Rinascita delle Dolomiti di Iginio Massari

Rinascita delle Dolomiti. 

Ho pianto. Ho pianto molto vedendo le immagini in televisione e le foto che i miei amici di una vita mi mandavano su whatsApp. Ho pianto molto vedendo cosa stesse succedendo alla mia montagna, al mio Trentino, alla mia casa. Ho viaggiato e visto molti luoghi, ma l’unico che sento profondamente come “casa” è la mia montagna. Un legame interiore che per chi i monti li vive solo come luogo di vacanza e di svago, è difficile da comprendere. Lo so perché l’ho sempre letto negli occhi di chi mi ascoltava parlare delle mie valli. Ma è invece un tacito patrimonio comune per chi in questi luoghi ha mosso i suoi primi passi e lì vive da sempre. La bellezza di questi luoghi è indicibile, in ogni stagione dell’anno c’è qualcosa di cui innamorarsi: dei colori, dei profumi e dei suoni, dei laghi, dei centri abitati figli della montagna. E’ un sentimento di appartenenza talmente intimo che forgia il  carattere, ti cresce come fossi un suo figlio e parte di una grande unica famiglia, qualcosa che non tradiresti mai. Per questo della montagna te ne prendi cura, la proteggi e la rispetti, soffri insieme a lei quando la vedi devastata da una forza sovrannaturale come quella che l’ha colpita nelle ultime settimane. Un maltempo talmente anomalo e inaspettato capace di cambiare il volto di questi luoghi tanto amati che ci metteranno decenni a tornare così com’erano, se mai riusciranno. Ha sradicato interi boschi abbattendo migliaia di alberi, gonfiato i fiumi fino ad esondare sconvolgendo le campagne. Ha portato via case, strade, tralicci della corrente, auto, aziende, proprietà, lavoro. Ha portato via vite. Quando finalmente è passato e abbiamo potuto vedere la forza che ci aveva colpito, è rimasto il silenzio e il dolore. Le immagini che vedevamo ai TG erano apocalittiche, incredibili. Le nostre amate montagne erano in ginocchio, gravemente ferite, bisognose del nostro aiuto e delle nostre forze. E così è stato. Ognuno ha fatto silenziosamente la sua parte, quello che ha potuto e dovuto per sistemare, ripulire, ricostruire, aiutare. Dopo qualche settimana già tanto è stato fatto e moltissimo c’è ancora da fare. Per il Trentino, Veneto e Friuli si parla di danni economici immani e nulla sarà più lo stesso anche se noi e la montagna ci riprenderemo. Ho un grande dolore che porto nel cuore, le storie di amici, conoscenti e fratelli della montagna ancora nella testa, le immagini dei luoghi visti e visitati tante volte e poi sconvolti ancora negli occhi.

Con questo stato d’animo sono venuta a conoscenza di un’iniziativa per bocca del grande maestro pasticcere Iginio Massari. Proprio per aiutare la popolazione delle zone più colpite dal mal tempo è nato questo progetto a cura di “DDolomiti-Custodi del Territorio“. Il maestro Massari, uomo sensibile e dai grandi valori, si è impegnato nella creazione di una torta con i prodotti tipici del bellunese per aiutare i piccoli produttori locali a ripartire con le loro attività. Nasce così la ricetta che il maestro ha chiamato “RINASCITA DELLE DOLOMITI“. Sul sito www.ddolomiti.eu trovate i nomi di alcune aziende agricole e artigianali bellunesi da cui è possibile comprare le materie prime per la creazione di questa torta e aiutare le famiglie di queste zone a risollevarsi.

RINASCITA DELLE DOLOMITI

(Dose per una tortiera da 22 cm) 

Ingredienti: 

  • 150 g di burro
  • 75 g di zucchero
  • 38 g di miele d’acacia
  • 1/2 bacca di vaniglia
  • 95 g di yogurt bianco
  • 95 g di uova intere
  • 190 g di farina di nocciole
  • 95 g di farina 0

Note:

  • Trovate il video del Maestro sul sito di DDolomiti e sulla sua pagina FB, vi consiglio di guardarlo.
  • Le dosi indicate nella ricetta del Maestro sono per 4 anelli da 16 cm, noi abbiamo solo fatto le dovute proporzioni per una tortiera da 22 cm.
  • Non mi sono dimenticata la dose di lievito, semplicemente non ci va.
  • Per la farina di nocciole dovete tostarle a 160° per 20 minuti, pelarle una volta fredde e macinarle con un cutter finemente.
  • Se non avete la planetaria potete usare un frullino elettrico.

PROCEDIMENTO:

Accendete il forno in modalità statica a 175°C. 

Nella ciotola della planetaria inserite: burro morbido (potete lasciarlo un’ora a temperatura ambiente), zucchero, miele e i semi di mezza bacca di vaniglia. Iniziate a montarli fino ad ottenere un composto spumoso e leggero.

A questo punto inserite anche lo yogurt e le uova a filo.

A parte miscelate la farina 0 con la farina di nocciole che avrete ottenuto.

Quando il composto risulterà omogeneo incorporate la miscela di farine con una spatola.

Versate l’impasto in una tortiera precedentemente imburrata e infarinata e livellatelo.

Cuocete in forno statico a 175°C per circa 40 minuti (vale la prova stecchino). Gli ultimi 15 minuti mantenere la porta del forno leggermente socchiusa con un cucchiaino frapposto nella chiusura, per emulare la “valvola aperta” dei forni professionali. Questo serve a far asciugare maggiormente la massa.

Una volta cotta, sfornate e fate raffreddare completamente la torta prima di sformarla dalla tortiera. 

Quando la “Rinascita delle Dolomiti” sarà completamente fredda potete decorarla spolverizzandola con dello zucchero a velo.

Spero di riuscire a fare la mia parte dando nel mio piccolo risonanza a questo progetto e spero che con l’aiuto di tutti diventi una gara di solidarietà a favore della Rinascita delle Dolomiti. Io ci credo.

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4 commenti su “Rinascita delle Dolomiti di Iginio Massari

  1. Claudio CN il said:

    Complimenti per averla proposta ad uso e consumo casalingo, fatta stamattina, a pranzo è stata apprezzata … ne è sparita metà.
    Ottima veramente, molto soffice e umida al punto giusto.
    Avendo solo il forno ventilato cotta a 170° per 40 minuti.

  2. Annalisa il said:

    Vi seguo da molto tempo e le vostre ricette sono sempre affidabili. Con questa torta, che rispetto ad altre preparazioni mi sembrava facilissima, ho riscontrato un problema: all’inserimento dello yogurt e delle uova il composto si è agglomerato senza darmi la possibilità di ricompattare il tutto. Ho buttato via il composto e ho rifatto con altro burro, questa volta prestando estrema attenzione alla temperatura di tutti i componenti. Il problema si è ripresentato in maniera meno accentuata. Questa volta non me la sono sentita di buttar via il tutto, ho aggiunto le farine e con la frusta a mano ho rimontato il tutto. La torta è uscita squisita, ma perchè questo problema? A me non è mai capitato in precedenza. Faccio presente che burro, yogurt e uova erano della migliore qualità.

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