La dura vita del cuoco amatoriale

A sentire chi di questo mestiere ne ha fatto un lavoro, niente è peggio del duro lavoro della cucina professionale. Lunghe serate a ritmi frenetici, sudore sulla fronte e scottature nelle mani. Piccoli tagli che segnano la pelle e l’animo. Non è un lavoro per tutti questo è certo.

Ma c’è anche chi di questa passione non vuole farne necessariamente un lavoro. Chi si diletta nella propria casa tra i fornelli e un bicchiere di vino. Chi non passa cinque ore al giorno a cucinare perchè il suo sogno è diventare uno chef di alto livello.

Ciò nonostante, non si è esenti da problemi. Non le cicatrici da coltello o ustioni da bordo di pentola bollente. Ma comunque intoppi che non permettono di portare avanti una passione. Tempo che manca per poter cucinare come si vorrebbe. Per dedicare una serata agli amici creando qualche piatto prelibato nei propri fornelli. Meno ancora per poi scrivere come si è arrivati a quel piatto o per fotografare quel momento (e quel cibo).

Insomma tutto questo per dire che portare avanti un blog di cucina è tutto tranne che facile.

“Eh potevi dirlo subito! Lo sappiamo anche noi!”

E’ vero, l’ho fatta un po’ lunga. Ma era solo un modo per ricominciare.

Precedente Linguine Cacio e Pepe, Piselli e Gamberi Successivo Risotto al Melograno