Arriva la befana in anticipo: il carbone vegetale

Pizza al carbone vegetale

    Pizza al carbone vegetale, verza e prosciutto cotto

Quanti di voi da piccoli si sono sentiti dire dai genitori ” se non fai il bravo la befana ti porta il carbone?” e alla fine nelle calze trovavamo appunto questi pezzi neri neri ma tanto dolci?

Il famoso carbone delle befana non è fatto altro che di albumi montati a neve con l’aggiunta di zucchero e del carbone vegetale, quel misterioso ingrediente che da il colore nero a questi dolci. In realtà il carbone, secondo la tradizione pagana simboleggia il falò, non a caso in alcuni paesi durante l’epifania viene bruciato un fantoccio,raffigurante appunto la befana, come saluto all’anno vecchio che se ne va e buon auspicio per quello nuovo che è appena cominciato. La leggenda cristiana vuole invece che questa streghetta (ecco perché viene raffigurata un anziana a cavallo di una scopa) giri il mondo regalando dolci ai bambini per farsi perdonare dal suo egoismo: la notte in cui i Re Magi cercavano la mangiatoia dove venne alla luce Bambin Gesù si fermarono alla porta di questa vecchia signora la quale si rifiutò di aiutarli, pentendosene poi poco dopo.

Ma dove nasce il carbone vegetale?

Il carbone vegetale, detto anche carbone attivo o carbone attivato, è una sostanza naturale ottenuta dalla combustione del legname, o dei suoi scarti di lavorazione, ad alte temperature e in assenza di fuoco (calcinazione), in atmosfera povera di ossigeno (carbonificazione). Successivamente il carbone è combusto una seconda volta in presenza di vapore acqueo, aria o gas al fine di aumentarne il potere di assorbimento (attivazione). (Fonte: www.cure-naturali.it) . Dato il suo alto potere assorbente viene usato per contrastare i problemi di meteorismo e di bruciori di stomaco, oltre ad avere una blanda efficacia disintossicante sull’organismo.

Alcuni pensano che utilizzare questo composto all’interno di lievitati (come pizza, focacce, craker,….) possa aiutare la digestione, seppur studi medici non confermano ciò visto il poco quantitativo che viene usato rispetto al prodotto finito. (ne bastano 10-15 gr su 1 kg di farina per ottenere già un colore deciso). Per cui l’uso di questo colorante alimentare (perché alla fine si tratta di ciò) è puramente estetico, visto che non dona neppure sapori particolari ai piatti.

Oltre che ai lievitati si può usare per colorare le minestre al posto di coloranti di origine animale (come il nero di seppia); provate a pensare all’effetto cromatico di un piatto di tagliolini al carbone vegetale conditi con dei pomodorini rossi confit, del tofu e qualche fogliolina di basilico, oppure dei tortelli ripieni di gorgonzola e noci con crema di cavolo viola?Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutti i colori, non vi resta che sperimentare.

Io per l’occasione vi lascio la mia ricetta di questa sera: “Pizza nera con prosciutto cotto e verza”

per le dosi tradizionali della pizza : https://blog.giallozafferano.it/balaumoulin/a-tutta-pizza/

mentre per la farcitura semplici fette di prosciutto cotto e verza bollita e ripassata in padella con olio e cipolla, e anche la cena per stasera è salva.

 

CURIOSITA' , ,

Informazioni su balaumoulin

Bal au Moulin (de la Galette) è un bellissimo quadro di Renoir, un quadro che mi ricorda la mia infanzia, quando passavo i pomeriggi in salotto a studiare e avevo questo quadro sopra le mie spalle con tutti i suoi personaggi che mi guardavano ed io mi soffermavano a guardare loro, tentando di scorgere ogni giorno un particolare diverso. Per cui ho scelto questo nome perché mi ricorda casa, mi ricorda gli affetti, le tradizioni, mi ricorda quando da bambina stavo in cucina con la mia mamma, e la osservavo fare la sfoglia con tanta passione e amore che solo le donne di un tempo sapevo metterci. E forse osservando lei che è nata in me questa passione per la cucina, per (come dico io) "mettere le mani in pasta", oppure era già fondata in me dalla nascita e piano piano sta emergendo, perché le passioni non vanno tappate, hanno bisogno di sgorgare; l'essere umano ha bisogno di essere gratificato facendo quello che gli piace, che sia per pure passione o (per i più fortunati) che sia per lavoro. Al momento la mia è pura passione, ma in fondo come tutti, vorrei che potesse divenire anche un lavoro, perché in fondo io alla favole ci credo ancora. Ama, vivi, cucina.

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