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La calendula in cucina

Gli usi della calendula in cucina

La calendula conosciuta anche col nome di calendula officinalis è una pianta minuta e graziosa. Appartenente alla famiglia delle Astracee, ha spiccate proprietà antinfiammatorie e dermoprotettive. Scopriamo gli usi della calendula in cucina.

Come si consuma la calendula

La calendula in cucina si può consumare sia cotta che cruda.

In cucina con la calendula

Il fiori di calendula vengono di sovente utilizzati in cucina come colorante. Questo fiore di un bel colore giallo-arancio acceso, viene aggiunto nella preparazione di pasta, risotti e ai brodi, al posto del costoso zafferano. Usata per dare ai piatti una nota di colore e sapore, viene inoltre impiegata in cucina per decorare piatti freddi a base di verdura e nelle insalate miste ( in queste ultime si possono utilizzare sia il fiore che le foglie ). Anche i boccioli dei fiori, quando sono ancora del tutto chiusi e di piccole dimensioni vengono impiegati come i capperi, anche se con questo tipo di preparazione non raggiungono al massimo il loro caratteristico sapore. Oltretutto i boccioli vengono utilizzati sia freschi che essiccati per la preparazione di salse e condimenti.Oltre a tutto questo la calendula può essere utilizzata per la preparazione di un aceto, per le frittate, frittelle e torte salate.

Sapore e aroma

Il sapore della calendola limitato alle sommità fiorite è amarognolo, intenso e quasi balsamico, mentre ha un aroma piuttosto gradevole.

Proprietà nutritive e benefiche

La calendula è ricca di xantofille, oli essenziali, carotenoidi, flavonoidi.

Forma e consistenza

Ruvida al tatto e appiccicosa.

Parti utilizzate e periodo di raccolta

I fiori vanno raccolti in aprile e fino in autunno, mentre le foglioline più tenere da marzo fino a novembre. Sia i fiori che le foglie vanno raccolti ed essiccati su grate che vanno poste in luoghi asciutti e oscuri, altrimenti la pianta perde con estrema facilità sia il colore che l’odore caratteristico. 

Conservazione della calendula

L’ uso ottimale sarebbe quello di consumarla fresca visto che il suo ciclo vitale è lunghissimo. Tuttavia, se si vogliono conservare le parti utilizzabili ( fiori e foglie ) si devono raccogliere nel periodo di massima fioritura. Una volta raccolti si devono fare asciugare all’ ombra, per poi  venire conservati in sacchettini di tela, oppure in barattoli di vetro scuri e opachi a chiusura ermetica e al riparo della luce. Oltretutto è possibile surgelare le foglie dopo averle sbollentate in abbondante acqua salata. I fiori in boccio possono essere messi sotto sale e utilizzati al posto dei capperi.

Curiosità

  • La calendula fiorita si può vedere nei giardini per tutto il periodo estivo, autunnale, e negli inverni più miti.

Il nome calendula deriva dal latino calendae, termine con il quale si indicava il primo giorno del mese, proprio a significare il continuo rinnovo.

  • Molto amata ai tempi dei Romani, la usavano principalmente in cucina come sostituto dello zafferano. Infatti, visto i costi elevati di quest’ ultimo, e solo pochi se lo potevano permettere, veniva usato per colorare e insaporire le vivande.

Articolo n° 185

 

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basilicorosa

Pubblicato da basilicorosa

Benvenuti nel mio blog di cucina nato il 2 gennaio 2019. Sono Paola, food blogger, food photographer, web master e fotografa per passione. Inoltre sono appassionata di rimedi naturali e fitoterapia. Per questo cerco di tenermi sempre aggiornata.