Pesto al basilico

Pesto al basilico

Quando mi capita di avere un po’ di basilico nei miei vasi in giardino preparo il pesto: un condimento tipico della cucina ligure che si utilizza per condire trofie, trofiette, trenette, lasagne e minestrone. L’ideale sarebbe preparare il pesto al basilico col mortaio di marmo, il pestello di legno e una buona dose di pazienza pestando con movimento rotatorio e delicato in modo da non rovinare le foglioline (che si ossidano subito nei punti di rottura) e facendo uscire gli oli essenziali. Ma difficilmente a casa si dispone di un mortaio e l’alternativa è utilizzare il frullatore (non inorridiscano e ci perdonino i liguri Doc). In questo caso bisogna tenere le lame e il bicchiere del frullatore in frigo e al momento di preparare il pesto inserire prima l’olio in modo che le lame scorrano più facilmente. Un’altra accortezza da avere è quella di frullare a bassa velocità o a intermittenza. Ecco la ricetta per realizzare il pesto al basilico.

Pesto al basilico Cucina vista mare

Ingredienti

50 g di foglie di basilico

1 cucchiaio di pinoli

2 spicchi d’aglio

2 cucchiai di pecorino grattugiato

6 cucchiai di parmigiano grattugiato

½ bicchiere di olio extravergine d’oliva

Lavare accuratamente le foglie di basilico in acqua fredda corrente e farle asciugare all’aria, stese su un canovaccio o su carta assorbente da cucina. Versare l’olio nel frullatore poi unire le foglie di basilico, i pinoli e l’aglio, incorporare i formaggi poco alla volta e frullare delicatamente fino ad ottenere una salsa cremosa. Se come me avete un mortaio potete provare a preparare il pesto secondo le indicazioni che trovate nelle curiosità.

Curiosità

Gli ingredienti per preparare il tradizionale pesto alla genovese sono sette, devono presentare determinate caratteristiche e soddisfare requisiti qualitativi ben precisi. Il basilico, quello DOP, a foglia piccola, dev’essere quello genovese coltivato sulle alture di Pra (quartiere di Genova), l’olio quello extravergine d’oliva “Riviera Ligure” DOP, il Parmigiano DOP così come pure il Pecorino (Fiore Sardo), l’aglio di Vessalico località della zona di Imperia, i pinoli prodotti nell’area mediterranea e il sale marino grosso. Come prevede la ricetta ufficiale del Consorzio del pesto genovese si pesta prima l’aglio (uno spicchio ogni 30 foglie di basilico), si aggiungono prima il sale grosso e poi le foglie di basilico. Si pesta e poi si uniscono i pinoli, i formaggi e infine l’olio. Le dosi che leggete sopra sono quelle della ricetta ufficiale (sufficienti per condire 600 gr di pasta) ovviamente i prodotti che ho utilizzato sono quelli che avevo a disposizione qui in Toscana perciò il mio non è un pesto alla genovese, anche se vi si ispira, ma è semplicemente un pesto al basilico!

Se vi piacciono le mie ricette seguite la pagina FACEBOOK con un “mi piace” e per non perdere i miei post attivate le notifiche!

 

 

4 Risposte a “Pesto al basilico”

  1. Perché nella ricetta l’olio va messo all’inizio mentre il disciplinare lo metto (a filo) alla fine?…non credo sia la stessa cosa…

    1. Come puoi ben leggere Alessandro anche dal titolo stesso della ricetta e dalle spiegazioni nell’articolo il mio non è un pesto alla genovese. quindi quello tradizionale preparato secondo il disciplinare, ma è semplicemente un pesto al basilico. D’altra parte anche l’utilizzo del frullatore non ha niente a che fare con il disciplinare e non è esattamente la stessa cosa che utilizzare mortaio e pestello. Nel frullatore le foglioline messe a secco si rovinano. Occorre un liquido che faccia scorrere le lame senza traumatizzare troppo le foglioline di basilico per questo è necessario aggiungere l’olio prima. Ma se ti trovi meglio con il metodo del disciplinare puoi farlo tranquillamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.