Vignarola romana

Vignarola romana

La vignarola romana è un delizioso piatto di tradizione romana: una ricetta “di passaggio” che prevede infatti l’utilizzo dei carciofi ormai a fine stagione e di fave e piselli primizie della primavera. La vignarola romana è una ricetta povera, semplice ma molto saporita, si può gustare come contorno in accompagnamento ad altri piatti oppure per condire pasta e risotti, nella frittata o su bruschette e crostini. La ricetta della vignarola romana è tratta da “Il cucchiaio d’argento” (la trovate nella sezione dedicata ai carciofi sotto la dicitura “Con fave e piselli”).

Vignarola romana Cucina vista mare

Ingredienti

4 carciofi

1 kg di fave fresche

1 kg di piselli freschi (o 500 gr surgelati)

60 gr di pancetta

1 cipolla

3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

il succo di mezzo limone

sale

pepe

Eliminare le foglie più dure ai carciofi, tagliarli a fettine sottili e trasferirli in una ciotola con acqua acidulata con il succo di mezzo limone. In una casseruola scaldare l’olio, farvi dorare la pancetta tagliata a cubetti e la cipolla tritata, aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda e lasciar insaporire per dieci minuti. Unire anche i carciofi scolati e un mestolo d’acqua. Cuocere per cinque minuti poi aggiungere le fave, un altro mestolo d’acqua e cuocere ancora per cinque minuti. Infine unire i piselli, coprire e proseguire la cottura per quindici minuti. A fine cottura regolare di sale e pepe. Il tutto deve risultare un po’ brodoso ma dipende un po’ dai gusti: io per esempio preferisco la vignarola romana un po’ più asciutta. E’ ottima lasciata riposare un po’ prima di essere servita, è deliziosa tiepida e ancora più saporita il giorno dopo. Nelle versioni più tradizionali tra gli ingredienti si possono trovare anche la lattuga e la mentuccia. I minuti di cottura sono indicativi perché tutto dipende da quanto sono giovani le verdure utilizzate perciò potreste dover aggiustare un po’ i tempi.

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Curiosità

Perché questo piatto si chiama vignarola? Sembra che il nome derivi dal fatto che gli ingredienti utilizzati, un tempo, venivano coltivati tra le vigne. Qualcuno dice che le donne che lavoravano alla vigna consumavano la vignarola come pasto o che invece ciò che avanzava al verduraio veniva definito “vignarolo”. I “vignaroli” erano infatti i verdurai dei mercati romani.

 

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