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Trofie con pesto alla Genovese #cookinprogress

Il pesto alla Genovese ha un suo disciplinare che stabilisce, secondo la tradizione,  i sette ingredienti per il pesto. *Foglie di basilico di Pra’ giovani (quelle più piccole). Il basilico adatto proviene tradizionalmente dalle coltivazioni poste sulle alture di Pra’, un quartiere di Genova. Questo basilico gode attualmente della denominazione di origine protetta (DOP) e per quello indicato per le sue qualità alla realizzazione del pesto tradizionale; *Olio extra vergine di oliva della Riviera Ligure. L’olio prodotto in Liguria è tipicamente delicato (non “pizzica” e non “attacca in gola”) non molto fruttato e per le sue qualità è a denominazione di origine protetta (DOP); *Pinoli italiani; *Parmigiano-Reggiano stravecchio (invecchiato almeno 30 mesi). Deve essere molto stagionato, anche perché in questo modo non si “cuoce” quando si aggiunge l’acqua di cottura della pasta per allungare le crema; *Fiore sardo (Pecorino DOP); *Aglio di Vessalico (località nell’imperiese) dal gusto meno intenso; *Sale marino grosso. Ogni estate piantiamo del basilico a foglia piccola in vaso e quando la piantina cresce ed è bella rigogliosa il pesto lo faccio volentieri da me senza ricorrere alle vaschette del supermercato. Cerco di usare ingredienti di alta qualità e provenienza ma l’olio extra vergine bio che uso è toscano e non ligure e l’aglio non lo aggiungo alla mia preparazione. Per cui non seguo il disciplinare alla lettera ma seguo il mio gusto personale. Non lo preparo a mano nel mortaio in marmo con pestello in legno ma uso il mio frullatore e quando Sergio mi regala tanto e tanto basilico del suo orto preparo il pesto per l’inverno e lo surgelo per avere tutto il profumo  del basilico fresco anche in inverno!

Pubblicato da cookinprogress

Il mio nome è Monica e mi piace cucinare, autodidatta istintuale. Ci si prova senza prendersi troppo sul serio...

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