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Ortaggi rari: le barbe o barbe di prete

Ortaggi rari e buonissimi: le barbe o barbe di prete o scorzobianca, un tempo coltivata in Piemonte, Liguria e Nord della Toscana, oggi è assai rara, ed è un vero peccato sia per la sua rusticità sia per le sue qualità organolettiche. La Barba è conosciuta sin dall’antichità e coltivata nell’Antica Grecia anche se la sua origine è incerta in quanto molte sono le specie selvatiche originarie del Nord Africa, dell’Asia Minore e dell’Europa Mediterranea.

La sua radice assomiglia a quella della carota è liscia carnosa può raggiungere la lunghezza di 20 cm ed è di colore bianco avorio.

Possiede interessanti proprietà terapeutiche è altamente depurativa favorisce lo smaltimento delle tossine grazie all’elevato contenuto di fibre ed è ricca di inulina chiamata anche “zucchero buono” ben tollerato dall’organismo. Inoltre contiene solo 15 calorie per etto.

Barbe in umido x2 persone:

COSA SERVE
1 mazzo di Barbe, aglio, prezzemolo, pomodori pelati, olio, sale, pepe.

COME SI PREPARANO
Eliminate le foglie e raschiate le barbe, lavatele e scottatele per un quarto d’ora in acqua bollente salata. Mettere in un tegame un bicchiere di olio, un battuto di aglio e prezzemolo sale, pepe. Unitevi le barbe e quando saranno un po’ soffritte aggiungete i pomodori pelati, lasciando sul fuoco fino a che i pomodori si disfanno e l’acqua emessa sia tutta evaporata.

VARIANTE
Tagliate a bastoncini le “radiche”, scottatele in acqua salata e asciugatele. Immergetele in pastella di farina, acqua e sale. Lasciate riposare almeno mezz’ora e poi friggete in abbondante olio caldo.

Pubblicato da cookinprogress

Il mio nome è Monica e mi piace cucinare, autodidatta istintuale. Ci si prova senza prendersi troppo sul serio...