ombra“. Si andava a bere in Piazza un bicchiere di “ombra”…No, troppo lungo. Si andava a “bèver un’ombra“! E così il bicchiere di vino rimase per sempre l’ombra.

Tra i più diffusi cicheti:

I Mesi Vovi
Uova sode tagliate per il lungo condite con olio, sale e pepe.
I Folpeti
Piccoli polipi lessati e conditi con varie salse di olio, sedano, prezzemolo, sale e pepe, spesso offerti tagliati per il lungo.
La Spiensa
Fette sottili di milza bovina lessata e condita con olio e spezie.
Le Sepoine
Seppioline giovani arrosto o fritte.
Le Patatine
Arrosto, lesse, fritte.
Le Canoce
Cicale di mare lesse e sgusciate con olio sale pepe e prezzemolo.
Le Masanete
I granchi di laguna in fase preovulatoria. Lessati.
Le Moeche
Gli stessi granchi, ma in fase molle di muta del guscio, fritti.
Il Museto
Fettina di cotechino lesso posata su un lettino di polenta gialla abbrustolita.
Il Bacalà
Su crostini o in piattino: mantecato, alla vicentina e conso ( preparazione simile a quella detta “alla Cappuccina”). Raramente ancora si incontra in forma di filetti fritti, tipo “alla Giudia”.
il Frito de Minuagia
Frittura di pesciolini minuti: anguee (arselle), marsioni(pesciolino simile all´arsella), totaneti (minuscoli calamari).
Le Polpete
Polpette fritte di carne e pane imbevuto di latte, con prezzemolo e talvolta aglio.
I Garusoi
Conchiglie della specie Murex murex, la stessa da cui ai tempi andati si estraeva la porpora. Negli anni ´70 del secolo scorso le specie autoctone di questa conchiglia sono state quasi del tutto soppiantate da una specia invasiva molto più robusta ma meno pregiata proveniente da mari tropicali. I Garusoi di questa nuova specie sono detti anche Noni.
Le Capesante
Grandi conchiglie a ventaglio, solitamente gratinate.
I Peoci Gratinai
Cozze gratinate al forno.
QUESTO ARTICOLO LO DEDICO ALLA MIA CITTA’ CHE AMO MOLTO PER LA SUA BELLEZZA E QUEL TOCCO DI TRISTEZZA CHE NASCONDE NELLE SUE CALLI.

This Post Has Been Viewed 1,253 Times