Nadalin (dolce natalizio veronese)

 

Buongiorno a tutti…

Continuano i miei esperimenti culinari natalizi..

In casa ho un libricino con delle ricette regionali…e ho incontrato questa..del famoso “Nadalin”…non sapete di che si tratta?!

Questo dolce fu inventato nel duecento per festeggiare il primo natale di Verona sotto la signoria della famiglia della Scala. È poi l’antenato del più celebre pandoro, che invece fu inventato nell’Ottocento. Rispetto a quest’ultimo il Nadalin, pur avendo ingredienti simili, è meno burroso e fragrante, ma più compatto e dolce. Anche la forma è differente: se infatti il pandoro ha una forma regolare standard a stella ed è molto alto, il Nadalin invece è molto più basso e non ha una forma ben precisa, spesso però o è a stella come il pandoro, ma delineata in modo meno preciso.

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Ingredienti:

Preimpasto:

  • 50 gr farina 00
  • 50 gr farina Manitoba
  • 30 gr di lievito di birra in panetto
  • 100 gr di acqua tiepida

Impasto:

  • 400 gr farina 00
  • 150 gr farina Manitoba
  • 8 gr lievito di birra in panetto
  • 130 gr di burro morbido
  • 4 uova
  • 100 gr di zucchero
  • 30 gr di miele
  • scorza grattuggiata di un limone
  • succo di 1/2 limone
  • 1 stecca di vaniglia

Per la decorazione:

  • panna qb + 1 tuorlo per spennellare
  • mandorle a lamelle
  • zucchero a velo

 

Premessa: io per realizzarlo ho impasto con la planetaria. Nessuno vi vieta di impastarlo a mano poichè l’impasto è molto semplice. Nel caso in cui vogliate realizzarlo a mano, potete munirvi di sbattitore elettrico con le spirali per impastare, saranno un valido aiuto, oppure per i più coraggiosi “olio di gomito” 😉

Io ho utilizzato uno stampo a stella di carta, di diametro 26 cm, quindi l’impasto che abbiamo è utile per 2 stampi, otterrete 2 Nadalin. Se invece volete farne uno più cicciotto munitevi di stampo con diametro di 32 cm. 

Iniziamo con il cosiddetto lievitino o pre-impasto: nella ciotola della planetaria versiamo l’ acqua tiepida e sciogliamo il lievito. Aggiungiamo le 2 farine. Impastiamo fino ad ottenere un impasto tendenzialmente liquido ma omogeneo. Copriamo con pellicola e facciamo riposare per circa 40 minuti.

IMG_1936Ora dedichiamoci all’impasto. Nella ciotola della planetaria dove sarà lievitato il nostro pre-impasto versiamo le farine dell’impasto e lo zucchero. Iniziamo ad impastare con il gancio a uncino. Quando vediamo che l’impasto inizia a fare un po di fatica aggiungiamo UNA PER VOLTA le uova e il resto del lievito sciolto nella ciotolina del miele con un cucchiaino di acqua. Incordiamo l’impasto ( ovvero impastiamo fino a quando l’impasto sarà tutto appiccicato al gancio della planetaria)

In una ciotolina mescolare il burro morbido con i semi della bacca di vaniglia. Quando l’impasto sarà omogeneo, aggiungete gradualmente il burro a fiocchetti. Qui ci vuole CALMA, molta calma, prima di aggiungere altro burro dovremo aspettare che il precedente sia assorbito nell’impasto. Una volta terminato il burro aggiungiamo il succo del limone e la scorza. Qui continuiamo ad impastare fino a quando la ciotola non risulterà perfettamente pulita e l’impasto sarà liscio, omogeneo e incordato. Io ci ho messo circa 15 minuti.

Proteggete l’impasto con della pellicola e fate riposare fino al raddoppio. (circa 1 ora)
Terminato il tempo di riposo, rilavorate appena la pasta e trasferitela nello stampo a stella, preoccupandovi di riempire anche le punte della stella. Io ho utilizzato uno stampo a stella di carta, di diametro 26 cm, quindi l’impasto che abbiamo è utile per 2 stampi, otterrete 2 Nadalin. Se invece volete farne uno più “cicciotto” munitevi di stampo con diametro di 32 cm.

Pennellate la superficie con la panna ed i tuorlo precedentemente sbattuti insieme in una ciotola, spolverate con mandorle a lamelle. Proteggete il dolce con pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio ( dovrà arrivare al bordo dello stampo)

Infornate e cuocete per 30 minuti a 180°, ventilato.

Sfornate, lasciate raffreddare e spolverate con zucchero a velo.

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Ottima per la colazione e per le merende invernali

Alla prossima ricetta,

Evelyn.

 

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