PANDORO DI VERONA

Oggi in vista delle feste natalizie vi presento la mia versione homemade del pandoro di Verona. Un dolce che contiene pochi ingredienti, ma debbo ammettere che i tempi di preparazione non sono veloci e questo rende ancor di più interessante provare farlo in casa. Volete mettere la soddisfazione di dire “l’ho fatto io?”. La mia ricetta l’ho acquisita tramite il libro di dolci edizioni Orsa Maggiore Editrice e provata più volte, sempre con risultati eccezionali.  Il pandoro nasce nel primo secolo d.c. ai tempi dei romani dove era denominato ”panis” preparato con fior di farina, burro e olio. Il pandoro come lo conosciamo noi, nasce nella seconda metà del 1800 ideato da Domenico Melegatti, dalla rivisitazione di una ricetta antica veneziana detta “nadalin”. Ma veniamo a noi, siete pronti? Rimbocchiamo le maniche e iniziamo a farlo insieme

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  • Preparazione: Minimo 8 Ore
  • Cottura: 30 Minuti
  • Difficoltà: Medio
  • Porzioni: 8/16 Persone

Ingredienti

  • 275 g Farina 00
  • 180 g Burro
  • 80 g Zucchero
  • 10 g Lievito di birra fresco
  • 3 Tuorli
  • 2 Uova (Intere)
  • 1 bustina Vanillina
  • 1 cucchiaio Acqua (Tiepida)
  • 1 pizzico Sale
  • q.b. Zucchero a velo vanigliato

Preparazione

  1. In una ciotola sciogliere il lievito di birra con una cucchiaiata di acqua tiepida. Appena il lievito sarà sciolto aggiungere una cucchiaiata colma di farina e iniziare a lavorare sino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Dare la forma di una palla e metterla in luogo caldo lontano da correnti a lievitare sino al suo raddoppio.

    Passata la fase della prima lievitazione mettere in una terrina 65 g di farina, una cucchiaiata colma di zucchero, un uovo intero e un tuorlo, 10 g di burro sciolto e il primo impasto lievitato e amalgamare bene tutti gli ingredienti sino a rendere nuovamente l’impasto liscio e omogeneo. Ci vorranno circa cinque/dieci minuti. Coprire la terrina e riporla a lievitare sempre in un luogo caldo e lontano da correnti sino al suo raddoppio.

    A questo punto appena la seconda lievitazione è pronta inserire nella terrina 130 g di farina, due cucchiaiate di zucchero, 20 g di burro fuso, un uovo intero e i due tuorli, la vanillina e un pizzico di sale. Amalgamare l’impasto per poi lavorarlo con forza sulla spianatoia per una decina di minuti, magari aiutandovi con una spatola morbida in acciaio da pasticceria, aggiungendo poco alla volta altri 50 g di farina.

    L’impasto dovrà risultare molto morbido e elastico, ma al tempo stesso che non si appiccichi più né alle mani e tanto meno alla spianatoia. Più si lavora meglio è. Riporre il composto ancora nella terrina spolverizzata di farina coprire e riporla nel solito luogo a lievitare per tre ore.

    Finito questa ulteriore lievitazione si procede con le piegature dell’impasto e alla sfogliatura. Adagiare l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e con le mani stendere la pasta e ripiegarla su se stessa in tre come se fosse un portafoglio.

    Con un mattarello stenderla a forma di quadrato e riporre al centro 150 g di burro a pezzettini e morbido. Prendere ogni angolo del quadrato e piegarlo verso il centro, spianare la pasta con il mattarello per chiudere bene il tutto e piegarla nuovamente in tre come si fa per la pasta sfoglia. Stenderla nuovamente e ripiegarla una terza volta. Lasciarla riposare coperta per una mezz’oretta circa. Procedere dopo la mezz’ora con altri due piegamenti tornando farla riposare per un’altra mezz’oretta circa.

    Passata ulteriormente quest’ultimo tempo di riposo, delicatamente con il palmo della mano formare una palla, sempre infarinandosi un poco le mani, senza eccedere ulteriormente con le dosi di farina. Prendere lo stampo per pandoro, con le classiche 8 punte, imburrato e infarinato e inserire la palla creata con l’impasto.

    Inserire lo stampo nella parte bassa del forno spento e attendere la lievitazione. L’impasto dovrà raggiungere l’orlo dello stampo. Quando l’ultima lievitazione è pronta accendere il forno ventilato a 160° per una mezzora controllando che il pandoro non si bruci in superficie (se si dovesse rendere utile coprilo con un foglio di alluminio) e controllare con uno spiedino la cottura interna. (lo spiedino dovrà risultare pulito e asciutto quando si estrae). Togliere il pandoro di Verona e sformarlo  lasciandolo raffreddare su una griglia.

    Servire il pandoro di Verona spolverato di zucchero a velo con un buon Moscato d’Asti freddo di frigo.

  2. BUONA DEGUSTAZIONE, MA SOPRATTUTTO BUON NATALE A TUTTI!!!

Consiglio

Volendo si può farcire con le creme che più ci aggradano tipo la crema pasticcera, con il mascarpone, cioccolato e così via. Questa ricetta, essendo quella di base del pandoro di verona, si può anche farcire aggiungendo delle gocce di cioccolato, pezzi di frutta, amaretti e tutto ciò che la fantasia ci propone. Le dosi indicate nel procedimento s’intendono prese dalle dosi totali degli ingredienti. Gli ingredienti sono per uno stampo da 750 g. Volete portare in tavola il pandoro farcito? Vi lascio un’idea seguendo la ricetta del mio panettone farcito tiramisù cliccando qui.

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Pubblicato da Sandra Bigarelli

Salve a tutti, sono un'appassionata di cucina e in special modo di dolci. Generalmente sono tradizionalista legata alla nostra cucina italiana, ma al tempo stesso non disdegno sperimentare con nuovi ingredienti dedicandomi a paesi orientali e non solo, dove usano spezie dal profumo particolare e dai colori sgargianti. Ho deciso di aprire un blog per avere sempre a portata di mano un mio personale diario riguardante alle ricette o notizie sulla nutrizione e salute, naturalmente parlando ed esponendo d'appassionata e non da addetta ai lavori. Spero che il mio diario vi piaccia e magari lasciate un commento con cui dialogare sugli articoli esposti... ;-) La mia ricetta preferita? La semplicità degli ingredienti...

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