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Prima Edizione della Giornata della Salute organizzata dal GAS Mazzarelli

Prima Edizione della Giornata della Salute organizzata dal GAS Mazzarelli

Prima Edizione della Giornata della Salute organizzata dal GAS Mazzarelli

Ieri 24 febbraio, ho partecipato alla Prima Edizione della Giornata della Salute organizzata dal GAS Mazzarelli.

Il programma prevedeva:

  • saluti con introduzione della responsabile/referente del GAS Mazzarelli Cecilia Tumino;
  • chiacchierata con Francesca Romano – food blogger “a zucchero zero” cioè io;
  • pranzo con piatti realizzati con i prodotti forniti dai produttori del medesimo gruppo di acquisto solidale.

Oggi mi ritrovo a tirare le somme di un evento entusiasmante, riuscito grazie alla collaborazione e all’impegno dello staff [GASate a zucchero zero], dei produttori e dei soci e grazie all’interesse che le partecipanti e i partecipanti hanno dimostrato nell’ascoltare la nostra esperienza [mia e del mio compagno] con il prediabete in cucina e a tavola.

Il Gas Mazzarelli è un Gruppo di Acquisto Solidale che nasce nel 2016 con lo scopo di promuovere consumi in ottica di sostenibilità, solidarietà, prossimità al territorio.

Le socie e i soci del Gas Mazzarelli rivolgono la loro attenzione alla serietà dei produttori e alle tecniche di coltivazione a carattere stagionale e senza impiego di prodotti chimici e quindi alla qualità dei prodotti.

Si tratta di un progetto complessivo che impegna le socie ed i soci nella divulgazione di sani stili di vita a partire dal cibo. “Noi siamo quello che mangiamo”: da questo punto di vista il Gas Mazzarelli vuole condividere il gusto e la qualità dei prodotti a chilometro zero.

Le socie e i soci, così come i produttori, sottoscrivono una Carta Etica improntata a criteri di legalità, inclusione e solidarietà.

Gli ordini vengono effettuati attraverso una piattaforma informatica e consegnati il mercoledì sera a partire dalle 19.30 presso la sede che il Gas Mazzarelli utilizza per gentile concessione di Siemu a Peri [in Via Cattolica sn, Villaggio Gesuiti].

Mail: gasmazzarelli@gmail.com.

Facebook: G.A.S. MAZZARELLI.

Giornata della Salute organizzata da Gas Mazzarelli – 24 febbraio 2019

Prima Edizione della Giornata della Salute organizzata dal GAS Mazzarelli

Ho raccontato di me:

Non sono un medico, non sono un nutrizionista, non sono un diabetologo.

Sono una food blogger cioè ho un blog in cui parlo di cibo e racconto la nostra esperienza [mia e del mio compagno] alle prese con il prediabete in cucina e a tavola.

E di come è iniziata la nostra esperienza:

A fine estate del 2017, complice qualche valore della glicemia a digiuno leggermente fuori norma [parlo del mio compagno] ci siamo rivolti al medico generico di famiglia. Molto scrupoloso ma in quanto medico generico non ha potuto fare altro che fornirci qualche indicazione sommaria: riduci questo, prediligi quello, evita quell’altro.

A quel punto, molto insicura e un po’ spaesata, ho insistito sulla necessità di rivolgerci ad uno specialista e su prezioso suggerimento del nostro amico Marco ci siamo rivolti all’AIAD [Associazione Italiana per l’Assistenza ai Diabetici] di Ragusa chiamando e fissando un colloquio.

Dopo una prima e attenta analisi delle caratteristiche di Uccio e delle sue abitudini [dall’attività lavorativa all’alimentazione all’eventuale svolgimento di attività fisica e con l’ulteriore dato di avere la mamma ammalata di diabete] ci sono stati prescritti una serie di accertamenti al fine di effettuare la diagnosi.

La prima emoglobina glicata [un esame che riporta una media delle glicemie negli ultimi 3 mesi e che non è influenzata dalla composizione dell’ultimo pasto] era pari a 6.5 [corrispondente ad una glicemia media di 120] quindi già indicativa di diabete.

Il diabetologo [parlo al plurale perché ho sposato talmente la causa che la sento anche mia… e presto sposerò anche l’assaggiatore ufficiale] ci consegna uno schema alimentare e così iniziamo: intraprendere un’alimentazione corretta per studiare come cambia il valore dell’emoglobina glicata, comprendere se con le dovute correzioni la situazione rientra o migliora o se si tratta già di diabete.

Dopo 3 mesi la glicata scende.

E dopo scende ancora.

Non è diabete, è prediabete… predisposizione.

Niente farmaci, solo dieta.

Così inizia quella che da allora definisco la mia mission: prevenire o tardare l’insorgenza del diabete attraverso un’alimentazione corretta.

Da allora è mia abitudine partecipare ai convegni sull’argomento diabete che si svolgono in provincia di Ragusa [e se possibile anche fuori]; nel corso dell’ultimo convegno, il Dottore Raffaele Schembari [Responsabile Servizio di Diabetologia del Nuovo Ospedale di Ragusa] ha sottolineato due aspetti tanto importanti quanto allarmanti:

  • un aumento dell’incidenza di obesità infantile e di conseguenza dello sviluppo di diabete di tipo 2 [collegato ad un’alimentazione scorretta] in età pediatrica;
  • solitamente quando si effettua la diagnosi di diabete spesso la patologia è presente già da diversi anni [nel corso dei quali il soggetto non ha messo in atto alcuna precauzione nei confronti di quelle che sono le complicazioni correlate].

Perché dico questo?

Perché sono convinta che prevenzione e responsabilità siano strumenti a portata di tutti, dobbiamo solo decidere di usarli.

Responsabilità

Chi si occupa della spesa e della preparazione dei pasti ha la responsabilità di cercare di evitare che figli, coniuge, nipoti, fratelli e sorelle, genitori, eccetera diventino diabetici [come sostiene fortemente il Dottore Enzo Bonora – Presidente della Società Italiana di Diabetologia].

Questa è la teoria.

“Ma lassilu manciari, nun u viri quantu è siccu?” [ma lascialo mangiare, non vedi quanto è magro?] è la pratica, con cui mi rapporto ogni giorno, ma non mi arrendo!

Prevenzione

Per poter fare prevenzione occorre un minimo di educazione alimentare: conoscere prima e poi decidere cosa si mangia e quanto si mangia [quante volte mettiamo nel piatto più calorie di quelle di cui in realtà abbiamo bisogno?].

Cosa sto mettendo nel piatto?

Ovvero brevi e semplici nozioni che ci aiuteranno a capire come consumare un pasto bilanciato o un piatto unico [le caratteristiche sono le stesse che contraddistinguono un pasto bilanciato ma concentrate in un’unica portata].

I nutrienti che apportano energia sono:

  • carboidrati;

[abbiamo parlato di indice glicemico e carico glicemico, pasta e pane, riso e patate, semola e farine integrali]

  • proteine;
  • grassi.

Scegli:

  • carboidrati preferibilmente integrali;
  • proteine [animali e vegetali] preferibilmente magre;

un discorso a parte meritano i legumi che non contengono tutti gli amminoacidi essenziali [i mattoncini con cui si costruiscono le proteine] e si comportano diversamente in base a come vengono abbinati e consumati: da carboidrati se consumati in abbinamento alle proteine e da proteine se vengono consumati in abbinamento ai carboidrati [pane, pasta o riso].

  • grassi buoni: utilizza olio extravergine di oliva a crudo e ripartiscine la grammatura indicata nel tuo schema alimentare tra i diversi piatti consumati all’interno del pasto.

In linea di massima, le calorie da assumere giornalmente sono così ripartite:

  • carboidrati 55%;
  • proteine 15%;
  • grassi 30%.

+ tanta fibra scegliendo alimenti integrali e consumando abbondanti porzioni di verdure [crude o cotte].

Queste proporzioni sono valide anche in caso di prediabete e diabete, sfatiamo il mito per cui chi è in prediabete o è affetto da diabete non può mangiare pane, pasta, riso e patate.

E’ possibile mangiare tutto, o quasi, [secondo schema alimentare] nelle giuste grammature e nelle corrette proporzioni cucinando con gli opportuni accorgimenti come ad esempio cucinare senza olio.

Da qui mi ricollego al mio blog che si chiama “a zucchero zero” sulla piattaforma Giallo Zafferano [se mi stai leggendo ci sei dentro] e che è una sorta di contenitore dove racconto la nostra esperienza e scrivo le mie ricette.

Ogni ricetta è una storia: di tradizioni e di studio nel renderla adatta a noi prestando attenzione agli ingredienti, alla preparazione [metodo di cottura] e agli abbinamenti.

Un punto fermo: trasformare ogni rinuncia in alternativa e far si che ogni piatto che porto in tavola faccia venire fame.

Dieta? Io la chiamerei più correttamente stile di vita [acquisire abitudini corrette in cucina e a tavola]!

Studio, ogni giorno, e sono sempre più convinta che dovremmo mangiare tutti, ogni giorno, così.


Ho chiesto alle partecipanti e ai partecipanti di rendere la chiacchierata un dialogo, non un monologo, e di interagire ogni qualvolta avessero delle curiosità nei confronti della nostra esperienza e delle nostre abitudini piuttosto che delle considerazioni da fare.

E così è stato, con mia grande felicità!

Tutti i concetti accennati sono ampiamente discussi nel blog con approfondimenti mirati nelle sezioni “su di me” e “a tavola” e con le necessarie informazioni all’interno delle ricette.


Il pranzo è iniziato con delle verdure crude snack come ormai è consuetudine sulla nostra tavola; sono ricche di fibra e:

  • danno un senso di sazietà;
  • rallentano la digestione e l’assorbimento degli zuccheri riducendo i picchi di glicemia dopo i pasti.

Io ho preparato un’insalata di ceci e rosmarino e le chiacchiere integrali senza burro, senza latte e senza uova cotte al forno.

Allego il menù ripromettendomi di rifare presto i piatti degustati a misura di assaggiatore ufficiale.

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E concludo dicendo che, vista la partecipazione e il successo dell’iniziativa, sono in cantiere altre esperienze e altri progetti.

Alcuni riservati ai soci e questo può essere un buon motivo per decidere di aderire ad un contesto che promuove la cultura del cibo sano e del benessere.

Altri aperti a tutti e mi piacerebbe molto che chi vive in provincia di Ragusa o in zone limitrofe partecipasse per cui vi terrò ampiamente aggiornate/i.


Semplicemente grazie, Francesca a zucchero zero e Uccio l’assaggiatore ufficiale!

Pubblicato da azuccherozero

Mi chiamo Francesca e la mia mission è: prevenire o tardare l’insorgenza del diabete attraverso un’alimentazione corretta.

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