riso e verza, la ricetta napoletana

Un classico invernale, il riso e verza, la ricetta di tradizione napoletana, che più napoletana non si può. il suo sapore mi accompagna da quando ero bambina, perché è uno dei mei preferiti. pensate che addirittura un fumante piatto di riso con la verza riuscii ad assaporarlo perfino alla mensa universitaria, in un piovoso pomeriggio autunnale, ai tempi in cui ero una fresca matricola! se chiudo gli occhi ricordo lo stupore che suscitava in me il ritrovare una ricetta così casalinga nel bel mezzo di una nuovissima avventura e in un contesto totalmente differente dalle pareti di casa! ma bando ai ricordi e concentriamoci sulla ricetta che in ogni caso è anche davvero semplice da preparare, basta avere un bel cavolo verza, dal cuore tenero e fragrante, e quei pochi ingredienti necessari alla sua riuscita, ingredienti di qualità ovviamente, come l’olio evo e la pancetta coppata.

riso e verza, la ricetta napoletana

riso e verza
riso e verza

ingredienti per 4 persone

un bel cavolo verza

80 g di pancetta coppata

1 spicchio di aglio

3 cucchiai di olio evo

320 g di riso per risotti

80 g di pecorino romano gratutgiato

80 g di grana padano grattugiato

sale e pepe q.b.

procedimento

pulite il cavolo verza delle foglie esterne più sciupate tagliatelo a listarelle privandolo del torsolo e immergetelo in una ciotola piena di acqua  per eliminare l’eccesso di terreno. nel frattempo in una ampia pentola fate soffriggere l’aglio insieme alla pancetta nell’olio, dopodichè eliminatelo e aggiungete la verza appena tolta dall’acqua. fate soffriggere per qualche minuto, il tempo che la verdura si insaporisca, poi aggiungete un paio di bicchieri d’acqua, coprite con uncoperchio e continuate la cottura a fuoco basso per circa mezz’ora. trascorso questo periodo di tempo, unite il riso con il grana padano e il pecorino, regolate di sale e se vi piace spolverizzate di pepe. portate il riso e verza a cottura aggiungendo altra acqua se necessario, mescolando la vostra minestra che servirete brodosa oppure più asciutta – personalmente non la preferisco brodosa, ma si può servire anche più sugosa. portate a tavola ben caldo, con un’ultima spolverata di pecorino romano.