Tericche

Tericche o tiricche, ma in alcune zone della Sardegna vengono chiamate anche tiliccas, dolce tipico sardo a base di una sfoglia sottile di pasta violada e ripieno di saba/sapa (mosto cotto).
Le tericche, originarie del Nord Sardegna, son presenti per molte festività, come Ognissanti, Pasqua e occasioni speciali, cambiano nome, forme e ingredienti in base al luogo, si trovano completamente chiuse, come queste, o con la sfoglia che le avvolge solo in parte, con o senza mandorle, con o senza decorazioni, ma si preparano sempre con ripieno di saba e una sfoglia bianca sottile di pasta violada.

La pasta violada/violata è una pasta a base di farina di grano duro (semola) acqua e strutto, è solitamente una pasta che fa da contenitore, se lavorata come da tradizione si impastano prima semola e acqua e dopo aver ottenuto l’impasto si aggiunge lo strutto man mano che viene assorbito, ma spesso per praticità e per velocizzare la cosa si impasta tutto insieme, magari con una planetaria o un’impastatrice.
Su Pistiddu è invece il ripieno che va all’interno della pasta violada ed è a base di saba, semola grossa, scorza d’arancia e anice stellato, che conferiscono al dolce un profumo unico.

Tericche
  • Preparazione: 2 Ora
  • Cottura: 20/25 Minuti
  • Difficoltà: Medio
  • Porzioni: 70/80 pezzi
  • Costo: Alto

Ingredienti

Pasta violada

  • Semola di grano duro rimacinata 625 g
  • Acqua 275 ml
  • strutto 100/110 g
  • Sale 2/3 g

Su pistiddu

  • saba/sapa 500 ml
  • semola grossa 100 g
  • Scorza d'arancia 1
  • Anice stellato

Preparazione

  1. Tericche

    Versate la saba in una pentola a fondo spesso o antiaderente, aggiungete la scorza d’arancia a pezzi grossi in modo da poterli togliere e una presa di anice stellato, accendete la fiamma e fatela scaldare (a fiamma bassa), scaldandosi risulterà più liquida.
    Togliete la scorza d’arancia dalla pentola, aggiungete la semola a filo, in modo da non fare grumi, mentre versate la semola tenete sempre mescolato con una frusta.
    Una volta che avrete finito di versare la semola su pistiddu risulterà denso, spegnete la fiamma e lasciatelo intiepidire.

  2. Tericche

    Versate la semola su una ciotola, aggiungete il sale e poca acqua alla volta, man mano che verrà assorbita, lavorate l’impasto fino ad ottenere un composto liscio.

    Mettete il vostro impasto sul piano da lavoro e aggiungete poco strutto alla volta, solo quando avrà assorbito il precedente, le quantità di strutto o acqua possono variare leggermente in base alla semola utilizzata, se più o meno grossa, o più o meno asciutta, in base anche al’umidità della stagione.
    A fine lavoro dovrete ottenere un impasto omogeneo, liscio e morbido, molto elastico, come ho scritto in precedenza nell’anteprima della ricetta, potete eseguire la stessa operazione aiutandovi con un impastatrice.

  3. Tericche

    Tagliate alcuni pezzi di impasto, appiattitelo con le mani, passatelo nella sfogliatrice in modo da ottenere delle strisce lunghe e molto sottili.
    Tagliate delle strisce 22 x 4/5 cm circa per ogni tericca, utilizzando una rotella rigata, versate su pistiddu in una saccapoche, farcite la sfoglia, senza abbondare troppo o si rischia la fuoriuscita in cottura, rigirate la pasta avvolgendo su pistiddu e date la forma che preferite.
    Adagiate le tericche su una teglia con carta forno, infornatele a 160° e cuocetele per 20/25 minuti circa, la loro sfoglia deve mantenersi bianca, quindi valutate i tempi in base al vostro forno.
    Proseguite allo stesso modo, fino ad ultimare tutti gli ingredienti.

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Note

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