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ALLACCIATE IL GREMBIULE SUL SECOLO XIX

Allacciate il grembiule sul Secolo XIX

ALLACCIATE IL GREMBIULE SUL SECOLO XIX

Da quando ero bambina per me un giornale di Genova è sempre stato il Secolo XIX  ho ben chiari i ricordi di mio nonno seduto sulla poltrona in salotto sempre con il giornale in mano, che fosse per leggerlo o per coprirsi dalla luce mentre dormiva, mio nonno ha sempre avuto il Secolo XIX in mano e così anche i miei genitori.

Questo giornale e il suo inconfondibile odore di carta stampata mi ha accompagnata per tutta la vita e con tutta la famiglia perché, se prima mio nonno e poi mio papà lo leggevano tutti i giorni, mia mamma e mia nonna il giorno dopo lo utilizzavano per lavare le finestre come delle brave casalinghe o per fasciare i barattoli di conserva da mettere in dispensa.

Oggi il Secolo XIX ha per me importanza speciale perché questo 4 maggio 2020,  giorno in cui tutta l’Italia sta tentando di finire la quarantena imposta per il coronavirus e di ritornare al lavoro, a fianco a tutti gli articoli dedicati al periodo difficile che stiamo vivendo, c’è anche un’intervista a me e al mio blog ma andiamo per ordine…

Il giorno in cui Claudio Cabona mi ha telefonato dicendomi di voler fare una chiacchierata per un articolo ero convinta avesse sbagliato numero e cercasse un’altra persona e invece cercava proprio me.
È stata un’intervista particolare, ovviamente fatta al telefono, mentre ero in tuta, con una pinza in testa e chiusa in camera per non farmi mordere i piedi dal cane e per non farlo abbaiare mentre parlavo.
Claudio dopo una breve chiacchierata ha iniziato a chiedermi come la mia vita e il mio lavoro fossero cambiate in queste settimane di quarantena.
Oltre a cercare di spiegare il mio stato d’animo come cittadina e come mamma, ho tentato anche di spiegarlo dal punto di vista della Food Blogger.
In questi mesi infatti mi sono ritrovata a preparare e provare ricette che mi erano quasi totalmente estranee, ho imparato a fare vari tipi di pane, a fare la spesa una volta ogni due settimane invece che due volte al giorno e a sostituire ingredienti nelle mie ricette che prima mi sembravano indispensabili, con altri che avevo già in casa ma soprattutto ho imparato una routine diversa con la mia famiglia fatta di compromessi e di adattabilità visto che per due mesi casa nostra è diventata uno studio fotografico, una cucina, un ufficio, una scuola, una palestra e tanto altro.
Da oggi in poi dovremmo ricominciare tutti e in tutti modi possibili. Dovremmo ricominciare a lavorare, ricominciare a vivere anche se in maniera diversa e soprattutto dovremmo iniziare ad adattarci a questi nuovi mesi che verranno senza dimenticare quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo adesso.
Io che sono una persona che adora programmare la sua vita e avere ben chiari i suoi progetti futuri, in questo periodo so che l’unica cosa che potrò programmare sarà la lista della spesa per la settimana successiva, viviamo tutti alla giornata e non sappiamo cosa potrà succedere a breve ma spero che presto questo periodo sarà un ricordo, indelebile, ma un ricordo che forse quando sarà finito ci farà apprezzare davvero le fortune che avevamo prima e di cui non ci rendevamo.
Ringrazio Claudio e il Secolo XIX per l’onore che mi hanno fatto scrivendo questo articolo su di me e ho voluto scriverlo anche sul blog per ricordarmi nei prossimi anni di tutte le strane sensazioni, la paura e le eperienze che ho vissuto.
Ah… Non perdete le dirette in pagina (QUI) e il mio account Instagram (QUI)
E ora…
Beh, allacciate il grembiule…!
Lulù

Una risposta a “ALLACCIATE IL GREMBIULE SUL SECOLO XIX”

  1. Mi hai commossa,grazie Lulù,tanti auguri per questo che io trovo un importante traguardo che meriti sicuramente e meriti molto altro. Grazie davvero per tutto quello che fai per me ogni giorno.Federica E.

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