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Pasta all’uovo al nero di seppia

La pasta all’uovo al nero di seppia è una variante della preparazione classica con la sola aggiunta del nero di seppia che oltre a conferirle colore le dona anche lucentezza. Inodore e insapore il nero di seppia si abbina senza nessun problema a qualsiasi tipo di condimento, ma ovviamente vista la sua naturale provenienza, la si preferisce abbinare al pesce o alle verdure.

 

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pasta-alluovo-al-nero-di-seppiaPasta all’uovo al nero di seppia

 

Ingredienti per 2-3 persone

200 g di semola rimacinata di grano duro

2 uova medie

8 g di nero di seppia

Olio EVO

Sale

 

 

 

Procedimento

Per preparare la pasta all’uovo al nero di seppia iniziate col mettere su di una spianatoia o in una ciotola la semola.

Praticate la classica fontana al centro e unite le uova, a cui avrete unito il nero di seppia, sbattute un pizzico di sale e un filo di olio EVO.

Lavorate l’impasto per almeno 10 minuti fino ad ottenere una palla il più possibile omogenea e liscia.

Vi accorgerete che è della giusta consistenza quando la pasta non appiccicherà alle mani nè alla spianatoia, ma nello stesso tempo risulterà molto morbida e facilmente modellabile. Qualora l’impasto risultasse appiccicoso, si consiglia di aggiungere ancora semola rimacinata di grano duro, che conferirà anche una certa porosità alla pasta.

Se l’impasto fosse troppo duro, aggiungere un po’ d’acqua e continuare ad impastare fino alla consistenza desiderata.

Avvolgete la pasta ottenuta in un foglio di pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per 1 ora.

Trascorso il tempo di riposo, riprendete l’impasto della pasta all’uovo al nero di seppia e con una sfogliatrice stendetela allo spessore che desiderate a seconda dell’utilizzo.

NOTA: ogni qual volta che non utilizzare l’impasto, copritelo con la pellicola, in modo tale che non si secchi.

 

 

NERO DI SEPPIA

Il nero di seppia è il liquido scuro secreto dalle seppie; per estensione si può intendere il liquido secreto dalle ghiandole di altri cefalopodi (polpo,calamaro…).

Esso è liberato da un’apposita sacca (situata fra le branchie) e disperso con l’ausilio d’un getto d’acqua emesso dal sifone. Il colore scuro è dovuto al suo costituente principale, la melanina. Ciascuna specie di cefalopodi produce inchiostri di colore leggermente diverso; in genere, i polpi secernono inchiostro nero, mentre quello di calamari e totani è blu scuro e quello delle seppie è marrone (color seppia).

In passato lo si usava come inchiostro, oggi è perlopiù usato in cucina. Si usa come condimento per i primi piatti a base di pasta in particolare nella cucina siciliana, ma rientra anche in altre cucine regionali (per esempio nella cucina veneziana e nella cucina toscana con il risotto al nero di seppia) e, fuori di confini nazionali, anche in Catalogna e in Croazia.

Ricavato dal liquido che si ritrova nella sacca dell’inchiostro delle seppie, una volta estratto va poi conservato in ambiente refrigerato. L’inchiostro di questo cefalopode contiene diverse sostanze chimiche in differenti concentrazioni, anche a seconda della specie. Comunque, i suoi componenti principali sono melanina e muco. Può contenere anche, tra le altre cose, tirosinasi, dopamina e L-DOPA, e piccole quantità di amminoacidi, tra i qualitaurina, acido aspartico, acido glutammico, alanina e lisina.