Malloreddus

Malloreddus, o malloreddos, il secondo nome è però meno comune, gnocchetti sardi, delle piccole conchiglie rigate che possono essere realizzate in svariati modi e formati, possono essere infatti sottili e allungati o più corti e più spessi, questo varia in base alla zona, alle abitudini o alla manualità, ma anche a come vengono preparti, con un rigagnocchi, con una semplice forchetta, ma anche con un cesto, o setaccio (su ciuliri).
I malloreddus sono tipico del Medio Campidano (Sud Sardegna), ma si realizzano in tutta la Sardegna, questi oltre cambiare la forma cambiano nome in base alla zona dove vengono realizzati, nonostate il più comune resti sempre malloreddus.
La parola maloreddus deriva dal latino mallolus, ossia tronchetto di pasta, ma quello che più sembra mettere d’accordo noi sardi è che sia un diminutivo di malloru che significa toro, quindi essendo un diminutivo diventa vitellini.
I malloreddus vantano tanti anni di tradizione, un tempo venivano realizzati rigorosamente con “su ciuliri” come già accennavo sopra, poi si è passati ai vari metodi, ma ciò che non è mai cambiato è che resta un piatto tradizionale, uno dei più realizzati, che non può mai mancare durante le feste più importanti.
Questi sono infatti presenti dal Natale alla Pasqua e non mancano mai per le cerimonie, immancabili durante un pranzo di nozze e cerimonie in genere, la ricetta più classica campidanese prevede un sugo a base di salsiccia, per poi variare con tantissimi ragù ma non solo, di questo avremmi modo di parlare in tante altre ricette.

  • DifficoltàFacile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione2 Ore
  • Tempo di riposo15 Minuti
  • Tempo di cottura3 Minuti
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana

Ingredienti

1 kg semola rimacinata di grano duro (io ho utilizzato semola integrale di grano duro)
500 ml acqua
10 g sale

Strumenti

1 Rigagnocchi
oppure1
1 Planetaria
oppure1 Impastatrice

Passaggi

Versate la farina di grano duro nella planetaria, o impastatrice a disposizione, se non ne avete una, potete impastare tranquillamente a mano, quindi utilizzate una ciotola, o la nostra bellissima scivedda (contenitore sardo in terracotta).
Versate una presa di sale, 10 grammi circa, e man mano che verrà assorbita aggiungete l’acqua necessaria, solitamente la quantità dell’acqua equiale al 50% circa, quindi in questo caso 500 ml su un kg di farina, ma questa può variare in base alla farina utilizzata, se più o meno rustica può assorbire quantità di acqua diverse.

Lavorate limpasto fino a risultare perfettamente liscio e omogeneo, fatelo riposare per 15/20 minuti con la ciotola capovolta.
Trascorso il tempo di riposo, tagliate un pezzo del vostro impasto, ideale i tarocco, ma potete utilizzare anche un semplice coltello.
A questo punto, allungate la pasta con i palmi delle mani fino ad ottenere una forma cilindrica abbastanza sottile, poi tagliate la pasta a tocchetti.

Prendete un rigagnocchi, o una forchetta, o se ne avete uno, potete utilizzare “su sciuliri”, premete i pezzetti di pasta sulla superficie del vostro rigagnocchi o di ciò che utilizzate, premendo leggermente in modo da ottenere le righe giuste ma anche da renderlo un po’ incavo all’interno.

Sistemate i malloreddus su vassoi precedentemente infarinati.
I malloreddus sono pronti, non vi resta che cuocerli per 3 /4 minuti circa e condirli con un buon sugo.

Consigli

Vi consiglio di condire i malloreddus con un buon ragù campidanese a base di salsiccia sarda fresca, o in alternativa con un buon ragù della carne che preferite.

Conservazione

I malloreddus sono ottimi freschi appena preparati, se non dovete consumarli subito, potete comunque conservarli freschi, sarà sufficiente congelarli nei vassoi per poi trasferirli in semplici sacchetti da freezer pronti all’uso.

5,0 / 5
Grazie per aver votato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.