Linguine Cacio e Pepe, Piselli e Gamberi

Linguine Cacio Gamberi

Provare a replicare la ricetta di un grande chef come Paolo Barrale non è mai facile. Ma come vedrete nel racconto di questa serata ai fornelli, non è nemmeno necessario seguirla alla lettera. In fondo il piacere di cucinare è soprattutto divertirsi e anche metterci qualcosa dei nostri gusti personali magari. Così è nato questo piatto “quasi uguale” ma molto diverso. In ogni caso, vi assicuro che erano buonissimi!

Ingredienti: 
250gr Linguine fresche all’uovo
250gr Piselli fini
100gr di Caciocavallo
200cl di brodo di pesce (fatto con i gamberoni della ricetta)
1/2 Cipolla
250gr di Gamberi (ho usato le classiche mazzancolle)
Olio, Pepe, Sale, Limone

Seguire una ricetta oggi è qualcosa di molto più difficile di un tempo. Una volta bastava aver capito che quel “q.b” equivaleva a “mettine un po’ a caso ma senza esagerare” ed eri quasi a posto. Oggi ci vuole un dizionario.

Per cui quando ieri sera ho deciso di cucinare quello che veniva chiamato “Linguine Cacio&Pepe, Piselli e Gamberi” ero pronto, google alla mano, per la traduzione. Stappo la mia bottiglia di “pecorino” lasciato in freezer una mezz’oretta e sono pronto (avevo lasciato la bottiglia in freezer una mezz’ora buona, perchè anche se non si fa, qua in cucina c’erano 49°…).

Gli ingredienti sono relativamente semplici: le linguine ovviamente (ne ho prese una confezione da 250 gr.), una confezione di piselli fini, 100 gr. di CacioCavallo, del brodo vegetale che ho immediatamente sostituito con quello di pesce fatto con i gamberi, cipolla, olio sale e naturalmente 1kg di gamberi (la ricetta dice 250 gr. ma per Dio come caspita si fa a fare tutta sta fatica per quattro gamberoni…).

Le nuove ricette prevedono l’uso di un linguaggio altamente tecnico, anche quando non serve a niente. Lavare e pulire i piselli sotto acqua corrente quindi diventa “mondare”, aggiungere olio di oliva extra vergine diventa “unire EVO a filo”. Del resto questa ricetta è dello chef Paolo Barrale, se la volete mangiare senza complicazione andate da lui invece di copiarla da internet come ho fatto io (peraltro storpiandola al limite della denuncia).

Sbucciare tutti i gamberoni richiede circa venti minuti e soprattutto tre bicchieri di vino per me. Per cui dopo la ricetta comincia a filare via molto liscia anche se la temperatura mi sembra stranamente aumentata. Ho proceduto così tra un bicchiere e l’altro, alla faccia della ricetta di Barrale: La prima cosa da fare è mettere in infusione il Caciocavallo grattugiato in 200cl di brodo di gamberi (metà acqua e metà brodo a dire il vero), che come detto in questo caso ho fatto mettendo in un tegame piccolo gli scarti e le teste dei gamberi con condimenti vari (a proposito piccolo tips: mettere tutti gli scarti nel tegame sul fuoco e solo dopo una decina di secondi aggiungere anche l’acqua e il resto degli aromi, si insaporirà ancora di più), e lasciarlo per circa 30 minuti prima di filtrarlo (ho usato un colino da brodo) ottenendo una bellissima “acqua di caciocavallo” che useremo poi per “tirare” le linguine.

Ho pulito bene i gamberi togliendo anche il filo dell’intestino (sembra una cavolata che fa perdere un sacco di tempo ma lascia proprio un cattivo gusto), non prima di aver rabboccato il mio bicchiere di Pecorino (obbligatorio la bottiglia dentro il Seau a glace per mantenerlo freddo, per cui se non l’avete… compratelo!). Qua la ricetta originale prevede di tagliare finemente i gamberi per fare una tartare, ma se volevo una tartare andavo al giapponese, per cui per ora li ho semplicemente lasciati a marinare con olio, sale, pepe e buccia di limone e li cuocerò dopo.

E’ giunto il momento della crema di piselli, niente di più facile questa volta: li laviamo (o li mondiamo, come volete), li mettiamo in una padella con un po’ del brodo di pesce (che poi è di gamberi in questo caso) per insaporire, della cipolla tagliata fine e spolverata di pepe e un pizzico di sale. Lasciamo sul fuoco prima di frullare (aggiungendo se è troppo denso altro brodo, magari anche una noce di burro per renderlo più lucido) e passare al setaccio.

Come detto, in orgine i gamberi erano pronti crudi e marinati, ma io ho preferito passarli velocemente in padella (a me piacciono di più!). Se vi siete ricordati di mettere l’acqua a bollire dovrebbe ormai essere pronta per buttare giù le linguine fresche: bastano pochi minuti anche perchè li vogliamo belli al dente per tirarli in padella. Scoliamo e uniamo in padella insieme ai gamberi e soprattutto alla nostra acqua di caciocavallo, saltiamo finchè non vediamo brillare le linguine con il nostro sugo e pepiamo di nuovo (a seconda dei gusti).

L’impiattamento è praticamente fatto: facciamo il fondo con la nostra crema di piselli (per renderlo omogeneo avete presente quando Cracco batte sotto il piatto girandolo? Ecco provateci anche voi), arrotoliamo le linguine in una forchetta aiutandoci magari con un mestolo per dare la forma e adagiarlo sulla crema, infine mettiamo i nostri gamberi sopra. Due gocce di EVO (sempre Olio di Oliva Extra vergine… effettivamente EVO è più comodo…) e in ultimo, riempiamo il nostro bicchiere di vino che ci siamo stra meritati.

Ora potete gustarvi il piatto. Nota a margine: se avete cotto come me la confezione da 250gr. di linguine, dovreste poter fare circa 822 piatti come quello in foto (anche perchè avete preso anche 1Kg di gamebri). Oppure appena presentato, fregatevene dell’occhio e versate una dose decente di pasta in quel piatto! (non ditelo a nessuno però… lasciate che pensino che fate la fame…)

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