Paté di fegatini

Il paté è un tipo di appetizer tipico di alcune regioni centrali d’Italia (ricordo ancora la sua onnipresenza ad ogni pasto durante un mio soggiorno a Firenze) e, che piaccia o meno, fa subito venir voglia di una bella fetta di pane bruschettato ed un bicchiere di buon vino rosso ad accompagnarlo…

Esistono paté di mille versioni, fatti con ingredienti diversi, ma il più classico è indubbiamente quello di fegato, probabilmente per via della sua facile preparazione nonché perché sicuramente più economico di molte altre versioni.

E’ una di quelle ricette che vale la pena provare perché darà di sicuro un tono alla vostra tavola, perché è incredibilmente sfizioso e perché… vabbè, coloro a cui piace non hanno bisogno di mille altre ragioni per mangiarlo!

Paté di fegatini

La golosità parte dal mettere in una padella una generosa dose di burro (saranno almeno 50 g se non di più) con un paio di cucchiai d’olio per evitare che bruci; aggiungete anche un paio di cucchiai di salvia secca tritata e mettete sul fuoco, facendo sì che il burro si aromatizzi per bene con la salvia senza mai bruciare.

Nel frattempo lavate per bene sotto acqua fredda corrente circa 400 g di fegatini di pollo, asciugateli e fate attenzione ad eliminare le parti bianche del grasso e soprattutto le eventuali sacche verdi contenenti la bile, anche se la maggior parte delle confezioni di fegatini in commercio sono abbastanza innocue da questo punto di vista.

Aggiungete i fegatini in padella e fateli rosolare per bene su tutti i lati, dopodiché andate di sale e di pepe nero prima di sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco; fate il tutto a fiamma abbastanza vivace, facendo però in modo che il fondo di burro ed il vino creino un po’ di liquido.

Lasciate cuocere i fegatini così fino a cottura ultimata dopodiché trasferiteli su un tagliere e tagliateli grossolanamente prima di metterli nel boccale di un minipimer ed iniziare a frullarli, lasciando in pentola il fondo di cottura.

Dopo una prima frullata grossolana, aggiungete il fondo di cottura, una spruzzata di succo di limone (se piace) e riprendete a frullare il tutto aggiungendo l’olio extravergine d’oliva a filo fino ad ottenere la giusta consistenza (anche qui, come nei pesti, per me l’olio non supera mai il mezzo bicchiere, se non è addirittura un optional a volte).

A questo punto dovete pensare a come servirlo, cercando di rendere tutto il più rustico possibile: trasferite il paté in una salsiera (se siete pochi) o in un paio di piccole ciotoline (per più commensali), decorandolo con qualche foglia di salvia fresca ed un filo d’olio in superficie e servendolo con del pane tostato ed un coltello apposito per spalmarlo. Ovviamente potete anche utilizzare il paté ottenuto per preparare qualche bruschettina più ricca in cucina per poi servirla direttamente a tavola già pronta.

Ho visto spesso in tv preparare questo paté per regalarlo ad amici e parenti ed effettivamente, se piace, potrebbe essere un’idea carina; in tal caso però dovrete mettere il paté in vasetti che si possano chiudere ermeticamente e ricoprirli con uno strato di olio o di burro chiarificato (per evitare che passi l’aria) e ricordarvi comunque di ricordare ai beneficiari del vostro dono culinario di conservare il paté in frigo per 3-4 giorni al massimo (sempre se ci arriva!).

Buon appetito.. e provate a cucinArmy! 🙂

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