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Pasta frolla vegan a modo mio

Ho voluto provare a fare la pasta frolla vegan. Ma l’ho fatta a modo mio, cioè senza guardare ricette e senza documentarmi. Pensate di potervi fidare dei miei esperimenti? 😀 Bene! Allora potete proseguire con la lettura!!

pasta frolla vegan con polvere d'aranciaSono partita dal concetto fondamentale che per essere vegan, un pasta frolla deve, a rigor di logica, seguire queste regole:

– essere senza uova
– essere senza derivati del latte
– avere lievito approvato vegan
– non avere zucchero semolato o miele

Quindi ho iniziato così, procurandomi innanzitutto dello zucchero di canna integrale.

Poi ho deciso di provare ad usare il bicarbonato, visto che un lievito che fosse ufficialmente vegan non mi ero ricordata di comprarlo.

Ho eliminato l’uovo, ovviamente.

Poi, ho sopperito alla parte liquida mancante dovuta alla mancanza dell’uovo usando l’acqua. Si poteva fare? Spero di sì! 😀

Naturalmente ho sostituito il burro con l’olio, ma questa per me non è una novità visto che la frolla all’olio la faccio spesso (ad esempio l’ho usata nella sbriciolata alle arachidi e anche nella crostata a ragnatela).

Infine, ho deciso di provare ad usare la semola. Non tutta, metà semola e metà farina. Avevo già provato in diverse occasioni a sostituire una parte di farina con la semola, ad esempio nella crostata a ragnatela già menzionata e anche nelle crostatine alle more, e ci era piaciuta molto perché la frolla risulta più friabile.

Ah, l’ho aromatizzata con la mia polvere d’arancia, mi sembrava proprio adatta!

Ecco, questo è quanto.

Ho mescolato tutto insieme e ho ottenuto questa, proprio questa pasta frolla vegan:

Pasta frolla vegan a modo mio

Ingredienti
150 g di semola rimacinata
150 g di farina
60 g di zucchero di canna integrale
50 g di olio di semi di mais
80 g di acqua
mezzo cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di succo di limone
2 cucchiaini di scorza d’arancia in polvere (oppure scorza d’arancia o di limone)

Procedimento
In una ciotola capiente versare tutti gli ingredienti secchi: le due farine, il bicarbonato, la scorza d’arancia in polvere (o la scorza grattugiata) e lo zucchero. Mescolare bene con un cucchiaio finché i grumi della farina e soprattutto dello zucchero non siano tutti sciolti.
Versare gli ingredienti umidi: l’olio, l’acqua e il limone. Mescolare con un cucchiaio poi impastare con le mani. E’ sufficiente una lavorazione breve. Dato che le farine possono avere diversa capacità di assorbimento, non escludo che possa essere necessario aggiustare la quantità d’acqua o, volendo, di olio se si vuole un impasto un po’ più unto.

Ottenuto il panetto si può riporre in frigo per la classica mezz’ora di risposo, ma si può usare anche subito.

pasta frolla vegan con polvere d'arancia

Precisazione sull’uso del bicarbonato: Partendo dal presupposto che una pasta frolla può anche essere preparata senza lievito (anzi, la vera frolla dovrebbe essere proprio così, senza lievito, anche se io onestamente la preferisco con), ho provato a risolvere questo “problema” del lievito vegan mancante mutuando l’idea del bicarbonato dalla ricetta a me molto cara del soda bread, che lievita grazie al bicarbonato associato al succo di limone (o all’aceto, ma questa prova devo ancora farla). Sono andata a occhio per la quantità di bicarbonato da usare, ma direi di non aver sbagliato perché le crostatine e i biscotti ripieni che ho realizzato con questa pasta frolla vegan erano proprio buoni.
Magari… se vogliamo essere pignoli… avevano un’aria un po’ “casalinga”, come ben si può notare dalla foto (anche perché li ho fatti assieme a mia figlia tredicenne 🧡), ma erano comunque proprio buoni! 😀

Provate a farli anche voi!

pasta frolla vegan

Conclusione: certamente non ci si può aspettare la stessa identica consistenza della pasta frolla classica fatta con burro e uova. Ma le crostatine (con la marmellata d’arancia) e i biscotti ripieni (alcuni di marmellata e altri di cioccolata, non crema di nocciole ma proprio di cioccolato fondente tritato) ci sono molto piaciuti, non siamo rimasti per nulla delusi, anzi! tutta la produzione è sparita durante una sola singola colazione, perciò non posso che concludere che l’esperimento è riuscito 🙂

(Update: esperimento tanto ben riuscito che poi ho provato a rifare questa frolla vegana in una nuova versione, che potete trovare –> qui )

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