Come cucinare le melanzane

Prima di scoprire come cucinare le melanzane facciamo il punto sulla loro origine, sulle proprietà benefiche e sulle tantissime varietà presenti sul mercato.

Sapevate che la melanzana è un frutto? Si tratta delle grosse bacche della “Solanum melogena”, pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee (come patate, peperoni e pomodori). Il nome di queste piante deriva dal fatto che contengono solanina, una sostanza potenzialmente tossica se gli ortaggi vengono consumati crudi; a questa caratteristica si deve molto probabilmente l’origine del suo nome “mela-insana” da cui melanzana. Il nome originale infatti deriva dalla lingua araba (paese da cui questi ortaggi sono arrivati in Europa), queste popolazioni nominarono l’attuale melanzana “badingian”, termine che tramutò successivamente in “petronciano”, ma questa denominazione non ebbe successo nella lingua italica, per cui si decise di modificare la radice della parola col nome del frutto più amato e conosciuto in assoluto: la mela.

Origini delle melanzane

Le prime varietà di melanzana selvatica venivano coltivate in alcune parti dell’India e della Cina già a partire dal 500 d.C. La prima menzione scritta risale ad un antico testo cinese datato nell’anno 544 d.C.; viene introdotta nelle regioni mediterranee dagli arabi intorno al primo Medioevo, in Italia approda come primo luogo in Sicilia, e registri dimostrano come durante quello stesso periodo viene esportata e adottata anche dagli spagnoli. Ad oggi i maggiori coltivatori di melanzane nel mondo sono rispettivamente: Cina, India, Iran, Egitto e Turchia.

Cosa contengono e per cosa fanno bene le melanzane

Le melanzane crude di per sé contengono pochissime calorie (appena 20 Kcal per 100g), ma i valori nutrizionali variano molto in base al tipo di cottura scelto; la sua polpa spugnosa assorbe molto il condimento rischiando di trasformare questi ortaggi in bombe ipercaloriche.

Quindi a patto di scegliere metodi di cottura più leggeri (grigliate, al forno, ecc.) le melanzane possiedono numerose proprietà salutari.

Sembra che la melanzana abbia proprietà paragonabili a quelle del carciofo, quindi a tal proposito, l’ortaggio è utilissimo per il riequilibrio della funzionalità epatica.

Grazie all’acido clorogenico la melanzana stimola l’attività del fegato, combatte il colesterolo cattivo (LDL) e agisce anche da antimicrobico; l’acido clorogenico possiede inoltre proprietà antivirali e risulta un ottimo protettore contro la formazione di diverse malattie e vari stati infiammatori.

Essendo fonte di fibre, contribuisce al miglioramento della funzionalità digestiva ed aiuta a perdere peso.

La melanzana è unica grazie al contenuto di un antiossidante raro ed estremamente benefico conosciuto come “Nasunina”, un tipo di antocianidina che si trova in tutte le varietà di melanzane e in altra frutta e verdura dai colori scuri. La nasunina è un prezioso alleato contro il cancro e gli viene riconosciuta la capacità di combattere i radicali liberi.

Le melanzane forniscono una buona quantità di Vitamina B1 e B6, due delle vitamine coinvolte in un sano processo metabolico e facenti parte delle vitamine del complesso B che stimolano l’energia, sono ricche di potassio e di manganese che agisce come antiossidante, scovando i radicali liberi ed eliminandoli dall’organismo evitando i danni causati dallo stress ossidativo. Il manganese inoltre contribuisce alla formazione di ossa sane e forti grazie all’impatto sulla loro mineralizzazione e sul metabolismo. E’ fondamentale per la metabolizzazione del calcio e per la creazione degli enzimi essenziali per la formazione di una salda struttura ossea, contribuisce alla regolazione della funzionalità tiroidea, nella battaglia contro la depressione e aiutando a controllare i livelli di zuccheri nel sangue.
La melanzana ha un ruolo importante anche nell’industria cosmetica: anticamente, le foglie di melanzana erano utilizzate per preparare impacchi emollienti utili in caso di ascessi e scottature, ma ancora oggi creme a base di estratti di pelle di melanzana sono utili per diversi tipi di cancro alla pelle.

Quale varietà scegliere e come cucinare le melanzane

Sono tantissime le varietà presenti sul mercato e altrettanti i modi su come cucinare le melanzane

Dalle più note, come la lunga nera (ottima in frittura), la violetta di Firenze, la violetta lunga di Napoli, la tonda lilla, la tonda violetta e la tonda ovale nera (ideali da grigliare), alle più rare, tra le quali meritano una citazione: la melanzana ovale bianca (ottima sia grigliata che fritta), la Sciacchitana Nera (coltivata in particolar modo in Sicilia, specie nella zona di Agrigento e in quella di Sciacca, dove viene utilizzata nel timballo di riso), la Zebrina Viola (utilizzata in cucina nella caponata e nei ripieni), la violetta Seta (ideale da conservare sott’olio), la striata viola ovale, la Durona Nera di Palermo (molto apprezzata in cucina, in particolare per la frittura e per i ripieni), la violetta palermitana (ottima nella pasta alla Norma per la sua polpa tenera e gustosa), la Rossa di Rotonda (questa particolare melanzana è coltivata in Basilicata, nella zona di Rotonda e nei suoi dintorni ed è una DOP, di aspetto arancio intenso con sfumature tendenti al verdognolo, ricorda un pomodoro e in dialetto è chiamata merlingiana a pummadora, ottima sott’olio), la tonda piccola genovese, la violetta zuccherina (dalla polpa molto dolce, come suggerisce il nome, è ottima con la pasta).

Ricette con le melanzane

Cercate qualche idea per come cucinare le melanzane, ecco un pò di spunti dalle ricette più classiche a quelle più originali.

A prescindere dalla varietà, quando si acquistano le melanzane è meglio scegliere frutti che appaiono solidi nella forma, ma non troppo duri, perchè in questo caso risulterebbero acerbi, non devono presentare ammaccature o bozzi e devono avere una pelle dal colore vivace, lucido e scintillante.