BISCOTTI SABBIATI

All’inizio questi biscotti sabbiati si chiamavano “biscotti sanissimi e buonissimi” da una ricetta della chef Cristina Lunardini di Icook di Cesena( https://www.icook.it/); fatti durante l’ultimo corso di biscotteria a cui ho partecipato sono diventati i miei biscotti preferiti.

Il termine “sabbiato” lo abbiamo dato noi corsisti in quanto l’uso della farina di grano saraceno e di quinoa ricorda a livello visivo (per colore ma anche per consistenza) la sabbia del mare, per cui la mia versione che ho riproposto oggi l’ho chiamata così.

Nella mia variante ho sostituto il burro (che come ben sapete non è quasi mai presente nelle mie ricette) con una sorta di “burro vegano” homemade che ho conosciuto durante il corso.

Questo “burro vegano” viene realizzando emulsionando l’olio con il latte di soia ( come se dovessimo fare la maionese veg), in questa percentuale: se dovete sostituire 100 gr di burro, fate 18% latte di soia, e il restante olio di semi (io uso quello di girasole, evitate quello di oliva per il sapore troppo forte) .Nel mio caso la ricetta originale prevedeva 130 gr di burro, per cui ho utilizzato 23 gr di latte di soia e 107 di olio, emulsionati con un frullatore ad immersione ed aggiunti all’impasto al posto del burro tradizionale.

Pronti a realizzare anche voi i biscotti sabbiati?! vi ricordo che sono anche adatti ai celiaci, visto l’uso di farine prive di glutine, e che non vi occorreranno formine per realizzarli, facile no?! Procediamo!

INGREDIENTI:
150 gr di farina di grano saraceno
150 gr di farina di riso
50 gr di farina di mandorle
130 gr di burro vegano
170 gr di zucchero di canna grezzo
80 gr di mandorle con la buccia o nocciole
1 uovo

VEDIAMO INSIEME COME SI FA:

Sbattere bene l’uovo con lo zucchero di canna e sempre utilizzando le fruste unire il burro. Mischiare bene le 3 farine ed aggiungerle a mano a mano al composto, unire infine le mandorle e/o le nocciole ed impastare bene trasferendosi sulla spianatoia.

Compattare l’impasto formando un salsicciotto e porlo in freezer a rassodare per un paio d’ore. Riprendere il nostro impasto e con l’aiuto di un coltello tagliare dei dischi di impasto di circa mezzo centimetro, porli abbastanza distanziati su una teglia da forno ed infornare per 15 minuti a forno ventilato.

I nostri biscotti sabbiati gluten free si conservano per settimane dentro un contenitore di vetro.

IL TOCCO DELL’ARTISTA:
La ricetta originale, oltre all’uso del burro tradizionale, prevedeva l’uso della farina di quinoa che io ho sostituito con quella di riso visto che avevo una confezione in casa aperta. Voi potete optare per quella di quinoa se preferite tanto anch’essa è una farina priva di glutine.

Come noterete nell’impasto le mandorle/nocciole vengono inserite intere perché si devono sentire quando mordete il biscotto, per cui se volete realizzare i biscotti usando delle formine vi consiglio di frullarle un po’ altrimenti farete fatica ad ottenere le forme desiderate. Anche se “scoperta e provata” la tecnica del coltello sull’impasto congelato ve ne innamorerete come successo a me, visto che in un lampo potete realizzare kili di biscotti tutti uguali!

Per un altra ricetta gluten free guardate QUI

TORTE E NON SOLO , ,

Informazioni su balaumoulin

Bal au Moulin (de la Galette) è un bellissimo quadro di Renoir, un quadro che mi ricorda la mia infanzia, quando passavo i pomeriggi in salotto a studiare e avevo questo quadro sopra le mie spalle con tutti i suoi personaggi che mi guardavano ed io mi soffermavano a guardare loro, tentando di scorgere ogni giorno un particolare diverso. Per cui ho scelto questo nome perché mi ricorda casa, mi ricorda gli affetti, le tradizioni, mi ricorda quando da bambina stavo in cucina con la mia mamma, e la osservavo fare la sfoglia con tanta passione e amore che solo le donne di un tempo sapevo metterci. E forse osservando lei che è nata in me questa passione per la cucina, per (come dico io) "mettere le mani in pasta", oppure era già fondata in me dalla nascita e piano piano sta emergendo, perché le passioni non vanno tappate, hanno bisogno di sgorgare; l'essere umano ha bisogno di essere gratificato facendo quello che gli piace, che sia per pure passione o (per i più fortunati) che sia per lavoro. Al momento la mia è pura passione, ma in fondo come tutti, vorrei che potesse divenire anche un lavoro, perché in fondo io alla favole ci credo ancora. Ama, vivi, cucina.

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