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Fave e cicoria, la zuppa consolatoria

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Cicureddhe cu le fave nette

 

Mangiare con gusto, semplicità ed in modo salutare. Questa è un’antica ricetta salentina (sembra di epoca cartaginese) con diverse versioni tutte molto simili

Ingredienti

  • gr 500 di fave secche
  • una patata
  • una cipolla
  • aglio
  • olio extravergine d’oliva (cultivar coratina)
  • cicorie selvatiche
  • sale

Procedimento

Come tutte le zuppe, ci vuole un pochino di tempo ma è facilissima perché praticamente si fa da sola.

Metto a bagno le fave la sera prima per poi cuocerle per la cena del giorno dopo. Poi le sciacquo e le metto a bollire in una pignatta di coccio insieme ad un po’ di sale, alla cipolla, uno spicchio d’aglio e alla patata. Ci vuole almeno un’ora, se l’acqua evapora troppo, aggiungetene dell’altra bollente. Poi con un cucchiaio di legno le schiaccio fino ad ottenere una crema, operazione che si può eseguire anche con un frullatore ad immersione se avete poca pazienza.

Mentre il purè di fave si cuoce, preparo la cicoria. La pulisco, la lavo e la faccio bollire in acqua salata. A me piace un po’ al dente, l’assaggio e la scolo. Servo la zuppa con del pane tostato, mettendo sotto il purè e un nido di cicoria sopra, aggiungo un filo d’olio evo. Dalla tradizione contadina, buon appetito e tanta salute!

 

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