Bicchierini di Baccalà – Finger food

Chi l’avrebbe mai detto che il baccalà poteva vestirsi in chiave moderna e diventare un finger food?

D’altronde la ricetta della spuma di baccala è storica e non l’ho di certo inventata io, gli ho dato solo un interpretazione diversa, per poterlo servire come aperitivo in una delle mie tante cene in casa con amici. Servire il baccalà è sempre un azzardo, il suo sapore particolare non piace a tutti, e quindi si rischia anche di mettere in difficoltà l’ospite. Io in primis, non sono un amante di questo pesce (seppur potrei vivere in un isola deserta in mezzo al mare e cibarmi solo di questi) e non l’ho cucino quasi mai( a differenza del suo “parente” merluzzo che almeno una volta a settimana è presente sulla mia tavola).

L’ho cucinato per la prima volta in occasione della cena della vigilia di natale; in quell’occasione avevo inviato i miei genitori e mia zia,e come tradizione noi non mangiamo carne il giorno prima di Natale, per cui il menù era tutto incentrato sul pesce; e sempre per tradizione nella mia famiglia quella sera si consuma il baccalà per cui per rispettarla ho dovuto mettermi a cucinarlo anch’io.

In quell’occasione l’avevo fatto stufare al forno, in maniera molto delicata, panandolo leggermente con un po’ di pangrattato aromatizzato con pomodori secchi e aromi (dopo averlo tenuto accuratamente a bagno per un giorno, su consiglio del pescivendolo) ed il risultato era stato molto apprezzato.

Invece per i fingerfood di baccalà la cottura è sempre svolta al forno ma cuocendolo nel latte per stemperare ancora di più il suo acceso sapore.

Ma come sempre prima di lasciarvi alla ricetta vi svelo alcune curiosità su questo pesce, perché da me non si cucina solo ma si scoprono anche curiosità sui cibi.

  • Curiosità:

Sicuramente tutti sapete che il baccalà non è altro che merluzzo conservato sotto sale (in questo modo si ferma il deterioramento del pesce con possibilità di consumo anche diverso tempo dopo averlo pescato) Baccalà deriva dalla parola basso tedesca bakkel-jau che significa “pesce salato” che è una trasposizione di bakel-jau che significa “duro come una corda.”

Ma probabilmente come me non saprete che il merluzzo è l’omologo acquatico del maiale, perché di lui non si butta via niente!

Ad esempio in Norvegia, la testa del merluzzo viene bollita; anche da quelle parti, i genitori sanno che per i loro figli le lingue sono importanti: è per questo che affidano a loro il recupero della lingua dei merluzzi, sempre che abbiano finito i compiti. La lingua è infatti considerata una vera ghiottoneria, mentre le guance vengono fritte in pastella.Le uova di merluzzo, lessate nella loro sacca, si mangiano affettate: il fegato, cotto in salsa. L’olio di fegato di merluzzo lo si prende perché contiene molte vitamine.Per buttarlo giù, per via dell’odore (e del sapore) nauseante, ci vuole comunque del fegato!!

Lo stomaco del merluzzo viene spedito in Giappone dove assieme ad altri pesci lo usano per il sushi (ma poochi sanno che lo stomaco del merluzzo viene cucinato anche in Calabria e in Sicilia, quindi non sempre su territorio Italiano) (fonte Baccala.it)

  • Suggerimenti:

Per altre ricette di pesce dal servire come antipasto diverso dal solito andate  a vedere qui https://blog.giallozafferano.it/balaumoulin/crostini-salmone-marinato-agli-agrumi-germogli-soia-maracuja/

  • Preparazione: 15 Minuti
  • Cottura: 40 Minuti
  • Difficoltà: Bassa
  • Porzioni: 6 persone
  • Costo: Basso

Ingredienti

  • Baccalà 400 g
  • Patate 2
  • Latte 200 ml
  • Olio di oliva
  • Prezzemolo
  • Pepe

Preparazione

  1. Finger food di baccalà

    Per prima cosa mettiamo a bollire le patate con la buccia in acqua salata e lasciamo cuocere finchè non saranno abbastanza morbide da essere lavorate con la forchetta.

    Mettiamo il baccalà (verificate con il pescivendolo se era già stato ammollato o dovete tenerlo in acqua per privarlo del sale in eccesso) in una pirofila da forno, e cospargiamo con un filo d’olio e il latte. Inforniamo a 170 gradi per circa 30 minuti (dipende dallo spessore del filetto di baccala)ricordandoci di bagnarlo ogni tanto con il latte che troviamo nel fondo della pirofila per evitare che si secchi in superficie.

    Una volta che le patate sono cotte pelarle, e ridurle in poltiglia con la forchetta; spezzettare il baccalà  (se siete stati attenti durante la cottura riuscite a sfilacciarlo bene con le mani) e mettete entrambi gli ingredienti nel boccale del frullatore ad immersione con un filo d’olio e frullate fino ad ottenere una crema. (aggiustate di sale se c’è bisogno)Ponete la crema nei bicchierini, versate sopra un po’ di olio e prezzemolo e servite il vostro finger di baccalà agli amici.

Note

IN MEZZO AL MAR

Informazioni su balaumoulin

Bal au Moulin (de la Galette) è un bellissimo quadro di Renoir, un quadro che mi ricorda la mia infanzia, quando passavo i pomeriggi in salotto a studiare e avevo questo quadro sopra le mie spalle con tutti i suoi personaggi che mi guardavano ed io mi soffermavano a guardare loro, tentando di scorgere ogni giorno un particolare diverso. Per cui ho scelto questo nome perché mi ricorda casa, mi ricorda gli affetti, le tradizioni, mi ricorda quando da bambina stavo in cucina con la mia mamma, e la osservavo fare la sfoglia con tanta passione e amore che solo le donne di un tempo sapevo metterci. E forse osservando lei che è nata in me questa passione per la cucina, per (come dico io) "mettere le mani in pasta", oppure era già fondata in me dalla nascita e piano piano sta emergendo, perché le passioni non vanno tappate, hanno bisogno di sgorgare; l'essere umano ha bisogno di essere gratificato facendo quello che gli piace, che sia per pure passione o (per i più fortunati) che sia per lavoro. Al momento la mia è pura passione, ma in fondo come tutti, vorrei che potesse divenire anche un lavoro, perché in fondo io alla favole ci credo ancora. Ama, vivi, cucina.

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