Coniglio alla cacciatora:

coniglio in umido

Continua la scoperta delle Tradizioni di San Giovanni, in lungo e in largo per l’Italia, concentrandomi sulle tradizioni del Parmense.

E’ saltato fuori che “in alta Val Cedra, al confine con la Lunigiana, le comunità pastorali stanziate sull’alpe, nella notte solstiziale accendevano falò e cenavano a base di coniglio selvatico che, in occasione della “rozada ad San Zvan”, avrebbe avuto le carni particolarmente tenere e gustose.” 

Ora, questo coniglio non sarà particolarmente selvatico, ma mi piacerebbe inserirlo comunque nel nostro menù di San Giovanni…. o siete puristi e preferite prosciutto e melone? Al massimo si fanno entrambi!

Porzioni:
per 4 persone

Tempo:
20 min preparazione
1h riposo

Cottura:
2 h pentola

ingredienti (per 2 persone):
1 coniglio pulito
1 cucch. salsa di pomodoro (o concentrato di pomodoro)
1 limone
1 sedano
1 cipolla
1 carota
1 foglia di alloro
1 aglio
q.b. rosmarino
q.b. prezzemolo
q.b. olio d’oliva
q.b. brodo di carne
q.b. vino bianco

procedimento:
Tagliare a pezzi il coniglio e lavarlo bene con acqua fredda

Mettere i pezzi in una ciotola con acqua gelata e limone per 1 ora

Risciacquare poi i pezzi e metterli a scolare.

A parte tritare le verdure a piacere : sedano, cipolla, carota, rosmarino, prezzemolo, alloro, aglio e una scorza di limone (facoltativo)

In un tegame antiaderente far soffriggere l’olio e rosolarci la carne. Quando sarà bella rosolata sfumare con il vino.

Aggiungere poi del brodo di carne o di dado, poco sale e pepe, il trito di verdure e il pomodoro.

Cuocere a fuoco lento per 2 ore, così che rimanga tenero e saporito.

Potete servirlo subito o prepararlo il giorno prima e poi scaldarlo, sarà ancora più saporito!