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Madeleines

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Conoscete Marcel Proust e le sue Madeleines?
Questi dolcetti francesi sono menzionati anche in una delle opere di Proust, un saggista e critico letterario di Parigi.
Nel primo volume dell’opera “Alla ricerca del tempo perduto” , lo scrittore dopo aver imbevuto nel tè una madeleine, ricorda quando, da piccolo, la zia gliele preparava la domenica mattina prima della messa.

“Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Bevo una seconda sorsata … All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….” ( Dalla parte di Swann di Marcel Proust ).

Le madeleine sono dei piccoli dolcetti morbidi con una particolare forma a conchiglia, che deriva proprio dallo stampo in cui vengono cotte.
Si crede che il nome di questo dolce risalga al culto di Santa Maria Maddalena, la donna che, liberata da Cristo da sette demoni, divenne sua discepola, seguendolo fino al monte Calvario. E la mattina di Pasqua lo vide per prima risorto e portò agli altri discepoli l’annuncio della risurrezione.
Il loro sapore è simile a quello del plumcake, anche se la consistenza è leggermente diversa.
Il segreto delle madeleines è lo shock termico che si innesca nel passaggio dal freddo del frigo al caldo del forno che da la spinta giusta per creare la classica gobbetta.

Ingredienti per 24 dolcetti:
180 g fi farina 00
180 g di uova ( circa 3 )
180 g di burro
150 g di zucchero semolato
10 g di miele millefiori
8 g di lievito per dolci
un pizzico di sale
scorza grattugiata di 1 arancia biologica
scorza grattugiata di 1 limone biologico

Madeleines

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Per prima cosa, sciogliete il burro a bagnomaria, lasciatelo intiepidire.
Nel frattempo, setacciate la farina in una ciotola capiente ed unite lo zucchero semolato, il sale, il lievito.
Lavate la scorza di un limone biologico e dell’arancia, grattugiatele e aggiungetele alla farina e allo zucchero.
Mescolate tutto e aggiungete il burro sciolto. Amalgamate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e poi incorporate le uova e il miele.
Il composto deve risultare ben liscio, dalla consistenza cremosa e senza grumi.
Riponetelo in frigorifero per almeno 1 ora.
Prendete uno stampo classico da madeleine ( io ho usato quello della Pavoni ) e imburratelo bene.
Versate 2 cucchiai di impasto in ogni incavo dello stampo.
Infornate in forno statico e preriscaldato a 200° per 13 minuti (forno ventilato 180° per 10 minuti).
Quando saranno dorate e avranno formato la caratteristica gobbetta, sfornatele e lasciatele raffreddare completamente.
Le vostre Madeleines sono pronte.
Si conservano in una scatola di latta per 2-3 giorni al massimo.
Per realizzarle al cacao vi basterà sostituire 20 g di farina con 20 g di cacao in polvere.

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