Caro Melo, non chiamatelo più cuoco errante.

Caro Melo, non chiamatelo più cuoco errante.

Caro Melo, non chiamatelo più cuoco errante. Carmelo Chiaramonte 51 anni, Modicano non è più un Cuoco errante. Smettete di chiamarlo Cuoco Errante, perché ora ha trovato la sua nuova dimensione a Donnalucata, dove lo scorso 12 giugno, ha aperto il suo ristorante, Caro Melo.

Caro Melo, non chiamatelo più cuoco errante.
Caro Melo l’osteria rituale a Donnalucata

Il cuoco errante ha trovato la sua nuova dimensione a Donnalucata, dove ha aperto, Caro Melo. Ma non pensate al solito ristorante, Caro Melo ha un’atmosfera intima e informale, ve ne accorgerete fin dal primo ingresso. Qui è Oste, intrattenitore e narratore. Carmelo serve la cena ai suoi clienti più che in un ristorante, in un cortile di casa, dove gli arredi sono tutti “spaiati”. Alcuni ricordano il salotto buono delle nostre nonne. Altri sembrano lì, messi a caso ma qui niente è lasciato al caso, neanche le stoviglie. Tutte diverse tra loro anche queste. Sembrano appena uscite fuori dalla credenza della “nonna”. Trenta coperti in tutto, tra interno ed esterno.

I dettagli della cena…qui tutto è informale.

Qui niente è ordinario. Ogni sera, Carmelo Chiaramonte celebra una cerimonia della cucina, un evento straordinario, unico. Un dono che Carmelo fa a tutti i commensali. Caro Melo è nata come un un’osteria rituale che si prefigge di far dimenticare ai commensali la loro difficile giornata lavorativa. Come ? Da abile narratore ed oratore quale egli è, pone i suoi commensali dinnanzi ad un racconto fatto di ingredienti, territorio, produttori. Il menù del giorno è esposto su una vecchia Maidda, quelle dove anticamente si impastava e “scaniava” il pane di casa, quello tipico Ragusano a pasta dura. Quello che ancora la sua mamma Carmela, 85 anni, prepara all’osteria per i grandi eventi.

Cosa aspettarsi dunque quando si va a cena da Caro Melo? Niente di ordinario.

Caro Melo, non chiamatelo più cuoco errante.
La cena…

E allora eccomi qui a cenare da Caro Melo e ad assistere ad una altra tappa della sua carriera, in veste di Oste e perfetto padrone di casa. Da Caro Melo, ogni preparazione è un racconto, proprio a partire dai nomi dei piatti.

Il Menù di degustazione è di sette portate. Ma lasciatevi consigliare, lui è un grande giocoliere di parole e di vita.

Un piatto che mi ha colpito su tutti? Decisamente la zuppa di mandorle e vongole al basilico. Ovviamente le mandorle di Avola (varietà Fascionello) molto diffusa in provincia di Siracusa. Questo piatto nasce da un ricordo di Carmelo riguardo ad un assaggio di una crema di mandorle in un piatto, a cui in seguito aggiunse le vongole giocando su una vicinanza linguistica “almeja”, “almendra” e “albahaca” (vongola, mandorla e basilico in spagnolo). Io erroneamente ho mangiato la zuppa utilizzando il cucchiaio ma voi utilizzate tranquillamente il guscio della vongola come posata, come suggerisce l’Oste. Ma degne di nota sono state anche la giardiniera di frutta e ortaggi servita con il ketchup di albicocche e la tartare di gamberi, delicatissima e con una nota di croccante al lime che a mio parare si sposa benissimo con la dolcezza dei gamberi. Ed in fine per farmi la bocca dolce.. ho scelto  “farsi una pera, ricotta e mandorle”.

Le confetture….

Ma non è finita qui.. la cena si conclude con il racconto dei suoi ultimi studi e delle sue sperimentazioni in campo di confetture e volentieri faccio da Cavia.

Nella carta dei vini, trovate solo produttori, che piacciono a lui.

Quindi se andate e a cena da Caro Melo, non aspettatevi niente di ordinario. Qui nulla è replicabile proprio come chi cucina, l’informalità regna padrona, il cuoco ha smesso di “errare” …vedremo per quanto tempo. Intanto, buona cena.

Pubblicato da Fantasia in Cucina

La mia passione per la cucina e il buon cibo è nata grazie al mio lavoro e ai miei viaggi. Ho iniziato sin da piccola a raccogliere le ricette di tutto ciò che mi piaceva mangiare e ad appuntarlo su una agenda. Con il passare degli anni è cresciuta in me la passione per la cucina e la tradizione enogastronomica del territorio ibleo. Il mio vuole essere un blog che non è un semplice sito di ricette, ma anche un viaggio della memoria, della cultura di un popolo, quello degli abitanti dei Monti Iblei, in Sicilia, luogo d’incontro tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania. Dietro ogni ricetta c'è una storia, talvolta di una famiglia, di un incontro o di un viaggio. Il mio intento è quello di svelare, conservare e di tramandare attraverso le mie ricette l’anima, i saperi, le tradizioni, le passioni e la storia di un popolo. Cucino, fotografo mangio e posto. Mi piace anche consigliare ai miei amici oltre alle ricette sfiziose anche dove mangiare nei locali caratteristici dove andare a mangiare in Sicilia. Se vi va seguitemi, siete i benvenuti. Barbara