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Vellutata di cavolo nero

Vellutata di cavolo nero di Piero Benigni
Questo mio piatto è buono, delicato, accattivante e particolare per il retrogusto lievemente amarognolo dato dal cavolo nero. Si prepara con due soli cucchiai di olio di oliva ed è salutare al massimo grado: lo raccomando a chi ama i sapori naturali. Per dare corpo al piatto si mette una modesta quantità di patata, che non interferisce col sapore del cavolo. Potete prepararlo anche quando avete ospiti, che lo gradiranno e lo ricorderanno a lungo.

  • Porzioni2-3
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 200 gcavolo nero (da mondare)
  • 250 gpatate
  • 100 gcipolla
  • 1 spicchioaglio
  • 700 mlbrodo vegetale
  • q.b.sale

Preparazione

  1. Vellutata di cavolo nero

    La preparazione di questo piatto è facile e con risultato garantito. Le quantità indicate vi daranno 2 buone scodelle. Vi serviranno circa 700 ml di brodo vegetale, che preparerete in anticipo e che dovrà essere perfettamente salato. Iniziate mondando il cavolo nero, che è sotto forma di foglie con una costa centrale che va eliminata. Si fa facilmente tenendo con una mano l’attaccatura della foglia e facendo scorrere l’altra mano verso la cima stringendo con una certa energia. Man mano che mondate le foglie buttatele in una ciotola grande piena d’acqua, dove le terrete per una decina di minuti muovendole e lavandole bene sotto il rubinetto.

    Nel frattempo tritate la cipolla e l’aglio, poi metteteli a soffriggere in casseruola con 2 cucchiai di olio di oliva. Prendete dall’acqua le foglie di cavolo nero, strizzatele con le mani per allontanare l’acqua in eccesso, tritatele sommariamente sul tagliere, mettetele in casseruola e versate il brodo caldo. Il cavolo nero da crudo è molto voluminoso, ma vedrete che man mano che sentirà il calore si ridurrà molto e dopo qualche minuto resterà coperto a filo dal brodo: aiutatelo schiacciandolo col cucchiaio di legno. Coprite la casseruola e regolate la fiamma in modo di avere una ebollizione blanda e dolce.

  2. Fate cuocere così per mezz’ora, poi aggiungete la patata fatta a pezzetti. Coprite di nuovo e proseguite la cottura per altri 20 minuti. A questo punto non vi resta che frullare col pimer a immersione, cosa che potete fare direttamente nella casseruola a fuoco spento, fino a che non avrete una crema omogenea. Mettete a punto di sale e valutate se la densità della vellutata è come piace a voi, ma tenete presente che si addenserà quando si raffredderà fino alla temperatura a cui la servirete. In ogni caso, se fosse troppo densa aggiungete del brodo o altra acqua calda, mentre se fosse troppo fluida tenetela un po’ sul fuoco perché si restringa.

    Non sono necessarie aggiunte di panna o altro: è squisita così, nella sua semplicità. Se invece volete metterne, usatene una di qualità, cioè quella fresca da montare. Per 2 persone ne basteranno 20 o 30 grammi. Potrete servire la vostra vellutata calda o tiepida, con un bel “C” di olio buono come vedete nella foto. Ci si accompagnano bene dei pezzetti o dadini di pane tostato o fritto in pochissimo olio. Molti, me compreso, mettono del pepe sopra.

    Buon appetito!

    Questa vellutata si conserva per 3 giorni in frigorifero in un contenitore chiuso o protetta con pellicola alimentare, 2 giorni se avete aggiunto della panna. Si può congelare e dura 3 mesi nel freezer.

    Nelle foto potete vedere, oltre al piatto finito, l’aspetto del cavolo nero e come si eliminano le coste.

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