Cigni di frolla con crema e mele

Questi Cigni di frolla con crema e mele sono una variante dei Cigni di pasta choux con crema e panna la cui ricetta è qui nel blog.

Il tempo di preparazione comprende il riposo in frigo.

Dulcis in fundo..la poesia

  • Preparazione: 50 minuti Minuti
  • Cottura: 25 Minuti
  • Difficoltà: Medio
  • Porzioni: 10 pezzi

Ingredienti

Per la frolla

  • Burro 175 g
  • Zucchero semolato 175 g
  • Farina 00 400 g
  • Uova medie 2
  • Scorza di limone q.b.
  • Vanillina 1 bustina
  • Sale 1 pizzico

Per la farcia

  • Latte 500 ml
  • Zucchero 120 g
  • Tuorli 5
  • Amido di mais (maizena) 25 g
  • Farina 00 25 g
  • Vanillina 1 bustina
  • mele 2

Preparazione

  1. Preparare la frolla impastando in planetaria con la foglia il burro con lo zucchero. Aggiungere le uova, la vanillina e il pizzico di sale. Inserire poi la farina setacciata.

    Creare il panetto  e metterlo in frigo per mezz’ora.

    Stendere la frolla in sfoglia di 1,5 cm e ricavare col bicchiere o coppapasta da 8 cm diametro dei cerchi di impasto da mettere nello stampo da muffin imburrato e infarinato. Dare una forma ai bordi.

    Preparare la crema secondo la ricetta Crema pasticciera base presente sul blog.

    Farcire ogni stampo di crema, tagliare le mele a fettine sottili e sistemarle nella crema: le più esterne ai bordi più lunghe a creare le ali, altre sulla superficie.

    Cuocere in forno statico a 180 gradi per 20 minuti. Sfornare.

  2. Con parte della frolla realizzare il collo e testa dei cigni cercando di dare al becco.

  3. Cuocere a parte a 180 gradi per 10-15 minuti o comunque finchè non dorino.

    Una volta raffreddati, sistemare i colli nelle formine tra le ali affondando nella crema.

    Spolverare con zucchero a velo.

E la poesia è…

Cos’è rimasto dei momenti belli?
Il brillare degli occhi,
una goccia d’essenza,

un sospiro sul bavero,
il respiro sul vetro,
di lacrime una briciola
e un’unghia di tristezza.
E poi, credetemi, quasi più nulla.
Fumo di sigarette e sorrisi fuggevoli,
e un pugno di parole che volano in un angolo
come rifiuti lievi che il vento porta via.
E ancora non vorrei dimenticare
quei tre fiocchi di neve.
Solo questo, ed è tutto.

Jaroslav Seifert

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