Professione Food Blogger – Come usare Google Analytics?

come usare google analytics

Ora che abbiamo visto come installare Google Analytics, è tempo di cominciare ad usarlo sfruttandone le sue numerose possibilità. La possibilità di comprendere le dinamiche del nostro flusso di visitatori è il modo migliore per capire se ci stiamo muovendo bene e soprattutto cosa fare per crescere ancora.

Le metriche per l’analisi dei dati sono tantissime, ma cominciamo per ora a studiare come analizzare le principali in modo da avere subito una panoramica molto chiara di quello che succede nel nostro sito.

Come usare Google Analytics: analizziamo il nostro pubblico

Nel menu a sinistra di GA (Google Analytics), la prima cosa che possiamo cominciare ad analizzare è ovviamente il nostro “PUBBLICO”. Nella prima voce “Panoramica” possiamo vedere nella schermata centrale il nostro grafico con il numero di sessioni dei visitatori durante un certo lasso di tempo. Possiamo cambiare a piacimento l’arco di tempo da valutare, basterà cliccare nel menù a tendina dove è presente la data e selezionare l’intervallo che vi interessa (dall’inizio del blog fino al giorno presente).

E’ naturalmente possibile anche visualizzare il grafico seguendo altre “metriche”. Un altro menu a tendina infatti, ci aprirà la possibilità di seguire l’andamento a seconda di numero visualizzazioni pagina, utenti, frequenza di rimbalzo e via dicendo. Ma non sono ovviamente gli unici dati che possiamo rilevare in questa sezione.

come usare google analytics

Proviamo ad analizzare le voci del menu “PUBBLICO” cercando di capire come questi dati possono esserci utili:

  • PANORAMICA – E’ probabilmente il dato più osservato, ma forse anche quello meno importante. O meglio, ovviamente il nostro obiettivo è quello di far crescere i nostri utenti e le nostre visite, ma che non diventi un ossessione questo dato. La linea crescerà se svolgeremo al meglio tutti i nostri compiti e i nostri contenuti saranno validi. Non commettiamo l’errore di focalizzarci sul numero delle visite nel breve periodo.  Consiglio: tenere d’occhio il numero di visitatori è certamente importante, ma valutiamo solo sul lungo periodo e dopo aver analizzato altri dati importanti.
  • UTENTI ATTIVI – Per esempio, questo è già un dato significativo su cui fare qualche considerazione. Cominciamo con la prima domanda però: che cosa si intende per utenti attivi? Si intende il numero di utenti unici che hanno iniziato una sessione sul tuo sito in un certo intervallo di tempo (1 giorno, 7 giorni, 15 giorni e 30 giorni). Confrontando questi dati a seconda del periodo di tempo, possiamo facilmente osservare se stiamo offrendo un prodotto interessante. Per esempio: se ci accorgessimo che i valori su “1 giorno” sono abbastanza alti, ma poi in quello da “30 giorni” scendono decisamente, significa che ad un entusiasmo iniziale di chi visita il nostro sito (o la nostra app) corrisponde poi una certa spinta ad abbandonarlo dopo poco, ovvero che i nostri contenuti non sono sufficientemente interessanti (o sono poco utili).
  • DATI DEMOGRAFICI – Una sezione chiara, dove semplicemente possiamo osservare come sono suddivisi i nostri utenti in base al sesso o all’età. Perchè dovrebbe interessarci questo dato? Per esempio perchè sapere che la stragrande maggioranza di nostri visitatori sono “femmine” (cosa peraltro molto probabile) dovrebbe portarci ad offrire una comunicazione più indirizzata verso di loro, così come sapere che abbiamo molti utenti di una fascia molto giovane potrebbe portarci alla creazione di più contenuti a loro riferiti (utilizzando anche “keyword” inerenti al pubblico che ci segue).
  • INTERESSI – Tralasciamo per ora questa funzionalità che richiederebbe un’analisi più approfondita che riprenderemo più avanti.
  • DATI GEOGRAFICI – In questa sezione avremo la possibilità di vedere come sono suddivisi gli utenti in base alla loro lingua e alla loro località di provenienza. Se ci può interessare il giusto il fatto che molto probabilmente la maggioranza di loro parla italiano (ma verifichiamo magari se ci sono altre minoranza linguistiche di cui tenere conto). Più attenzione invece al dato che riguarda la località del nostro pubblico, perchè anche in questo caso potremmo sfruttarlo per “coprire” contenuti che riguardano sia le zone più battute (per avere maggiore riscontro di visite) sia per cercare di recuperare quelle meno coperte (magari con contenuti Ad Hoc su qualche piatto di zone particolari).
  • COMPORTAMENTO – E’ una parte davvero molto importante, perchè tramite alcune metriche ci permette di valutare il grado di interesse del pubblico nei confronti del nostro sito. “Nuovi e Ritorno” per esempio, ci offre la possibilità di capire quanti degli utenti che visitano le nostre pagine sono incentivati a tornare sul sito e tramite la “Frequenza di Rimbalzo” quanti invece escono dalla stessa pagina su cui sono arrivati senza interagire in alcun modo (vengono appunto rimbalzati dalla nostra pagina che evidentemente o non è quello che stavano cercando o non la ritengono interessante). Se per esempio abbiamo una frequenza di rimbalzo del 55%, significa che ogni cento persone che arrivano su una pagina del nostro sito, ben 55 escono direttamente da quella pagina senza alcuna interazione. Questo può dipendere da diversi motivi che però voglio trattare in modo particolare visto che dovremo lavorarci molto per tenere questo dato il più basso possibile. Con “Coinvolgimento” si intende invece dividere il numero degli utenti in base al tempo di permanenza sul nostro sito ed è spesso direttamente collegato con la frequenza di rimbalzo: se abbiamo infatti una FdR molto alta, potremmo trovarci anche con un dato di coinvolgimento molto alto nella fascia sotto i 2 secondi di permanenza.
  • TECNOLOGIA – Sapere che tipo di tecnologia utilizzano i nostri utenti (ovvero che browser usano, quale sistema operativo e di conseguenza che tipo di device) è comunque molto importante. Possiamo infatti adattare al meglio il nostro sito del blog in modo che la user experience sia ottimale a seconda di come viene visualizzata dai nostri utenti. Così come magari è importante verificare la “Rete” con cui sono connessi, per evitare di caricare magari contenuti che difficilmente potrebbero essere fruibili dalla maggior parte del pubblico.
  • MOBILE – Se non avete mai utilizzato Google Analytics, questa sezione vi fornirà la prima probabile sorpresa per voi: la maggiora parte del vostro pubblico infatti ormai lo troverete proprio utilizzare contenuti da “Mobile” (ovvero da table o smartphone). Questo dovrebbe cambiare radicalmente il vostro approccio ai contenuti da mostrare, sia in termini di struttura grafica (fondamentale avere siti responsive che si adattino ai vari dispositivi mobili) sia in termini di puri contenuti (sottomenu, tabelle, immagini dovranno tutti essere comodamente fruibili e ben visibili anche, e soprattutto, da cellulare).
  • PERSONALIZZATO E ANALISI COMPARATIVA – Due sezioni dove potrete sviluppare personali metriche di osservazione e confrontarle direttamente sul grafico.
  • FLUSSO DI UTENTI – Potrebbe esservi utile anche vedere visivamente come si muove il vostro pubblico all’interno dei blocchi del vostro sito. Non è un dato molto significativo per chi non mastica bene Google Analytics, ma senza entrare troppo nel dettaglio, una cosa che potreste osservare è se ci sono delle “strade morte”, ovvero delle sezioni del vostro sito dove generalmente gli utenti finiscono e abbandonano (e che quindi andranno migliorate).

google analytics food blogger

Precedente Professione Food Blogger - Come installare Google Analytics? Successivo Mini cotolette di pollo al latte e purea alla curcuma

Un commento su “Professione Food Blogger – Come usare Google Analytics?

I commenti sono chiusi.