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L’ostrica, la Venere dell’arte e del gusto

L'Ostrica: la Venere dell'Arte e dek Gusto

Tanto si è scritto e tanto ha fatto fantasticare l’ostrica, già apprezzata fin dai tempi dei greci e dei romani, furono quest’ultimi ad inventare un sistema che ne consentisse l’allevamento. Da sempre piatto costoso e raffinato, non ha mai smesso di essere presente sulle tavole più esclusive. Incontrare questo bivalve ad una degustazione è stata sicuramente un’occasione troppo ghiotta per tuffarmi in un mare abitato da ostriche increspato da onde di spumeggianti champenoise e birre che si infrangono su spiagge bianche di formaggio e rosate da affumicati dove i sapori dolce e salato si intrecciano intrigando i palati più’ esigenti.

Sono stata invitata da Federica Chistine Marzoli a questa manifestazione organizzata da La Degustazione presso l’Hotel Marriot Rome Central Park. L’organizzazione puntuale ha aiutato a godere a pieno delle prelibatezze. Ma andiamo con ordine perchè il turbinio di sensazioni che ho in testa forse mi porta ad essere dispersiva.

Nel bancone centrale del ristorante venivano servite le ostriche con i vini in abbinamento mentre intorno alla sala erano disposti tavoli con molti prodotti di eccellenza ad iniziare dai vini serviti dal cortesissimo sommellier Raimondo della Pietra. A seguire il tavolo della salsa di lumache di Cantalupo, una vera prelibatezza da gustare calda sul pane…. ma anche sulla pasta, gli gnocchi, la polenta! Ci vado matta!

Poi le birre artigianali de La Pretoriana, la prima birra romana di ispirazione imperiale, non filtrata, non pastorizzata , rifermentata in bottiglia ….unica per tradizione….sorprendente la Atrum strong ale ad alta fermentazione con l’ostrica irlandese!

L’incontro con i prodotti successivi è stato mistico! Gli artigiani dell’affumicazione Sapor Maris di Ladispoli! Eseguono questa tecnica di conservazione come un rito sacro, sfilettando solo a coltello e usando leccio. Ci hanno offerto un salomne spettacolare, un’insolita palamita e un’anguilla stupenda tutti veramente di gran pregio. Abbiamo apprezzato parecchio.

L’alchimia dei formaggi  “De’ Magi” ci ha sedotto in maniera definitiva… un marchio che racchiude tutta la passione di Andrea Magi. La scoperta di gusto di questi prodotti affinati con estrema cura alla ricerca di qualcosa di sempre migliore ci ha inebriato di profumi appagando le nostre papille facendoci apprezzare questa materia prima viva che respira, cresce e matura. Complimenti!

Un bel tavolo di degustazione di olii ci introduceva a quello che, direttamente da “La prova del cuoco”,  Anna Moroni  aveva allestito con gli allievi della sua scuola di cucina con una degustazione molto appetibile di quiche ai porri, di tozzetti salati e docetti di diverso tipo, tutto squisitamente semplice.

Dulcis in fundo ci aspettavano le ostriche. Abbiamo iniziato con la Sentinell di tipo 2 (Irlanda) che abbiamo abbinato alla birra stout Pretoriana e vi assicuro che non avrei mai pensato che si sposassero in maniera così egregia. La seconda ostrica era una Marquoise di tipo 3 (Francia) che Federica ci ha consigliato di abbinare a un vermentino Ignazio I con profumo di frutti e fiori di macchia mediterranea, speziato e caratteristico, un gusto gradevolmente amarognolo tipico del vitigno, molto sapido e persistente. La terza ostrica è stata la Pousse en Claire label rouge che abbiamo gustato con un rosato molisano particolarissimo Dajje,  così ne parla il grande Luca Maroni “vero capolavoro di Cantina Cieri è il suo Dajje Tintilia Rosé 2013, il miglior rosato italiano vista la sua stupenda vena d’aroma di clorofillosa, linfatica dolcezza di frutto di bosco mentosamente illibato. Certo uno fra i profumi più tersi e cristallini dell’anno da un grande rosato che nobilita il Molise. Chapeau.”

Spero di avervi trasmesso la gioia enogastronomica che ho provato in questo percorso gustativo assolutamente appagante. Ovviamente c’erano altri vini e non sono riuscita ad assaggiare tutto…. mi devo impegnare di più! Promesso! Stay tuned!

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