MASCHERINE DI CARNEVALE

It’s carnival party!
Ovvero, è martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale, ultimi coriandoli, stelle filanti e dolci fritti!

Tradizione vuole che siccome da domani si inizia la quaresima,(periodo in cui i cristiani credenti sono votati alla carità, al digiuno e alla preghiera) oggi si va “all’ingrasso” consumando i cibi più prelibati rimasti in casa, come ad esempio la carne, che durante la quaresima è vietato consumare.

Ora questa usanza di astinenza durante il periodo che precede la Pasqua si è ormai persa, o in alcuni casi si è ridotto (ad esempio si digiuna ad intermittenza, o nei giorni prossimi alla Pasqua, come anche il divieto di mangiare carne che alcuni applicano solo il giorno prima la resurrezione di Cristo) ; non si è persa però l’usanza di festeggiare in questo giorno, tant’è che alcune scuole osservano un orario ridotto per permettere ai bambini di sfoggiare un ultima volta i propri vestiti di Carnevale.

E visto che anche all’asilo di mio figlio si fa festa per l’occasione ho preparato delle mascherine di carnevale con la pasta frolla al cacao, e insieme a mio figlio ci siamo divertiti a decorarle con glasse colorate e smarties.
Se volete divertirvi anche voi con i vostri bimbi vi lascio la ricetta, la frolla è talmente versatile che potete utilizzarla in qualsiasi occasione, anche post Carnevale.

  • Preparazione: 30 Minuti
  • Cottura: 15 Minuti
  • Difficoltà: Molto facile
  • Porzioni: 20 PEZZI
  • Costo: Basso

Ingredienti

  • Farina 00 300 g
  • Cacao amaro in polvere 30 g
  • burro (temperatura ambiente) 150 g
  • Zucchero 120 g
  • Uova (solo i tuorli) 3

Preparazione

  1. In una ciotola mischiare la farina con il cacao setacciato e lo zucchero, aggiungere il burro tagliato a tocchetti ed iniziare ad impastare con le mani, aggiungere le uova e sempre con le mani impastare. Trasferirvi sulla spianatoia a compattare bene l’impasto, avvolgerlo con una pellicola trasparente e lasciar riposare in freezer per un oretta prima di utilizzarlo. (se invece che formare il classico panetto, appiattite bene l’impasto, si raffredderà in maniera uniforme e riuscite a lavorarlo meglio.)

    Riprendete l’impasto e stendetelo ad un altezza di circa 1 cm, con le formine ricavate le vostre mascherine e cuocete per circa 15 minuti a 170 gradi forno statico.

    Per il decoro sfoderate tutta la vostra fantasia, e quella dei vostri bambini, utilizzando cioccolato fuso, ghiaccia reale, glasse colorate.

  2. IL TOCCO DELL’ARTISTA

    Con i bianchi delle uova che avete utilizzato per la frolla potete realizzare la ghiaccia reale. Per 30 gr di albumi vi serviranno 150 gr di zucchero a velo che unirete agli albumi montati a neve ferma. Il colorante in questo caso è da preferire in gel, quello liquido invece va bene se preferite usare una glassa all’acqua; in questo caso io verso prima il colorante sullo zucchero a velo, e aggiungo se serve piccole quantità di acqua fino ad ottenere la consistenza giusta per la mia ghiaccia.

    In entrambi i casi il decoro tenderà ad asciugarsi all’aria nel giro di alcune ore.
    Se volete invece optare per un decoro cioccolatoso, vi basterà far fondere il cioccolato a bagnomaria, e intingervi o versalo, con l’aiuto di una sac a poche, sulle vostre mascherine prima che si solidifichi di nuovo.
    A voi libera fantasia e liberi festeggiamenti carnevaleschi!

    Se volete usare una frolla invece più leggera ma sempre cioccolatosa andate a sbirciare  QUI

Note

/ 5
Grazie per aver votato!
LA PAPPA DEI PICCOLI

Informazioni su balaumoulin

Bal au Moulin (de la Galette) è un bellissimo quadro di Renoir, un quadro che mi ricorda la mia infanzia, quando passavo i pomeriggi in salotto a studiare e avevo questo quadro sopra le mie spalle con tutti i suoi personaggi che mi guardavano ed io mi soffermavano a guardare loro, tentando di scorgere ogni giorno un particolare diverso. Per cui ho scelto questo nome perché mi ricorda casa, mi ricorda gli affetti, le tradizioni, mi ricorda quando da bambina stavo in cucina con la mia mamma, e la osservavo fare la sfoglia con tanta passione e amore che solo le donne di un tempo sapevo metterci. E forse osservando lei che è nata in me questa passione per la cucina, per (come dico io) "mettere le mani in pasta", oppure era già fondata in me dalla nascita e piano piano sta emergendo, perché le passioni non vanno tappate, hanno bisogno di sgorgare; l'essere umano ha bisogno di essere gratificato facendo quello che gli piace, che sia per pure passione o (per i più fortunati) che sia per lavoro. Al momento la mia è pura passione, ma in fondo come tutti, vorrei che potesse divenire anche un lavoro, perché in fondo io alla favole ci credo ancora. Ama, vivi, cucina.

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