YAKISOBA ALLE VERDURE

I ragazzi sono sempre portatori di novità, anche in cucina!
E così mia figlia, appassionata di cultura (e non solo) giapponese, qualche tempo fa mi ha proposto questi Yakisoba alle Verdure, ovvero spaghetti (soba) saltati alla piastra (yaki).
Non avendo la piastra specifica, abbiamo usato una normale padella antiaderente ma il risultato non è stato affatto male, anzi!
Patrizia

Yakisoba1 miei

Yakisoba alle Verdure

Categoria: Primi Piatti

Ingredienti per 3 persone:
300 gr spaghetti
2 zucchine piccole
2 carote piccole
2 uova
olio evo
cipolla
salsa di soia

Procedimento:
Lavare e tagliare a julienne sia le carote che le zucchine.
Battere bene le uova.
Mettere sul fuoco la pentola con l’acqua per la pasta, salare e portare ad ebollizione.
Versare un giro d’olio in un’ampia padella (servirà per saltare la pasta alla fine) e aggiungere la cipolla tagliata a fettine sottili sottili. Far soffriggere appena, poi unire le verdure e farle saltare a fuoco vivo, aggiungendo anche un po’ di salsa di soia, per qualche minuto (non troppo, devono restare piuttosto consistenti), mescolando spesso. Se necessario, aggiungere poca acqua calda.
Quando la pasta è ancora piuttosto al dente, versare le uova battute nella padella con le verdure, far solidificare un attimo la parte a contatto con la padella e poi spezzettarle con la forchetta. L’uovo deve rapprendersi, cioè non essere “liscio” come nella carbonara, ma apparire come una specie di frittata sminuzzata.
A questo punto scolare la pasta, versarla nella padella e mescolare tutto velocemente. Impiattare e portare in tavola ben caldi.
Non si presentano affatto male, vero?!?

Yakisoba2 miei
Difficoltà:
bassa

Tempi di preparazione: 10 minuti

Tempi di cottura: circa 25-30 minuti compresa la pasta

Consigli:  Se gradite, potete spolverarli con pepe nero.
Al posto della salsa d soia, bisognerebbe usare i germogli di soia, ma non è sempre facile trovarli… quindi la salsa è un buon surrogato.
Tra l’altro, per essere precisi, i giapponesi cuociono separatamente i vari ingredienti e li uniscono solo alla fine… il problema è che così il cibo “sa di poco”, quindi questa modalità di preparazione è un’ottima via di mezzo tra la loro tradizione e il nostro culto del gusto!  😉