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TROFIE ALLA CARLOFORTINA

Non chiamateli Genovesi! No, perché loro sono Tabarchini!
Oggi, con le Trofie alla Carlofortina, vogliamo portarvi in uno dei posti della nostra penisola più interessanti dal punto di vista antropologico: L’Isola di San Pietro.

L’isola nell’isola: distante poche miglia da mamma Sardegna, sembra esservisi staccata “lacrimando” insieme alla sorella maggiore, Sant’Antioco. Eppure San Pietro custodisce gelosamente qualcosa di prezioso, così come lo custodiscono i suoi abitanti: Carloforte o “U’ Paize”, così come i Tabarchini la chiamano.

La storia di questo piccolo borgo, che sembra quasi catapultarci in un angolo di Rivera Ligure, è solo l’ultimo approdo di un popolo di eclettici navigatori: commercianti, pescatori di corallo e di tonno. Gli intrepidi isolani lasciarono Genova nella metà del ‘500 alla volta della Tunisia, colonizzandone un piccolo isolotto: Tabarka.
E’ l’inizio di quello che in termini moderni potremmo definire uno “spin-off” costellato da incursioni piratesche e vessazioni fino a che, 200 anni dopo, il Re Carlo Emanuele III di Savoia concesse ai Tabarchini il territorio dell’Isola di San Pietro; tuttavia non tutti la raggiunsero in quanto una parte di loro fondò una “Nueva Tabarka” lungo le coste di Alicante, in Spagna.
Resilienza e ingegno è sempre stato il “focus” del loro operato, del resto il detto dice: “Il frutto non cade mai lontano dall’albero”; solo chi discende da un grande popolo di commercianti e navigatori poteva spostare con successo il “core business” dal corallo rosso al tonno rosso, due materie preziose come l’oro ma che in comune hanno solo il loro caldo colore.

Tornando alla Liguria, nessuno di noi potrà di certo negare che nella mente il primo pensiero balza al colore e al profumo del pesto appena uscito dal mortaio, questa naturale associazione ha ragione di essere tanto più se si pensa all’antichità delle ricette liguri, completamente custodite dai Tabarchini, integrate e adattate a ciò che il posto offriva.

E’ così che nasce uno dei piatti di cucina “fusion” più riusciti della storia, dove “l’oro verde ligure” incontra “l’oro rosso tabarchino” e “l’oro giallo sardo”: ecco a voi la ricetta delle Trofie alla Carlofortina.

Trofie alla Carlofortina
  • DifficoltàBassa
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione50 Minuti
  • Tempo di cottura30 Minuti
  • Porzioni2
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana

Ingredienti

Per il pesto

  • 50 fogliebasilico
  • 1/2 spicchioaglio
  • 70 gparmigiano Reggiano DOP
  • 30 gpecorino sardo
  • 20 gpinoli
  • 100 mlolio extravergine d’oliva
  • 1 pizzicosale grosso

Sugo

  • 100 gpomodorini datterini
  • 1 spicchioaglio
  • q.b.olio extravergine d’oliva
  • q.b.sale fino
  • 250 gtonno fresco

Per mantecare

  • q.b.bottarga di muggine (o di tonno)

Pasta

  • 200 gtrofie (o Cassulli, curzetti, maccaruin, strozzapreti)

Preparazione

Come pasta, in realtà, la tradizione Tabarkina mette a disposizione una grande quantità di formati particolari e unici tra cui le Trofie o “trufiette” sono solo la “punta dell’iceberg”: cassulli, curzetti, maccaruin al giunco e strozzapreti sono prelibatezze praticamente introvabili!

Per il pesto

  1. Per le vostre Trofie alla Carlofortina iniziate dal pesto! In un mortaio o in un mixer, pestate o frullate il basilico con i pinoli, quindi aggiungete l’aglio e continuare a pestare o frullare.

  2. Aggiungete al composto i formaggi precedentemente grattugiati grossolanamente, poi incorporate l’olio continuando a pestare o frullare.

  3. Per ultimo aggiungete il sale grosso, quindi pestate o frullate.

Per il sugo

  1. Ora preparate la salsa per le vostre Trofie alla Carlofortina. Tagliate i datterini a metà, intanto scaldate una padella con l’olio e lo spicchio d’aglio pelato ed inciso. Quando l’aglio sarà dorato toglietelo dalla padella, abbassate il fuoco, quindi incorporate i datterini.

  2. Cuocete il sugo a fuoco medio per circa 15 minuti, o comunque fino a che i datterini non saranno appassiti e la parte liquida non avrà raggiunto una consistenza vellutata e cremosa.

  3. Salate e mettete da parte il sugo. Nella padella dove avete cotto la salsa di pomodorini (che NON andrete a lavare) , aggiungere un cucchiaio del sugo, un filo d’olio quindi il tonno precedentemente tagliato a cubetti.

  4. Cuocere il tonno a fuoco deciso per qualche minuto, mescolando frequentemente per rosolarlo a non lasciarlo bruciare. Saprete che il tonno è cotto quando anche l’interno dei cubetti sarà bianco.

Per mantecare

  1. Lessate la pasta mettendo da parte un mestolo di acqua di cottura

  2. Sul fondo di un saltapasta disponete il sugo di pomodorini e il tonno, quindi versatevi la pasta una volta scolata al dente.

  3. E’ arrivato il momento di saltare le vostre Trofie alla Carlofortina. amalgamando il sugo con il tonno, poi spegnete il fuoco e allora aggiungete il pesto, spolverate con la bottarga e mescolate.

  4. Impiattate spolverando, a piacere, con ulteriore bottarga,

  5. Vedi anche altri primi piatti di pesce!

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