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Sarde a beccafico

Sarde a beccafico di Eduardo di Maggio…..E per le feste prossime vi consiglio questo piatto tradizionale siciliano, gustoso e profumato….

  • DifficoltàMedia
  • Tempo di preparazione1 Ora
  • Tempo di cottura20 Minuti
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana

Ingredienti


  • 1 kgSarde (eviscerate e aperte)
  • 200 gMollica (fresca di pane di semola di rimacino)
  • 20 gPinoli
  • 20 gUva passa
  • q.b.Olio extravergine d’oliva
  • q.b.Limoni ( a fette e spremuti)
  • q.b.Alloro
  • q.b.Sale
  • q.b.Pepe
  • q.b.Menta

Preparazione

  1. Sarde a beccafico

    Sarde a beccafico

    Preparare successivamente il ripieno sarde….. In una padella versare 2 cucchiai o più di olio extravergine d’oliva e fare appassire la cipolla , i pinoli e l’uva passa a fiamma bassa.

    Una volta fatto ciò, togliere il tutto dalla padella e metterlo da parte.

    Sempre nella stessa padella unta con l’olio di prima , versare la mollica fresca e fare leggermente dorare e ammorbidire, se necessario aggiungendo un altro cucchiaio di olio extravergine d’oliva .

    Salare e pepare. Aggiungere la menta, precedentemente lavata e tagliuzzata, e mescolare… finire di ammorbidire il tutto aggiungendo la cipolla , i pinoli e l’uva passa precedentemente cotta.

    Amalgamare il tutto e spremere il succo di 1 limone . Fare raffreddare, mescolando di tanto in tanto.

    Una volta raffreddato il composto, procedere a riempire le sarde come in foto.

    Se necessario aiutarsi con uno stuzzicadenti per chiudere la Sarda.

  2. Sarde a beccafico

    Posizionarle in una pirofila alternando con foglie di alloro e fettine di limone .

    Salare e Pepare.

    Infornare a forno preriscaldato per 20 minuti circa ventilato.

Curiosità

Il nome del piatto deriva dai beccafichi volatili della famiglia dei Silvidi. In passato i nobili siciliani li consumavano, dopo averli cacciati, farciti delle loro stesse viscere e interiora. Il piatto era gustoso ma inavvicinabile al popolo in quanto bene di lusso. I popolani siciliani ripiegarono quindi sulle materie prime che potevano permettersi ovvero le sarde. Per imitare il ripieno d’interiora si pensò di utilizzare la mollica di pane, i pinoli e poco altro

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