Maltagliati neri ai fagioli

In occasione del Black Friday anch’io ho fatto la mia ricetta black, scopriamo insieme come!

Per ottenere il colore scuro (Black) non potevo non usare il carbone vegetale (da quando l’ho comprato mi sono lanciata a sperimentarlo in varie ricette) e quindi come non usarlo proprio in questo giorno.

Era tanto che non facevo un po’ di pasta fresca, tirare la sfoglia rigorosamente al mattarello (anche perché non ho la  macchina della pasta) infarinarmi dalla testa ai piedi e mettere in pratica i consigli di mia mamma che di pasta fatta in casa se ne intende eccome! A fine di stendere con il mattarello ho fatto anche ginnastica alle braccia, ma sono felice del risultato; ho dato un tocco moderno alla classica pasta e fagioli e vedendo la pentola vuota direi che ai miei uomini è piaciuta!

  • Curiosità

Ma alla fine sto Black Friday com’è nato? e perché noi Italiani copiamo sempre dagli altri  Stati invece che inventarci qualcosa di nuovo noi?

E’ da giorni che veniamo tempestati da pubblicità che inneggiano agli sconti più vari in maniera quasi ossessiva, al telegiornale la notizia era sempre la stessa: lo sciopero dei dipendenti di Amazon in questo fatidico giorno in cui gli acquisti sarebbero schizzati alle stelle per questo colosso delle vendite on-line, e anche la radio ormai lasciava poco spazio alla musica. Ma io da “shopping addicted” quale NON sono, invece che dar fondo alla mia carta di credito ho ben pensato di passare tutto il pomeriggio tra forno e spianatoia e tra un impasto e l’altro mi è venuto in mente che mi manca qualcosina per la cucina…. aspetta che vado a  vedere se c’è ancora qualche sconto in giro!!

ma prima vi lascio la mia ricetta…

Maltagliati neri ai fagioli
Maltagliati neri ai fagioli
  • Vediamo insieme come si fa:

Per i maltagliati:

  • 2 uova
  • 300 gr di farina
  • 1 cucchiaino di carbone vegetale
  • 1 pizzico di sale

Per il condimento:

  • 250 gr di fagioli freschi
  • 1 vasetto di salsa di pomodoro
  • alloro e rosmarino
  • mezza cipolla dorata
  • olio extravergine
  • peperoncino
  • pecorino grattugiato

Per prima cosa vanno messi in ammollo i fagioli (almeno la sera prima) poi vanno cotti in acqua finche non si inizieranno a sfaldare leggermente.  Una volta cotti tenerli da parte con un po’ del loro liquido di cottura. Mettere a dorare la cipolla in una padella con un filo d’olio, versare la salsa di pomodoro, salare e aggiungere le erbe aromatico e il peperoncino; portare a bollore e spegnere la fiamma. Riprendere i fagioli, una parte verranno frullati con il loro liquido di cottura, gli altri li lasciati interi; unire entrambi al sugo.

Per la pasta, si crea la classica fontana sulla spianatoia con la farina alla quale è stato aggiunto il carbone vegetale; si rompono le uova in una ciotola, si aggiunge un pizzico di sale e si sbattono con una forchetta. Si unisce questo composto all’interno della fontana e si inizia ad impastare; lasciate risposare l’impasto una mezz’oretta prima di creare i maltagliati.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata per una decina di muniti ( la cottura varia a seconda dello spessore della pasta), scolarla e unirla al sugo; finire con una grattugiata di pecorino ed un filo d’olio a crudo.

Tenere a portata di mano anche alcune fette di pane toscano con cui fare la scarpetta!

LA PAPPA DEI GRANDI , , , ,

Informazioni su balaumoulin

Bal au Moulin (de la Galette) è un bellissimo quadro di Renoir, un quadro che mi ricorda la mia infanzia, quando passavo i pomeriggi in salotto a studiare e avevo questo quadro sopra le mie spalle con tutti i suoi personaggi che mi guardavano ed io mi soffermavano a guardare loro, tentando di scorgere ogni giorno un particolare diverso. Per cui ho scelto questo nome perché mi ricorda casa, mi ricorda gli affetti, le tradizioni, mi ricorda quando da bambina stavo in cucina con la mia mamma, e la osservavo fare la sfoglia con tanta passione e amore che solo le donne di un tempo sapevo metterci. E forse osservando lei che è nata in me questa passione per la cucina, per (come dico io) "mettere le mani in pasta", oppure era già fondata in me dalla nascita e piano piano sta emergendo, perché le passioni non vanno tappate, hanno bisogno di sgorgare; l'essere umano ha bisogno di essere gratificato facendo quello che gli piace, che sia per pure passione o (per i più fortunati) che sia per lavoro. Al momento la mia è pura passione, ma in fondo come tutti, vorrei che potesse divenire anche un lavoro, perché in fondo io alla favole ci credo ancora. Ama, vivi, cucina.

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