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Vino novello 2013: dal 30 ottobre sul mercato

novello macchia

Il vino novello  è arrivato. Dal 30 ottobre 2013 è possibile trovarlo sul mercato. Il 2013 è stato un anno particolarmente caldo che ha influito sulla maturazione delle uve e sulla loro conseguente vendemmia. Infatti è come l’anno scorso: la Coldiretti ha deciso di anticipare di qualche giorno la commercializzazione di questo vino che si produce e si consuma con sempre più successo.

Evviva il novello

La novità sicuramente non renderà felici i grandi degustatori, che da sempre, snobbano il vino novello, considerandolo quasi ” un vinello” troppo costruito, troppo finto, troppo tecnologico, di troppa facile beva e magari di troppi facili guadagni per chi lo produce. Per il suo contenuto alcolico, questo vino, infatti ha una durata breve con dei profumi vinosi ma non duraturi. Esso infatti tende ad esaurirsi entro un anno. Il consiglio è quello di consumarlo preferibilmente entro 6-12 mesi.

In vendita 4 milioni di bottiglie di novello

Via libera allora alla vendita di circa 4 milioni di bottiglie di vino novello, nonostante il calo produttivo del 30%. Dominano il panorama vinicolo il Veneto, la Toscana, il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna e la Sardegna, che insieme realizzano il 70% della produzione nazionale. Attualmente le doc  che prevedono la tipologia novello sono circa 60, mentre altre 160 sono igp.

novello

Il vino novello nel bicchiere

Il vino novello ha dei profumi tipici di frutta rossa e fiori freschi, deve avere una gradazione inferiore agli 11 gradi, va servito fresco ed è il compagno ideale per un pasto semplice. La tradizione impone l’abbinamento vino cibo con il prodotto principe della stagione, le caldarroste, ma ci si può sbizzarrire con abbinamenti più particolari, come con antipasti a base di salumi e formaggi (il tipico tagliere), ma anche con primi piattiarrostie selvaggina.

Qualche nota sul novello

Per capire perché il vino novello assume queste sfumature vinose molto gradevoli, da renderlo bevibile in così poco tempo, è necessario sapere che esso nasce da una vinificazione particolare, definita “macerazione carbonica“. L’uva anziché essere pigiata, viene vinificata intera all’interno di serbatoi ermetici in cui, tolta l’aria e sostituita dalla anidride carbonica, macera (da qui il nome) per una decina di giorni. La vinificazione in questo ambiente particolare, determina l’estrazione di quegli aromi floreali di rosa e fruttati di fragola che sono caratteristici del vino, rendendolo già pronto e gradevole all’atto della svinatura.

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Phot0Credits: flickr.com/photos/jmorenocobo/2959503288, photos/un_barcelones/131623988.

Fonti: Confcommercio, Ais Piemonte, fonti private.

Pubblicato da mara

a tutto c'è un perchè..il mio è vino e cucina.e a ciascuno il suo....

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