I noodles: la pasta d’Oriente

Gli italiani sono un popolo di mangia-spaghetti!!!

Per quanto questa frase possa suonare offensiva (e riduttiva), la pasta (i succitati spaghetti in primis) è senza dubbio uno dei simboli della gastronomia italiana e gli italiani sono indubbiamente i suoi maggiori consumatori al mondo. Del resto, conosco personalmente tante persone che non riescono proprio a rinunciare al loro piatto di pasta quotidiano, non fosse altro che per il suo apporto di carboidrati che ci fa sentire subito appagati e sazi, annoverando di fatto la pasta tra i cosiddetti “cibi del buonumore” (di pari passo probabilmente con altri cibi ricchi di carboidrati come la pizza e le patate).

La pasta in Europa ha origini antichissime, risalenti addirittura all’epoca greco-romana, e va riconosciuta all’arte culinaria nostrana la varietà di formati di pasta e la versatilità con cui quest’ingrediente viene utilizzato e condito, tanto dall’averlo reso un vero e proprio caposaldo della tradizione culinaria del Belpaese.

Ma c’è un’altra storia, forse poco conosciuta, riguardante la nostra tanto amata pasta. Una storia che ha origini altrettanto antiche (addirittura con ritrovamenti e fonti storiche risalenti a 4000 anni fa) e molto più esotiche e lontane; una storia sempre a base di carboidrati che affonda le sue radici nell’Estremo Oriente, sviluppandosi tra Paesi che in quanto ad arte e cultura culinaria non hanno niente da invidiare a quella europea.

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Devo ammettere che, la prima volta in cui cenai in un ristorante di cucina cinese, rimasi un po’ sconcertato dal fatto che alcune delle portate principali fossero proprio a base di pasta: passi per il riso di cui gli orientali sono dei grandissimi consumatori — pensai, ma leggere di piatti a base di spaghetti, tagliatelle e vermicelli mi sembrò l’ennesima forzatura imposta alla cucina etnica dalla cultura dell’italiano medio che si sente perso se non trova un primo piatto a base di pasta sul menu.

1Col senno di poi, e con l’innamoramento folle che certe preparazioni cinesi hanno scatenato in me, ho deciso di approfondire l’argomento dei cosiddetti noodles, termine anglosassone derivante dalla parola tedesca “Nudel(n)” (pasta, la “n” è per il plurale) con cui si identificano genericamente tutti i tipi di pasta prodotti al mondo, in special modo quelli di tipo orientale (diciamo che la nostra pasta mantiene la sua identità un po’ più specifica anche nelle altre lingue mantenendo il suo nome originale).

La pasta orientale è accomunata tutta da una forma bene o male simile, ovvero quella allungata simile a 2spaghetti o linguine, ma ovviamente presenta varietà e caratteristiche diverse di zona in zona, a seconda del Paese di produzione. Quelle più famose ed apprezzate anche in Occidente sono senza dubbio quelle di origine cinese, giapponese e thailandese, ma anche quelle coreane e vietnamite non scherzano.

I noodles cinesi sono di sicuro quelli più famosi, anche grazie all’ormai diffusissima cucina cinese nelle nostre città: piatti come gli spaghetti alla piastra con verdure (di cui la mia personale ricetta in fondo all’articolo) sono 3tra i piatti cinesi più conosciuti, di pari passo con altri capisaldi della cucina cinese come il riso alla cantonese o il pollo alle mandorle. In Cina, la pasta è essenzialmente fatta o con farina di grano e uova (i canton noodles sono tra i miei preferiti, nonché quelli da autentico ristorante cinese) o con farina di riso, come quei vermicelli filiformi tanto diffusi anche nei nostri supermercati. Infine, ci sono i noodles di soia, che diventano quasi trasparenti in cottura. Tutti questi tipi di pasta sono accomunati da tempi di cottura estremamente brevi (massimo 3 minuti in acqua calda) ed una comune versatilità in preparazioni di carne e pesce (immancabili ovviamente le verdure), e sono ottime sia in preparazioni alla piastra che in zuppa.

4I noodles giapponesi sono altrettanto rinomati e apprezzati sotto diversi nomi. Tra i più 5famosi ci sono i ramen e gli udon, anche se il ramen in Giappone è in realtà un piatto vero e proprio, una zuppa con all’interno, tra gli altri ingredienti, proprio i noodles. Gli udon invece, poco diffusi in Occidente, sono prodotti con farina integrale di grano, più spessi ed anch’essi serviti quasi esclusivamente in zuppe.

6I noodles thailandesi, infine, sono abbastanza simili a quelli cinesi e vietnamiti. La variante più diffusa è quella delle cosiddette “tagliatelle di riso”: si tratta di un tipo di pasta ovviamente senza glutine, come i fen cinesi, ma più spessa rispetto a questi ultimi ed ingrediente principale di uno dei piatti più diffusi lungo le strade della Thailandia ma anche all’estero, ovvero il Pad Thai (tagliatelle di riso saltate alla piastra con verdure ed ingredienti vari come carne, gamberi o tofu).

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Al di là dei sapori ovviamente diversi dalla nostra pasta, cucinare e mangiare i noodles permette di immergersi in una cultura gastronomica che, volente o nolente, non si può affatto definire inferiore alla nostra. Molti avranno storto il naso all’idea che gli antenati dei nostri amati spaghetti possano in realtà essere stati portati da Marco Polo in seguito ad uno dei suoi numerosi viaggi in Oriente, ma la verità è che più semplicemente l’idea di produrre un alimento impastando pochi semplici ingredienti si debba condividere da sempre e per sempre tra i due angoli del globo.

I noodles sono un’alternativa esotica, curiosa e semplice alla comune (e sempre meravigliosa) pasta italiana e con poche semplici accortezze (come i tempi di cottura o il giusto accostamento tra tipi di paste e preparazioni) vedrete che sarà veramente facile portare a tavola in pochi minuti un piatto dai sapori orientali che, chissà perché, vi suonerà però estremamente famigliare.

Quindi, se vi va, preparate le bacchette perché vi mostro la mia personale ricetta per ottenere dei meravigliosi noodles alla piastra direttamente a casa vostra! 😉

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Ingredienti per 4 persone:

– 250 g di noodles (io uso solitamente quelli all’uovo, ma vanno bene anche quelli di riso per una ricetta gluten-free)

– 1 porro

– 1 zucchina

– 1 carota

– 150 g di germogli di soia

– 1 o 2 uova

– olio di semi di soia q.b.

– salsa di soia q.b.

– sale q.b.

 

Procedimento:

Iniziate la preparazione occupandovi della pulizia delle verdure: mondate il porro privandolo delle estremità ed eliminando lo strato più esterno; lavate e spuntate la zucchina e la carota, pelando quest’ultima; infine, tagliate a julienne tutt’e tre le verdure e tenetele da parte.

In una ciotolina sbattete l’uovo con un pizzico di sale o con un po’ di salsa di soia e mettetelo poi a friggere nel wok con dell’olio di semi di soia ben caldo, rigirandolo su sé stesso fino a formare una specie di frittatina (quindi niente uova strapazzate!). Una volta pronta, mettete la frittatina ad asciugare dall’olio in eccesso su della carta assorbente da cucina.

Passate adesso alla cottura delle verdure: sempre nel wok, aggiungete se necessario dell’altro olio di semi e fate scaldare. Mettete a rosolare le verdure a fiamma viva e mescolando spesso, cominciando dal porro a listarelle che farete ammorbidire per poi unire zucchina e carota a julienne e salate leggermente il tutto; quando le verdure saranno ben rosolate e cotte (ci vorranno più o meno una decina di minuti), aggiungete anche i germogli di soia, la frittatina tritata a mano e condite il tutto con una spruzzata di salsa di soia (non esagerate, perché ne userete altra quando aggiungerete i noodles.

Se volete aggiungere carne, pesce o altri ingredienti nella vostra preparazione, fatelo con le verdure a julienne, ricordandovi che la rosolatura in padella è la chiave di questa ricetta, facendo sempre attenzione che gli ingredienti non si attacchino al wok o brucino.

Cuocete adesso i vostri noodles seguendo le istruzioni sul pacco (di solito i noodles all’uovo necessitano di massimo 3 minuti in acqua bollente salata), scolateli o prelevateli con delle pinze e ripassateli abbondantemente nel wok con le verdure, condendo con altra salsa di soia a seconda dei vostri gusti.

A me non resta che augurarvi buon appetito, sperando di avervi messo voglia di inforcare delle bacchette per provare anche voi a sbizzarrirvi con le ricette a base di noodles che più vi stuzzicano! 😉

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