Alla scoperta di Ortonovo e Dintorni

Alla scoperta di Ortonovo e Dintorni…Blog tour, Cantine lunae, Consorzion lunae civitas, La sarticola, La felce, Anfiteatro di Luni.

Conoscete davvero bene il posto in cui vivete? Sapete quali sono i borghi antichi più vicini alla vostra città?
Conoscete le eccellenze del vostro territorio? Io pensavo di saperlo, ma ero completamente all’oscuro di un piccolo angolo della Liguria, ad un passo da casa mia. Ecco perchè in questo racconto vi porto alla scoperta di Ortonovo e dintorni.

Alla scoperta di Ortonovo e dintorni

Come noi di Massa Carrara non siamo del tutto toscani, ad Ortonovo non sono del tutto liguri..siamo come la terra di mezzo del Signore degli anelli, una terra di confine con i nostri dialetti, i nostri prodotti tipici, simile è la tradizione culinaria e uguale è la storia delle nostre città e dei nostri antenati, gli Apuani.

Nell’antichità questo territorio così ambito dai romani, comprendeva la provincia di La Spezia e di Massa Carrara.
Antichi testi romani, descrivevano i Liguri Apuani come un popolo dotato di fierezza, robustezza, resistenza alla fatica e difficilmente soggiogabile.
I romani non tolleravano questa continua resistenza della popolazione locale, volevano sottometterli e non riuscendoci, decisero di deportarne una buona parte nel Sannio.
Questo carattere duro, fiero e resistente è rimasto anche ai giorni nostri in questa terra, così vicina a casa mia, ma sconosciuta fino a poco tempo fa.
Grazie al Consorzio Lunae Civitas che mi ha invitato a partecipare a questo blog tour, sono andata alla scoperta di Ortonovo e dintorni, insieme ad un’amica food blogger Sara ( Pixelicious ), alla giornalista Chiara ( Latitudes Life ) e al simpatico travel blogger Nicola ( My travel in Tuscany )

Alla scoperta di Ortonovo e Dintorni

La prima tappa di “Alla scoperta di Ortonovo e Dintorni” è stata l’Agriturismo La Sarticola, un posto immerso nel verde tra ulivi centenari e vigneti.

Alla scoperta di Ortonovo e Dintorni

Il titolare Matteo ha portato avanti l’azienda agricola dei suoi genitori, ristrutturando e investendo sulla coltivazione di nuovi prodotti. Infatti è stata una delle prime aziende a riscoprire 15 anni fa il Vermentino nero, un vitigno risalente al 1200.
Per quanto riguarda le olive, Matteo ne coltiva 4 varietà tipiche del territorio, tra le quali le più conosciute sono la Lantesca, la Castelnovina e la Razzola che produce un olio amaro e piccante simile a quello toscano.
Abbiamo mangiato all’agriturismo tutti i prodotti e i piatti tipici della zona, preparati dalle abili mani di Matteo e della sua mamma.

Il pomeriggio siamo andati a visitare il comune di Ortonovo, un piccolo paese con il suo bellissimo panorama sul mare e sulla vecchia città di Luna.
La sensazione, appena arrivata, è stata quella di essere spiata.. una decina di persone armate di fotocamera e block notes pronte a fotografare la qualunque che entravano in un borgo dove alla fine si conoscono tutti..quindi occhiate, sguardi indagatori, bisbiglii tipici dei paesi.
L’accoglienza ci è stata data da un quartetto di anziane signore pronte a spettegolare su chi fossimo noi forestieri..e cosa abbiamo fatto noi? Le abbiamo fotografate perchè l’immagine era davvero meravigliosa.

dolcissima stefy a ortonovo

Il borgo è antico con una storia legata alla celebre città romana di Luna, fondata nel 177 a.c.
Nella piazza del centro storico si trova la torre del Guinigi, diventata oggi il campanile della chiesa di San Lorenzo, risalente al XV secolo, quando il signore di Lucca, appunto il Guinigi, venne in possesso del paese.

alla scoperta di ortonovo

Prima di cenare, abbiamo visitato il Santuario del Mirteto, situato su un colle che divide la Toscana dalla Ligura e dedicato alla Beata Vergine Addolorata del Mirteto.
Un luogo davvero suggestivo e dal panorama mozzafiato, da sempre punto di riferimento della spiritualità degli Ortonovesi.
Recentemente una parte del santuario e del vecchio refettorio sono stati ristrutturati ed adibiti a b&b con camere per coppie e per famiglie.
La cena è stata un classico della cucina locale con taglierini in brodo, panigacci ai funghi e al pesto, galletto al forno e per finire la buonissima torta di riso ( per la ricetta, cliccate QUI ), tutto preparato dalle brave e sapienti mani delle signore del posto.

La stanchezza iniziava a farsi sentire, così ci dirigiamo verso la Locanda Il Monastero dove erano state prenotate per noi delle bellissime camere in questa struttura meravigliosa.

dolcissima stefy in tour

Come ben sappiamo il mattino ha l’oro in bocca, la giornata prevedeva diverse tappe tutte estremamente interessanti, quindi il racconto inizia proprio con l’antica città di Luna e il suo anfiteatro.

dolcissima stefy

La colonia romana nasce, alla foce del fiume Magra, appunto nel 177 a.c nel territorio dei Liguri Apuani, lungo la sponda occidentale dell’ampio bacino di un porto, oggi interrato.
Gli scavi hanno portato alla luce un’ampia parte della città tra cui edifici di culto e ricche domus.
La città, che doveva la sua fama allo sfruttamento delle vicine cave di marmo di Carrara, rimase in piedi fino al 1200 come sede episcopale.
Nel suo periodo d’oro, Luna era bellissima, ricca e lussureggiante come Roma, talmente sfarzosa che una leggenda narra che fu devastata da un errore di calcolo di una flotta vichinga, comandata dal Re Hasting che avrebbe confuso la città di Luna con Roma stessa, meta scelta per le loro scorrerie.
Lo splendore e la prosperità di Luna gli fece credere di essere giunto a destinazione e convinse il vescovo di voler diventare cristiano e voler essere battezzato.
Ammesso nella comunità cristiana, si finse morto in modo che il vescovo lo potesse seppellire all’interno delle mura della città, ma appena giunse alla cattedrale, si alzò dalla bara, vivo e armato fino ai denti.
Fu questa una delle devastazioni che la città di Luna subì nel corso dei secoli.

L’ Anfiteatro romano sorge al di fuori delle vecchie mura e si calcola dovesse avere una capienza di circa 7000 spettatori.
La sensazione che mi accoglie appena entro è quella di essere piccola, completamente circondata da questi resti che non capisco fino in fondo e allora vengo teletrasportata con la fantasia ad un’epoca antichissima.
M’immagino le rappresentazioni che potevano essere fatte, le persone che urlavano e gioivano dagli spalti e mentre cammino in quel prato verde, passo sotto la volta dell’anfiteatro penso che in quegli stessi punti, nel 177 a.c , passeggiavano i miei antenati con le loro storie, le loro problematiche, le loro vite, i loro misteri che noi non sapremo mai perchè la storia ha deciso che non dovevamo sapere tutto, che dovevamo vivere con certi misteri per far viaggiare la nostra fantasia e sognare tempi lontani in cui i Liguri Apuani vivevano nello splendore della città di Luna.

Alla scoperta di Ortonovo e Dintorni

Torno al presente, perchè vengo chiamata ripetutamente per andare via.. mi ero davvero immersa nell’immaginazione di quel periodo da perdere di vista il mio gruppo e rimanere a pensare sotto una delle volte dell’Anfiteatro.
Mi riprendo velocemente perchè “alla scoperta di Ortonovo e dintorni” deve continuare e so che è arrivato il momento di andare a degustare i vini a la Cantina Lunae.

alla scoperta di ortonovo

Il nome della cantina si rifà proprio all’antica città romana e nasce dalla passione di Paolo Bosoni che nel 1966 inizia ad avere sempre più attenzione per la viticoltura. I figli, oggi, continuano l’attività che ha iniziato il padre diversi anni fa.
Ca’ Lunae nasce in un antico complesso rurale del settecento per valorizzare la cultura del vino e mostrare, attraverso il museo, come veniva fatta la vendemmia sin dall’antichità.
L’interno di questa “cantina” è caratterizzato da una corte bellissima piena di fiori, piante di agrumi e siepi e da un bellissimo giardino dove sorge un gazebo di cui mi sono letteralmente innamorata.

dolcissima stefy

Onestamente, consiglio a tutti di venire a visitare questa struttura anche solo per assaggiare uno dei loro classici vini, il Vermentino di Luni.

Il pomeriggio ci siamo diretti verso le Cave di Marmo di Carrara per visitare la cava all’interno della montagna ( Marmo Tour ) e il bellissimo Museo sulla lavorazione del marmo del simpatico novantenne Walter Danesi.
Ammetto di essere molto di parte in questo caso perchè il museo è della famiglia del mio fidanzato e non vi dico di andarlo a visitare solo per questo motivo, ma proprio perchè ha una storia, ha un’anima ed è proprio quella del nonno Gualtiero che ha passato gran parte della sua vita a cercare pezzi antichi e rari per formare negli anni, fatica dopo fatica, il suo museo di cui ne va orgogliosissimo.
Il signor Danesi, lo scorso anno, è stato decorato dal Comune di Carrara di una medaglia d’oro al merito civile proprio per quello che è riuscito a costruire a Fantiscritti, tutto da solo.

alla scoperta di ortonovo

Oggi, il museo e il souvenir, vengono portati avanti dai due figli Alberto e Letizia e dai nipoti Marco e Walter e quest’ultimo si occupa anche di tutta la spiegazione del museo, proprio come ha sempre fatto suo nonno prima di lui.

Cava Museo fantiscritti

A Colonnata poi abbiamo visitato la Larderia di Fausto Guadagni dove la Signora Federica, molto accuratamente, ci raccontato la storia del lardo e di come viene preparato, in attesa di un gustoso e sfizioso banchetto a base di Lardo di Colonnata igp, presso La Locanda Apuana .
Per concludere la giornata siamo stati a mangiare al Ristorante Da Fiorella dove abbiamo potuto gustare la cucina di confine, quel tipo di cucina che sento anche un po’ mia.

Una chicca è stata la visita al country house “Casale Amati” per una mostra di artisti locali, molti di Massa Carrara.
Un luogo delizioso con un arredamento shabby chic molto ricercato e curato.

Il giorno dopo, “Alla scoperta di Ortonovo” si è concluso con la visita all’azienda agricola La Felce del Signor Andrea Marcesini che produce solo vino in 5 ettari e mezzo di terreno.

dolcissima stefy

Prima dei suoi racconti, quello che ha attirato subito la nostra attenzione è stato senza ombra di dubbio il cane che era letteralmente l’ombra del suo padrone.
Lo cercava come fosse la sua ancora di salvezza, la sua bussola in mezzo al mare..la sua vita.
Andrea porta avanti la sua azienda producendo il suo vino naturale e biodinamico. Vi domanderete perchè ha usato precisamente questi termini? Perchè ha deciso di tornare al passato, lavorando come e con i mezzi di una volta, ma con la conoscenza attuale.
La sua filosofia è appunto quella di tornare indietro anche nei sapori del vino, un po’ come ho fatto io con questa storia che vi ho appena raccontato.
Siamo passati dal presente in quanto tale, all’estrema antichità con le sue rovine e i suoi misteri, per tornare alla modernità, ma con uno sguardo al passato.
Questa è la storia della nostra vita, così attuale e improntata al futuro, ma con un passato che ci ha insegnato tutto e che non dovremmo mai dimenticare.
Per il momento vi saluto, il racconto “Alla scoperta di Ortonovo e Dintorni” è concluso, ma vi aspetto per raccontarvi una nuova avventura, targata #dolcissimastefyintour 😉

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