I biscotti Camporelli di Novara

I biscotti Camporelli

Sono diversi i dolci che caratterizzano Novara e la provincia, ma in città i più famosi sono sicuramente i Biscotti di Novara (conosciuti anche con il nome di Camporelli, dal celebre biscottificio novarese in cui vengono prodotti), ma i novaresi conoscono molto bene anche il Pane di San Gaudenzio e il Dolce della Cattedrale.

I Camporelli straordinariamente leggeri – non contengono infatti burro ma solo farina, zucchero e uova – sono il biglietto da visita della città.

Il tocco che distingue il Biscotto di Novara e contribuisce ad arricchirne il gusto è la spolveratina di zucchero vanigliato prima della cottura.

Un tempo i Biscotti di Novara venivano venduti alla dozzina o al chilogrammo, le qualità più curate e meglio riuscite venivano confezionate avvolgendole a due a due con carta sottile.

Oggi il prodotto viene presentato in scatole di cartone contenenti i biscotti avvolti in carta o in scatole chiuse ermeticamente che mantengono inalterata la freschezza del prodotto.

Ma come sono nati, ovvero qual è la loro storia.

Dai monasteri femminili del XVI secolo arrivano le prime notizie dei biscottini: in quei luoghi di preghiera, infatti, vi erano laboratori di pasticceria dove si preparavano ghiottonerie per i forestieri di passaggio.

Proprio in questi monasteri alcune monache avrebbero inventato la ricetta di “quel biscotto che avrebbe dato rinomanza al capoluogo novarese”.

Era usanza tipica di quei tempi (durata fino alla Grande Guerra) che nella prima domenica di Pasqua il clero della cattedrale e della Basilica di San Gaudenzio ed i parroci della città distribuissero ai poveri un pane di frumento chiamato “Pane di Polla “.

Con l’affermarsi di questa consuetudine il dolce fu chiamato “biscottino delle monache di Novara” e così rimase sino alla soppressione dei conventi voluta dal Bonaparte nel 1800. Le suore, espulse dai conventi, dovettero cambiare vita: alcune di esse, rifugiatesi presso le famiglie abbienti della città portarono e diffusero le loro conoscenze. Da quel momento il biscotto, non più segreta la sua ricetta, venne messo in commercio da un farmacista-droghiere, Prina, nella sua bottega con il nome “Biscottino di Novara del Prina”. Pian piano la concorrenza fra i vari pasticceri portò a dei perfezionamenti, soprattutto nella tecnica di cottura: migliorò così la sua capacità di conservazione e divenne possibile spedirlo lontano da Novara. Leggenda vuole che il Conte di Cavour mangiasse tale dolce accompagnandolo ad un altro prodotto tipico della nostra terra: il gorgonzola. La storia dei Biscotti di Novara è anche, profondamente legata alla storia del carnevale novarese e della maschera di “Re Biscottino”.

Ora vediamo cosa occorre per la loro preparazione

Ingrdienti

 2 uova

1 tuorlo
125 Grammi di zucchero
130 Grammi di  farina
Preparazione: 

Montare benissimo le uova con lo zucchero fino a che non diventa schiumoso, aggiungere la farina facendo attenzione a non smontare il composto. Prendete la sac a poche e versatevi il composto.

In una teglia con carta forno fate delle striscie lunghe 8 cm e cuocete a 180° finchè non dorano. Piu’ facili di così, che ne dite.

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