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La cucina sostenibile

viversano e antispreco

marmellate e creme

Miele Ossolano, lo zucchero di montagna

  miele ossolano

Oro che cola

“Un mondo senza api? Non esisterebbe” diceva Albert Einstein. Se ci soffermassimo a parlare solo delle proprietà del miele sarebbe da scriverci un libro: antibatterico, nutritivo, cosmetico, rigenerante. Insomma il miele ed in particolare il miele ossolano è a tutti gli effetti un toccasana per il corpo e per la mente.

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Energia allo stato puro

Il miele è un alimento 100% naturale che procura energia, grazie alla sua ricchezza in glucidi; tanta tantissima energia assimilabile fin dai primi minuti successivi alla sua ingestione.

L’interesse dietetico da parte di chi pratica sport è d’obbligo. Agli sportivi infatti viene consigliato di consumare miele prima, durante e dopo una competizione, essendo l’alimento ideale perché, oltre a fortificare i muscoli, aumenta anche la resistenza fisica e mentale e favorisce un veloce recupero anche dopo grandi sforzi.
Sostituire lo zucchero con il miele diventa sicuramente una scelta giusta, sana e consapevole.

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Crema pasticcera o crema della nonna

 

crema pasticcera

La crema della nonna che ai giorni nostri è ormai conosciuta con il nome di crema pasticcera, è forse la crema più utilizzata nel mondo.
Bigné, millefoglie, babà, cannoli o cannoncini, Torta St. Honoré…In altre parole la crema pasticcera è indispensabile. Il suo successo è dovuto soprattutto alla sua consistenza cremosa che spinge i più golosi a divorarla con il cucchiaino.

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Come si prepara la crema della nonna, ricetta base

E’ da sapere che la crema pasticcera è anche una delle farciture più difficile da preparare; gli ingredienti vanno dosati e miscelati in maniera perfetta per evitare i grumi in cottura. Inoltre può essere arricchita con diverse varianti come scorze di limone e arancia, cioccolato, rhum e uvetta, caffè, spezie, cocco e pistacchio.

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Marmellata di more di rovo e lavanda

marmellata di more di rovo e lavanda

Come si può resistere passando accando ad un cespuglio pieno zeppo di more nere e luccicanti e non pensare alla marmellata di more? Ci ho provato per due giorni, il terzo le ho raccolte. L’idea era quella di preparare il gelato, poi la mia lungimiranza mi ha portata alla preparazione di qualche vasetto di marmellata di more di rovo e lavanda per l’inverno. Un profumo indescrivibile, una bontà unica. Con pochi centesimi e un po’ di sacrificio, ecco una golosa conserva pronta per i periodi freddi.

Marmellate per tutti i gusti

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Crostata al cacao con marmellata di cachi

 

crostata cacao marmellata di cachi

Se c’è un frutto di cui si sente parlare poco e il cui utilizzo è riassunto in poche ricette, quello è il cachi. Ed è un peccato perché è davvero delizioso e versatile. Eccolo in versione golosa, ovvero in veste di marmellata racchiusa da un guscio di pasta frolla al cacao. Abbinamento cachi-cacao? Perfetto. Voilà la crostata al cacao con marmellata di cachi.

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Marmellata di pere e camomilla

marmellata di pere

Ecco un’altra deliziosa marmellata da gustare in ogni momento della giornata. !00% naturale, la marmellata di pere e camomilla è perfetta per la colazione e per la merenda dei bambini e non solo. Semplicissima da preparare, golosa e irresistibile. Da provare assolutamente.

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COLTIVARE LA CAMOMILLA

Cosa ne dite di coltivare la camomilla sul balcone? E’ bella da vedere, attira farfalle e vi darà ottimi fiori da essiccare.
Seminare a fine inverno (se il clima lo consente) o inizio primavera direttamente a dimora, a spaglio o in file distanti 40 cm. Germina in 10-14 giorni.

Gradevole e rilassante alternativa al the, la camomilla è una pianta annuale a portamento strisciante, che diventa eretto in piena fioritura raggiungendo un’altezza di 40 cm.
Della camomilla si utilizzano in infusione i capolini raccolti durante la fioritura e essiccati.
I delicati fiori della camomilla hanno anche un valore ornamentale, e la pianta posta in esposizione abbastanza soleggiata produrrà un grazioso cespuglio colorato, che attrarrà farfalle e altri insetti pronubi.
(Tratto da erbeincucina.it)

INGREDIENTI PER UN PAIO DI VASETTI PICCOLI:

  • 500 g di pere
  • 250 g di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di camomilla
  • 1 cucchiaio di pectina
  • 1 bicchiere di acqua

Per preparare questa marmellata, potete utilizzare anche le bucce delle per.  Io ho già provato. Risultato favoloso. Leggete QUI la ricetta..

PREPARAZIONE:

  1. Scaldate l’acqua in un pentolino e lasciate in infusione la camomilla (fatela molto forte) per 15-20 minuti.
  2. Nella pentola versate le pere a pezzetti, aggiungete l’infuso di camomilla e lasciate cuocere pochi minuti.
  3. Continuate la cottura per 30 minuti circa.
  4. Trascorso il tempo unite lo zucchero, la pectina e proseguite la cottura per altri 30 minuti o fino a che non vi sembrerà di aver ottenuto la giusta consistenza.
  5. Fate la prova del piattino: mettete un pochino di marmellata su un piattino, attendete un minuto e girate il piattino sottosopra. Se la marmellata non cade è pronta.
  6. Trasferite la marmellata di pere e camomilla ancora bollente nei vasetti.
  7. Chiudete i vasetti e fate raffreddare.
  8. Conservate in un luogo fresco.

MARA TOSCANI

Marmellata di arance e camomilla

marmellata arance e camomilla

Io adoro le arance. Non parliamo della marmellata poi. E siccome vorrei gustarmela “home made” per tutta l’estate, ho pensato di sacroficare le ultime belle arance sul mercato per autoprodurmela. Ma non una marmellata qualsiasi, ho deciso di fare la marmellata di arance e camomilla. Avete capito bene, camomilla. I suoi fiori hanno un profumo inebriante e sono perfetti per finire dritti dritti nella marmellata di arance.

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Crema dessert veg al cioccolato

crema cioccolato

Perfetta per farcire i dolci oppure semplicemente da mangiare a cucchiaiate. La crema dessert veg al cioccolato è squisita, facile e veloce da preparare. Ideale per la merenda dei bambini perché priva di grassi e colesterolo e perché no, anche se moderatamente, per chi ci tiene alla linea. Allora cosa aspettate?

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Crostata alla barbabietola con marmellata ai frutti di bosco

crostata alla barbabietola e marmellata

E dopo i biscotti ecco la crostata. Da quando ho scoperto la barbabietola nell’impasto, la adoro. E poi quel colore rosa mi rallegra e piacerà a tutti. Assicurato. Ecco la mia crostata alla barbabietola con marmellata ai frutti di bosco. Semplice, vegan, adatta ai bambini.

Qui trovi la ricetta dei biscotti alla barbabietola

biscotti barbabietola 400

E se ti piacciono i biscotti, vedi anche:

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Plumcake veg di carote e nocciole

plumcake-nocciole-carote

Oggi vi propongo un dolce vegan molto goloso, ricco di nutrienti e tanta fibra: plumcake veg di carote e nocciole.
Dovete sapere, infatti, che la maggior quantità di fibra (importantissima per il nostro benessere), si trova nella buccia di frutta e verdura. E noi allora utilizzeremo bucce di carote e scarto di centrifuga per creare e farcire il nostro plumcake.
Potete anche utilizzare una  semplice marmellata ai frutti di bosco e preparare il plumcake con le carote. E’ una ricetta semplice e molto golosa. Adatta ai bambini e non solo. Questo plumcake si può congelare.

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Ingredienti per il plumcake:

  • 300 g di farina 0
  • 300 g di farina di nocciole
  • 200 g di zucchero di canna
  • 200 ml di latte di mandorla, di soia o di riso
  • 200 g di marmellata eco o ai frutti di bosco
  • 100 g di amido di mais o fecola di patate
  • 80 ml di olio extravergine d’oliva
  • 4 carote medie grattugiate con la buccia (biologiche)
  • 50 g di granella di nocciole
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale

Procedimento:

  1. Mescolate la farina di nocciole, la farina bianca, il lievito per dolci e lo zucchero di canna.
  2. Aggiungete a filo l’olio extravergine d’oliva, il latte e le bucce di carote grattugiate con la buccia.
  3. Versate più di metà del composto in una teglia da plumcake ben oliata e infarinata, oppure ricoperta di carta da forno bagnata e ben strizzata,  farcite con la marmellata e ricoprite con il restante impasto.
  4. Livellate l’impasto con l’aiuto di un cucchiaio bagnato e cospargete con granella di nocciole e poco zucchero di canna.
  5. Potete preparare anche il plumcake classico senza farcitura e farcirlo una volta freddato con l’aiuto di un sac à poche a bocca larga, bucando il fondo oppure tagliandolo a metà e farcendolo completamente.
  6. Infornate in forno preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti.
  7. Sfornate il plumcake veg di carote e nocciole, lasciatelo raffreddare e trasferitelo su un piatto da portata decorando con zucchero a velo e carote tagliate a bastoncino.

 

Preparazione della marmellata

Ingredienti:

  • 200 g di polpa di scarto della centrifuga
  • 100 g di zucchero di canna

 

Procedimento:

Siamo in autunno, quindi scegliamo frutta autunnale per la centrifuga: via a melograno, susine, mele, pere. Cercate di usare sempre le mele, perché contengono la pectina un addensante naturale, utile per la riuscita della marmellata. La centrifuga accompagnerà egregiamente il plumcake di nocciole e bucce di carote con marmellata eco.

  1. Mettete semplicemente la polpa di scarto della centrifuga e lo zucchero in una pentola con 1 dl scarso di acqua.
  2. Portate a ebollizione.
  3. Lasciate bollire per 20 minuti.
  4. Lasciate raffreddare.

La marmellata in eccesso potete conservarla per un anno in vasetti sterilizzati, ben chiusi e lasciati capovolti per una notte intera prima di riporli in dispensa.

Questa ricetta è stata scritta e fotografata da me per il sito “saporinews.it”.

Mara Toscani

Treccia di pan brioche veg con marmellata di arancia e zucca

 

pan brioche

Il pan brioche è il pane dolce che più mi piace. La sua sofficità e la sua versatilità ci permette di prepararlo nei modi più svariati. Si può anche preparare con le forme più diverse, da trecce a ghirlande, a brioche classiche. Insomma, il pan brioche è davvero un pane, che oltre che buonissimo, ci permette di sbizzarrirci in cucina.
La mia versione è vegan, il pan brioche vegan viene quindi privato di latte e latticini, uova e qualsiasi ingrediente di origine animale.
Oggi treccia di pan brioche con marmellata di arancia e zucca.

Vedi anche:

 

Ingredienti:

  • 500 gr farina manitoba
  • 200 g di marmellata di arancia e zucca
  • 150 gr zucchero di canna
  • 180 ml acqua tiepida
  • 50 ml olio di semi
  • 70 ml olio evo
  • 150 g di lievito madre
  • 1/2 bicchiere di latte di soia
  • semi di sesamo
  • 1 pizzico di sale

pan brioche fetta

Preparazione:

  1. In una ciotola, o nella planetaria, mettete la farina, il sale, lo zucchero e il lievito madre sciolto precedentemente nel latte di soia.
  2. Mescolate con cura, versate l’olio di semi e l’olio evo. Iniziate a mescolare aggiungendo man mano l’acqua tiepida. Impastate con le mani per 10 minuti.
  3. Coprite la ciotola con della pellicola trasparente, riponetela in un luogo tiepido e lasciate lievitare per almeno 2-3 ore.
  4. Sgonfiate l’impasto e stendetelo. Dividetelo in tre parti. Ottenete 3 strisce che farcirete lateralmente con la marmellata di arancia e zucca. Richiudete le strisce sigillandole.
  5. Intrecciate le strisce ottenendo una treccia. Sigillate gli estemi.
  6. Trasferite su una teglia ricoperta di carta da forno, spennellate con poco latte di soia mescolato a zucchero o a melassa la superficie e distribuite i semi di sesamo.
  7. Lasciate lievitare per un’altra ora.
  8. Se vi gusta potete distribuire anche ulteriore marmellata sulla superficie, tra le fenditure dell’impasto.
  9. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 40-45 minuti circa.
  10. La treccia si può consumare tiepida o fredda.

Mara Toscani

Crostata crudista con scarto di spremuta, zucca e zenzero

crostata crudista

Premetto: non seguo l’alimentazione crudista, ma spesso mi piace sperimentare piatti nuovi. E poi se penso a quanta energia sprechiamo e quanto cibo gettiamo ogni giorno, cerco d’impegnarmi il più possibile per creare piatti che facciano del bene a noi e all’ambiente. Ecco il mio primo “esperimento crudista” : crostata crudista con scarto di spremuta, zucca e zenzero. Favolosa!!

“La cucina crudista è sicuramente una delle più basse per impatto ambientale, principalmente per l’utilizzo di materie prime esclusivamente vegetali. In secondo luogo perchè in gran parte delle ricette si usa pochissima energia ed acqua, rispetto alle cotture tradizionali, un motivo in più per provarla. L’essiccatore molto usato nella cucina crudista (super presente anche in Ecocucina) consuma come una lampadina per cui, anche se viene fatto funzionare per diverse ore, ha comunque un basso consumo di energia.” Cit. Lisa Casali

Il nuovo concetto di “Crudismo Intelligente” di nutrizione.it

Dopo diversi anni di esperienza con una nutrizione vegana e crudista è stato coniato questo nuovo termine: “Crudismo Intelligente”. Il miglior modo di avere successo con una dieta vegana crudista è quello di approcciarsi gradualmente.
Il concetto più importante da tenere bene a mente è che passando ad uno stile di vita veramente naturale quale il crudismo, stiamo facendo compiere al nostro corpo una vera e propria metamorfosi, in cui il sistema immunitario dovrà piano piano ripulire ogni organo dai pesanti residui della vecchia alimentazione sostenuta per anni.

I 6 errori da evitare

Ci sono alcuni errori sicuramente da evitare nel fare questo percorso virtuoso e conoscerli ti renderà sicuramente la strada più facile, evitando di perdere tempo:

  1. L’errore più comune è quello proprio di avere un eccessivo entusiasmo e inserire dall’oggi al domani enormi quantità di frutta e verdura cruda della dieta… Questo rischia di creare processi fermentativi, dovuti non alla frutta e verdura in sé, ma dai vecchi residui che entrano in contatto con le fibre vegetali;
  2.  Un altro errore comune è quello di pensare che crudo = salutare… niente di più lontano dalla verità; è imperativo evitare di consumare una eccessiva quantità di grassi quali semi, noci, avocado, noci di cocco; questi alimenti vanno inclusi, ma bisogna dare priorità a frutta e verdura;
  3.  Non rispettare le giuste associazioni di cibi può rivelarsi un errore sgradevole; la frutta và necessariamente consumata da sola e il modo migliore di digerire e assorbire i nutrienti è quello di seguire un regime dissociato, quindi stare attenti a non mischiare proteine e carboidrati;
  4.  Confrontare la quantità di energia del cibo crudo usando le calorie come unità di misura può rivelarsi ingannevole: spesso i cibi cotti industriali ritenuti più ricchi di energia e nutrienti ( come la pasta bianca), sono in realtà cibi morti, mentre nutrirsi di una quantità inferiore di cibi vivi e naturali può apportare una quantità e qualità di energia effettiva decisamente superiore;
  5.  Spaventarsi di eventuali effetti disintossicanti quali eccessiva magrezza iniziale, pesantezza, mal di testa. Molto spesso, come già sottolineato nell’articolo, il regime crudista “scioglie” i depositi di muco e tossine accumulate o di minerali inorganici depositati, e questo può portare a degli sgradevoli effetti disintossicanti…
  6. Anche se ultimo, l’errore più fatale si rivela spesso quello della eccessiva rigidità mentale: disintossicarsi dalla dipendenza dal cibo cotto è difficile e può esserci una richiesta del nostro organismo di fare un passo indietro e rallentare il processo di cambiamento. Importante assecondare e ascoltare la saggezza del nostro corpo, cercando di trattarlo con saggezza e aiutandolo a trovare il suo giusto equilibrio, che può variare da persona a persona.

Ingredienti per 6 persone:

  • 280 g di biscotti secchi ( i biscotti secchi non sono crudisti. Sostituiteli con farina d’avena, farina di nocciole e farina di mandorle in uguali quantità)
  • 80 g di amaretti (potete evitarli e sostituirli con ulteriore farina di mandorle)
  • 180 g di margarina o burro di sesamo
  • 80 g di zucca marina di chioggia (o butternut)
  • 100 g di scarti di spremuta d’arancia
  • 100 g di albicocche secche
  • 50 g di zucchero di canna
  • 1 radice piccola di zenzero

Preparazione:

  1. Sbriciolate i biscotti e gli amaretti in un mixer poi unire la margarina morbida e frullate fino ad ottenere uno sbriciolato piuttosto fine.
  2. Compattate questo composto in uno stampo da crostata di 22 cm con fondo removibile sia alla base che sui bordi a formare il guscio di una crostata.
  3. Mettete il tutto in freezer per almeno un’ora.
  4. Mettete lo zucchero in una padella e lasciatelo caramellare leggermente.
  5. Nel mixer frullate le albicocche secche con la zucca tagliata a cubetti piccolissimi.
  6. Aggiungete acqua se necessario e unite la polpa di scarto della spremuta.
  7. Aggiungete il mix frullato allo zucchero e se s’indurisce aspettate e vedrete che tornerà cremosa. Al massimo potete aggiungere ancora acqua.
  8. La fiamma deve essere bassa e la temperatura non deve superare i 45° C.
  9. Lasciate raffreddare la marmellata, farcite la crostata e mettete in frigo fino al momento di servire.

Mara Toscani

Marmellata di cipolle e bucce di agrumi

composta cipolle e arancia

E’ arrivato il momento di preparare le conserve. In estate è così goloso racchiudere i profumi e i sapori di frutta e verdura in tanti vasetti. Oggi lo facciamo in modo ecosostenibile, utilizzando le bucce degli agrumi, che spesso gettiamo. Ecco la marmellata di cipolle e bucce di agrumi, una golosa conserva da abbinare ai formaggi e a piatti importanti di carne. Ideale anche da regalare.

Ingredienti:

  • 100 g di bucce di arance, pompelmi, limoni
  • 100 g di cipolle bianche e rosse
  • 100 g di zucchero
  • 40 ml di aceto di mele
  • pizzico di sale
  • peperoncino o senape ( facoltativi)

Preparazione della marmellata di cipolle e bucce di agrumi:

La marmellata di bucce richiede un po’ di tempo, anzi molto tempo, ma se preparata in quantità elevata, la si può conservare per molto tempo.
Le proporzioni di bucce e zucchero sono 1:1, per cui per ogni 100 g di bucce di arancia, si aggiungono 100 g di zucchero. Io ho usato bucce di limoni , arance e pompelmi in proporzione variabile (scegliete quello che vi piace di più o quello che avete a disposizione). Quando li si consuma, basta conservane le bucce in un contenitore ermetico e appena si ha il tempo preparare la marmellata. Io lo faccio la sera mentre cucino.
Si inizia il procedimento con la cottura delle bucce, che devono essere tagliate a julienne, ovvero a striscioline piuttosto fini, e bollite in acqua per ben 5 volte, avendo cura di buttare ogni volta l’acqua e aggiungerne di nuova.
Una volta terminato di bollire le bucce di agrumi, si getta l’acqua, si aggiunge la quantità di zucchero pari a quella delle bucce, la pectina o fruttapec 1:1 (lo si trova in qualsiasi supermercato) e tanta acqua sufficiente a coprire il tutto.
Si aggiungono le cipolle bianche e rosse tagliate a pezzetti.
Si fa bollire il composto di frutta, acqua, zucchero e cipolle rosse fino a quando l’acqua non si sarà assorbita.
Io di solito faccio una cottura lunga di circa 90 minuti a fuoco medio basso con coperchio con gli ultimi 10 minuti senza coperchio.

Ecco altre golose conserve:

Conserva di verdure estive sott’olio Conserva di verdure estive

Dado granulare ecosostenibile Dado granulare ecosostenibile

Conserva di pomodorini facilissima Conserva di pomodorini semplicissima

 

Pesto eco di zucchine e basilico Pesto di zucchine e basilico

Gelatine con bucce di pesca e zenzero

gelatine pesca

I bambini amano le caramelle. E non solo i bambini. Avete mai pensato di prepararle in casa e di non comprare quelle piene di conservanti? E se le preparassimo con ingredienti anti spreco come le bucce di pesca? Esatto, proprio le bucce di pesca, quelle che di solito scartate quando fate frullati o macedonie. Vietato sprecare con i tempi che corrono. Ecco la ricetta delle gelatine con bucce di pesca e zenzero, per un’alimentazione sana, anti spreco all’insegna dell’ ecosostenibilità e del buon vivere.

Bucce di pesca e frutta: rimedi cosmetici naturali

Sia che ti piaccia per le sue vitamine o vuoi aggiungerla in una maschera per un più di brillantezza alla pelle, la pesca è un frutto degno di ulteriori indagini. Ricca di potassio e Vitamina A, elementi che aiutano a rivitalizzare e idratare la pelle, le bucce di pesca possono rinforzare il sistema immunitario, liberano le tossine dal corpo e mantengono la pelle sana.
La buccia di banana è un eccellente aiuto per la pelle durante il processo di guarigione. Se ti sei graffiata o fatta male, strofina la zona con una buccia di banana e vedrai che guarigione veloce, senza cicatrici sgradevoli. Le punture di zanzara possono a loro volta essere “addolcite” dal tocco di una buccia di banana.
Hai bisogno di una pedicure estiva veloce? Allora strofina la buccia e polpa di papaya sulla pianta del piede per ammorbidire la pelle e per prevenire la pelle screpolata. La papaya è ricca di Vitamina A e perciò libera la zona delle proteine inattive e rimuove le cellule morte. La puoi utilizzare anche come maschera facciale per l’esfoliazione. Massaggia il viso con buccia di papaya e lascia agire cinque minuti prima di risciacquare con acqua tiepida. Fai attenzione a non superare il tempo suggerito, perché questa maschera può seccare la pelle.
La buccia rigida del kiwi non ha un buon sapore, ma porta con sé altri benefici cosmetici! Contiene tre volte più antiossidanti rispetto alla polpa, antiossidanti che offrono proprietà antiinfiammatorie e antiallergiche. Aggiungi la buccia di kiwi nel frullatore insieme alla polpa della banana per utilizzare le loro proprietà positive nella dieta.
La buccia di patata ti può aiutare a sbarazzarti dei capelli grigi in un modo naturale. Fai bollire le bucce di patate per 30 minuti e lascia raffreddare, poi utilizza questa acqua sotto la doccia, dopo il lavaggio con il tuo shampoo preferito. La tecnica scurirà gradualmente i capelli grigi, permettendoti di non ricorrere agli ingredienti chimici aggressivi contenuti dalla tinta per capelli.

 

Ingredienti per 20 gelatine:

  • la buccia di 3 pesche medio-piccole
  • 300 ml di acqua
  • 150 g di zucchero
  • 1 pezzetto di zenzero fresco
  • 3 fogli di gelatina

Procedimento:

  1. Lavate e sbucciate le pesche, conservate la polpa per un buon frullato o una fresca macedonia.
  2. Tritate la buccia grossolanamente e frullatela nel mixer con lo zenzero a pezzetti piccoli, aggiungendo un cucchiaio d’acqua.
  3. Trasferite il composto in una piccola pentola, a cui aggiungerete l’acqua e lo zucchero.
  4. Lasciate sobbollire a fuoco medio per almeno 15 minuti, rigirando spesso con un cucchiaio di legno.
  5. Lasciate intiepidire per 5 minuti e unite i fogli di gelatina ben strizzati.
  6. mescolate e lasciate raffreddare per altri 5 minuti.
  7. Versate il tutto in una pirofila o un contenitore rettangolare o quadrato rivestiti di pellicola trasparente.
  8. Raffreddate le gelatine in frigorifero in frigorifero per 3-4 ore.
  9. Rovesciate il composto sul tavolo, eliminate la pellicola delicatamente e tagliate a cubetti.
  10. Cospargete le gelatine con bucce di pesca e zenzero con zucchero semolato, se vi piace.
  11. Ottima per aspic di frutta e per ricoprire crostate di frutta.

 

Fonti: http://www.salute-e-benessere.org

Ecco altre due ricette con le bucce di pesca:

Crema ghiacciata con bucce di pesca, maggiorana e cioccolato Crema ghiacciata con bucce di pesca, maggiorana e cioccolato

 

Crostata con bucce di pesca caramellate, cocco e pinoli Crostata con bucce di pesca caramellate, cocco e pinoli

Pavlova del riciclo

pavlova riciclo BLOGIl 13 e il 14 febbraio a Milano presso il Centro Congressi Fondazione Stelline, si terrà la seconda edizione del forum Wi Green, in cui lo spreco alimentare, ambientale ed economico saranno al centro dell’attenzione.
Le mie ricette saranno presenti nel laboratorio di cucina ecosostenibile. Ecco il dolce che presenterò, in anteprima. Pavlova del riciclo.

WiGreen è il forum in cui si confrontano realtà diverse, ma unite dall’agire per la salvaguardia dell’ambiente, nel tentativo di minimizzare gli impatti e rendere sostenibili stili di vita e attività produttive.

1,3 tonnellate di cibo sprecate ogni anno nel mondo (dato FAO)

76 Kg di cibo sprecati annualmente da ogni Italiano

8700 milioni di euro il costo, per l’Italia, dello spreco di cibo nella sola fase di consumo

90000 cm quadrati di suolo italiano consumati ogni secondo

 

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 fette di Panettone, Pandoro, Colomba o torta avanzata
  • 125 ml di panna montata
  • 2 meringhe
  • marmellata di mirtilli o mirtilli freschi, fragole o lamponi

Procedimento:

  1. Prendete le fette di Panettone, Pandoro o Colomba e tagliatele a cubetti.
  2. Disponete i cubetti di torta o di quello che avete sul fondo di tre bicchieri. Bagnate con acqua e zucchero e aggiungete della marmellata o della frutta fresca.
  3. Aiutandovi con un sac à poche distribuite la panna montata sui cubetti.
  4. Spezzettate delle meringhe e distribuitele nel bicchiere.
  5. Terminate il dessert con dell’altra marmellata o della frutta fresca.

 

Visitate il sito Wi Green, sapere è un dovere.

Be cool, save the planet!

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Krapfen al forno

krapfen al forno

Tempo di Carnevale e di dolci, tanti dolci. Come scrive Stefania del blog Formine e mattarello da cui ho tratto la ricetta, ancora dobbiamo smaltire i postumi natalizi, che ci ritroviamo di già seduti intorno a un tavolo a festeggiare. E per farlo, senza troppi rimorsi e senza ingrassare troppo, ecco che prepareremo dei golosissimi krafpen al forno. Si, avete ragione, i krapfen si friggono, ma dai, proviamoli così. Fidatevi. E leggete la storia dei krapfen e le vere ricette originali.

Krapfen o bombolone?

Articolo di Pina Tedeschi

L’origine del termine krapfen ha una doppia interpretazione: la prima farebbe riferimento all’antico tedesco krafo (frittella), per la forma allungata del dolce. La seconda, la legherebbe al nome della pasticcera austriaca Veronica Krapft, che avrebbe inventato una sorta di frittella tonda rigonfia, farcita con un cucchiaio di marmellata.
Il krapfen è un dolce di origine austriaca, della zona di Graz, veniva realizzato nel periodo del carnevale e venduto caldo dai pasticcieri direttamente per strada. Questo bombolone fu poi portato a Vienna, allora capitale dell’Impero, diffondendosi tra aristocratici e borghesi, in alternativa alla famosa Sackertorte. Dall’Austria si diffuse poi nei territori confinanti del Lombardo-Veneto e soprattutto del Trentino.
La sua fama avvenne dapprima nelle aree di lingua tedesca, infatti il krapfen era già conosciuto nel ‘600 in Baviera con il nome di Faschingsk Krapfen auf Grazer Art (krapfen di carnevale al modo di Graz) e successivamente si diffuse nell’attuale Trentino, che ancora oggi segue la tradizionale ricetta austriaca.
Dal gusto ricco e dal ripieno morbido, questo dolce è presente in molte regioni italiane con vari nomi: bomba nel Lazio, bombolone nelle regioni centro-settentrionali, in particolar modo in ToscanaRomagna, graffe inCampania, crafencrafenkrafelkrafenkrafeln nelle restanti regioni; tutti si riferiscono ad una frittella dolce preparata con pasta lievitata a forma di palla o di ciambella, farcita con diverse salse, dalla marmellata alla crema, e tocco finale, una spolverizzata di zucchero.
Il bombolone o krapfen, nonostante sia un dolce tipico del Carnevale, viene preparato in ogni periodo dell’anno. In Italia  è spesso consumato per colazione o per merenda.
I migliori bomboloni in Italia, che seguono la ricetta tradizionale di Graz, si possono ancora trovare a Modena. Questa città, essendo stata capitale di un Ducato e dalla Restaurazione in poi, governata dal ramo della dinastia asburgica degli Estensi, favorì l’arrivo a corte di pasticcieri e cuochi provenienti dall’Austria che portarono questo tradizionale dolce molto apprezzato. Successivamente la ricetta del krapfen uscì fuori dal palazzo ducale per dilagare tra i borghesi modenesi. La diffusione del krapfen in questo territorio ne ha permesso la  trasformazione della natura del dolce e il suo stesso nome, modificato in “bombolone”.
La ricetta originale prevedeva ingredienti essenziali: farina, lievito, latte, uova, zucchero, un pizzico di limone, un po’ di sale e strutto, da utilizzare per rendere omogeneo l’impasto, ma soprattutto per la frittura. La tradizionale farcitura utilizzata era la marmellata d’albicocche, che doveva essere messa all’interno del krapfen prima della sua cottura per diffondere l’aroma e il gusto nell’intera preparazione; infine, veniva decorato con zucchero a velo.
Oggi lo strutto è raramente impiegato in cucina per la sua alta percentuale di grassi e per l’aroma piuttosto forte dopo la frittura. Per questo i bomboloni vengono fritti quasi sempre nell’olio (in genere va sostituito almeno ogni due fritture con olio nuovo e molto bollente) e nell’impasto si usano burro o margarina. Ciò che rende inconfondibile questo dolce, è il ripieno: oltre alla tradizionale marmellata di albicocche, possono essere farciti con crema pasticcera, cioccolato o diverse salse alla frutta.
Alcuni importanti accorgimenti riguardano la farcitura e la decorazione. Infatti il krapfen va farcito prima della cottura e mai dopo, per evitare che la siringatura della marmellata si concentri in una sola parte e non ne diffonda il gusto a tutta la pasta. Un vero bombolone non è guarnito con zucchero semolato, ma con zucchero in polvere, perché si presta meglio alla spolverata omogenea su tutta la superficie del bombolone quando è ancora bollente.

Ingredienti per 8-10 krapfen:

  • 300 gr. di farina manitoba
  • 70 gr. di zucchero
  • 2 uova
  • 60 ml. di latte
  • 70 gr. di burro sciolto freddo
  • 1/2 bustina di lievito di birra secco o 1/2 cubetto di quello fresco
  • 1 pizzico di sale
  • 1/2 cucchiaino di buccia grattugiata di arancia
  • 1/2 cucchiaino di buccia grattugiata di limone
  • l’interno di 1/4 di bacca di vaniglia
  • crema pasticcera o crema al cioccolato oppure confettura di albicocche
  • zucchero a velo

 

Procedimento:

  1. In una ciotola fate sciogliere il lievito con il latte appena tiepido e metà dello zucchero e fate riposare nel forno con la luce accesa o in un posto caldo per circa 30 minuti.
  2. Nel recipiente dell’impastatrice mettete la farina con il rimanente zucchero ed azionatela, aggiungete il lievito con il latte messo a riposare in precedenza, le uova e continuando a lavorare aggiungete la buccia grattugiata di arancia e di limone, la vaniglia.
  3. Continuate a impastare finché otterrete un impasto liscio, quindi aggiungete il sale e il burro poco per volta, facendolo incorporare bene al resto degli ingredienti.
  4. Quando gli ingredienti saranno ben amalgamati e l’impasto sarà bello liscio toglietelo dall’impastatrice anche se è un po’ appiccicoso e aiutandovi con un po’ di farina mettetelo in un recipiente e coperto a riposare in frigorifero per 60-90 minuti.
  5. Su una spianatoia stendete l’impasto di uno spessore di circa 2,5 cm. e ritagliate con un coppa pasta di 6 cm di diametro dei dischetti, metteteli su una placca da forno rivestita con l’apposita carta e distanziati fra di loro. Copriteli con un sacchetto per alimenti e metteteli in forno con la luce accesa oppure in un luogo caldo a lievitare per altre 2 ore.
  6. Quando i krapfen saranno ben lievitati cuoceteli in forno caldo a 180° per circa 15 minuti o comunque finché assumeranno il classico colore dei krapfen.
  7. Quando si saranno raffreddati farciteli con crema pasticcera o crema al cioccolato oppure con confettura di albicocca, quindi spolverizzate con lo zucchero a velo. Voilà i krapfen al forno.

 

Ricetta tratta dal blog Formine e Mattarello di Stefania.

Mud cake all’arancia e cioccolato bianco

Mus cake all'arancia e cioccolato bianco

Lo sapete che non manca molto a San Valentino? Avete pensato a cosa preparerete alla vostra dolce metà? Le idee sono sempre tante e il cioccolato è il principe tra gli ingredienti. Cosa ne dite se aggiungiamo anche la dolcezza e la genuinità dell’arancia? Uniamo il tutto e guardate cosa prepariamo: mudcake  all’arancia e cioccolato bianco. Torta soffice e delicatissima arricchita da succo e scorze d’arancia, farcita da una vellutata crema al cioccolato bianco e per finire una carinissima  e dolce decorazione. Cosa ne dite? Corriamo in cucina?

MUD CAKE ALL’ARANCIA E CIOCCOLATO BIANCO

Ingredienti per 2-3 tortine a forma di cuore:

  • 90 g di farina
  • 50  g di zucchero bianco
  • 30 g di zucchero grezzo
  • 70 g di burro morbido
  • uova  medio-grandi
  • 1 arancia non trattata
  • 4 g di  lievito vanigliato

Ingredienti per la crema (ganache) al cioccolato bianco:

  • 300 g di cioccolato bianco
  • 125 di panna

Procedimento:

  1. Lavate l’arancia, grattugiate la buccia e spremetene il succo.
  2. Imburrate e infarinate le piccole tortiere a forma di cuore.
  3. Separate albumi e tuorli, montando a neve ferma i primi e mettendo da parte i tuorli.
  4. Nella planetaria lavorate il burro con lo zucchero, unite i tuorli, incorporandoli uno alla volta.
  5. Aggiungete poco alla volta la farina setacciata con il lievito, la buccia delle arance, il loro succo e amalgamate bene.
  6. Unite gli albumi montati e neve molto delicatamente, mescolando a mano, dal basso verso l’altro evitando di sgonfiare il composto.
  7. Versate il composto nelle tortiere.
  8. Cuocete i mud cake all’arancia e cioccolato bianco in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti circa.
  9. Lasciate raffreddare e farcite con la crema al cioccolato bianco, preparata scaldando la panna (non a bollore) , avendo unito il cioccolato bianco a scaglie, avendo mescolato bene e avendo lasciato raffreddare.
  10. Decorate i mud cake all’arancia e cioccolato bianco con pasta di zucchero.

Conoscete la storia di San Valentino?

L’ origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità.

Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all’arrivo della primavera, considerata la stagione dellarinascita.
Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite, vi si spargeva il sale ed una particolare farina.

Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dei che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati). Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, il dio Lupercus.
I Luperici, l’ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori.

Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità; ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell’amore.
I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati.
Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.I padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire l’immorale Lupercus.
Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.San Valentino nato a Terni nell’anno 175 d.C. divenne così il patrono dell’amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo.
Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano. è considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.La storia di San Valentino ha due finali differenti.

Secondo una versione, quando l’imperatore Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli.Mentre la seconda versione racconta che, nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall’imperatore pazzo Claudio II che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo.
San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino fu lapidato e poi decapitato.La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d’addio che si concludeva con ” dal vostro Valentino“.
Una frase che nel tempo è diventata sinonimo di Vero Amore.

Mara Toscani

 

 

 

 

 

 

Tortino di nocciole con cuore cremoso di pere e ricotta

tortino pere e ricotta primo

Si lo so che le feste sono finite e bisogna mettersi a dieta, ma concediamoci un ultimo sgarro, una delizia per il palato, un dolce favolosamente buono e delicato, tortino di nocciole con cuore cremoso di pere e ricotta, ricoperto con un delizioso crumble alle nocciole e ripieno con una profumata crema alla ricotta e scorze d’arancia, pere caramellate allo zucchero nero muscovado. Vi sembra difficile? Per niente! Seguitemi in cucina.

Ingredienti per 6 persone
Preparazione: 90 minuti

Ingredienti per la crema:

  • 225 g di ricotta
  • 75 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di vaniglia
  • la buccia grattugiata di 1/2 arancia

Ingredienti per il croccante di nocciole:

  • 300 g di farina
  • 110 g di burro
  • 75 g di zucchero
  • 60 g di nocciole tostate e tritate
  • 2 uova medie o 1 grande
  • 2 cucchiaini di vaniglia
  • 1 cucchiaino di lievito
  • la buccia grattugiata di 1/2 arancia
  • 1/2 cucchiaino di sale

Altri ingredienti:

  • 150 g di marmellata di pere
  • 3 pere
  • 150 g di zucchero muascovado
  • 25 g di burro

Procedimento:

  1. Mescolate gli ingredienti per la crema e conservate in frigorifero coperta con pellicola.
  2. Lavorate nel mixer burro e zucchero, incorporando poi le uova. Unite le nocciole e la buccia dell’arancia.
  3. Mescolate farina, lievito e sale, aggiungete al composto e mescolate bene.
  4. Dividete la miscela in due parti uguali.
  5. Sciogliete il burro in una padella e adagiate le pere tagliate in spicchi. Cuocete 5 minuti circa, giratele e cuocetele ancora 2-3 minuti. Unite lo zucchero muscovado e lasciate sul fuoco per altri 5 minuti, finché le pere sono caramellate.
  6. Scaldate il forno a 180°.
  7. Imburrate e cospargete di pangrattato una tortiera o tanti stampini monoporzione.
  8. Distribuite il composto, distribuendolo sul fondo e sui lati. Spalmate il fondo con la marmellata, poi versate la crema di ricotta e infine le pere caramellate tagliate grossolanamente.
  9. Coprite con il composto di nocciole rimasto e infornate per 35-40 minuti.
  10. Servite il tortino di nocciole con cuore cremoso di pere e ricotta leggermente tiepido accompagnato da gelato alla vaniglia, panna montata o della crema di ricotta avanzata.

Ricetta tratta e rivisitata da “Myself”

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Sfogliatine vegan con kamut, crema alla vaniglia e marmellata di mirtilli

sfogliatine vegan di kamut e mirtilli

Non so se avete notato tra gli scaffali del supermercato, quante varietà di merendine si possono trovare. Tra di loro ho notato delle merendine vegan e mi sono chiesta “chissà se riesco a rifarle a casa?” E così ho fatto. Ci ho messo un po’ per riuscirci, ma alla fine ne è valsa la pena. Ecco le mie sfogliatine vegan con kamut, crema alla vaniglia e marmellata di mirtilli.

Ingredienti per la pasta matta:

  • 100 di di farina 0
  • 200 g di farina di kamut
  • 150 ml di acqua
  • 50 ml di olio evo
  • un pizzico di sale

Ingredienti per la marmellata di mirtilli (2:1) :

  • 200 g di mirtilli
  • 100 g di zucchero
  • pectina

Ingredienti per la crema alla vaniglia:

  • 2 tazze di latte di riso o mandorle
  • 4 cucchiai di amido di mais
  • 3 cucchiai di malto di riso
  • un cucchiaino raso di vaniglia in polvere
  • un pizzico di sale
  • 1 pezzetto di buccia di limone

Preparazione della pasta matta:

Disponete le due farine a fontana su un piano di lavoro, aggiungete il sale e l’olio ed amalgamate. Aggiungete l’acqua poco alla volta, l’impasto non deve essere appiccicoso, ma sodo. Continuate a lavorare per 12/15 minuti (se avete un robot impastatore è l’ideale).
Formate con l’impasto una palla, avvolgetela nella pellicola per alimenti e mettete a riposare in frigo per almeno 20 minuti.
Dopo il riposo risulta molto facile da stendere col mattarello, anche in sfoglie sottili.

Preparazione della marmellata di mirtilli:

In una pentola portare a bollore i mirtilli con lo zucchero e la pectina (un cucchiaio) e lasciare cuocere per 20 minuti circa. Lasciare intiepidire o conservare in vasetti sterilizzati, come nel classico dei modi.

Preparazione della crema alla vaniglia:

In un pentolino mettete del di latte e a freddo sciogliete l’amido mescolando con energia. Prendete il restante latte e ponetelo sul fuoco dentro un altro pentolino con un pizzico di sale e la buccia del limone. Quando sta per raggiungere il bollore abbassate la fiamma, togliete quindi la buccia del limone, aggiungete la vaniglia in polvere, mescolate bene e unite infine il malto. Continuate a mescolare a fuoco basso amalgamando bene la vaniglia e sciogliendo il malto. Aggiungete a questo punto il latte prima preparato con l’amido: alzate la fiamma, fate riprendere il bollore e continuando a mescolare togliete dal fuoco. La crema alla vaniglia è pronta.

Montaggio:

Stendere la pasta matta non troppo sottile, ritagliare sei rettangoli di 5 cm di larghezza x 8 cm circa di lunghezza. Farcire una delle due metà con la marmellata di mirtilli e la crema alla vaniglia, stando attenti a non esagerare. Incidete la parte senza il ripieno con dei tagli, utilizzando un coltello ben affilato (infarinate bene il piano prima di questa operazione, per evitare che si attacchi). Ripiegare la parte senza il ripieno su quella con e sigillare i bordi con pochissima acqua.  Disponete le sfogliatine su una teglia ricoperta di carta da forno e cuocete in forno già caldo a 200° per 15 minuti circa. Sfornate e lasciate raffreddare.

Fonti: gustissimo.it, aamterranuova.it

 

Muffin vegan con marmellata di bucce di pere e Muscovado

Muffin vegan con marmellata di pere

Diciamo che più le giornate diventano fredde e brevi, cresce sempre di più la voglia di cucinare e gustare un buon dolce. Il problema è la linea, senza contare il colesterolo, le intolleranze, insomma, ne abbiamo sempre una.
Ieri ero a passeggio per le vie di Domodossola con le mie amiche Rita, Roberta e la piccola Aurora e Rita si è fermata a comprare un bel sacchetto di zucchero Muscovado. Tornando a casa ripensavo a questo favoloso zucchero grezzo, profumato di melassa, di liquirizia, di miele, dal gusto pungente e delizioso.
Allora guardate cosa ho pensato di preparare oggi: muffin vegan con marmellata di bucce di pere e Muscovado. Un mix di sapori unici, delicati e soprattutto senza sensi di colpa. Cosa ne dite di provarli? Adatti ai celiaci, ai vegan e agli intolleranti ai latticini.
Assolutamente dedicati alle mie amiche.

muffin vegan per aiutochef

 

Ingredienti:

  • 180 g farina senza glutine
  • 100 g di farina di riso
  • 150 g zucchero di canna Muscovado
  • 1 bustina di lievito in polvere
  • 1 yogurt di soia alla vaniglia
  • 250 ml di latte di soia
  • 50 ml di olio di semi
  • 3 cucchiai di marmellata integrale di bucce di pera e Muscovado
  • 200 g di gocce di cioccolato fondente (facoltative)
  • 1 cucchiaio di pangrattato

Procedimento:

In una ciotola riunire farina senza glutine e la farina di riso, zucchero e lievito. A questo punto unire gli ingredienti liquidi, la marmellata integrale di bucce di pere e mescolare velocemente. Unire l’olio di semi a filo, solo per ultimo. Mescolare.Versare due cucchiaiate di impasto in ogni pirottino da muffin unto d’olio e cosparso di pangrattato, poi, se piacciono delle gocce di cioccolato, poi ancora un cucchiaio di impasto e gocce di cioccolato a terminare. Cuocete i muffin in forno caldo a 180° C per circa 20 minuti, controllando la cottura con lo stecchino. Il consiglio è di lasciare raffreddare completamente i muffin vegan con marmellata integrale di bucce di pere prima di mangiarli, ma vi confesso che anche tiepidi non sono per niente male.

 

ABBINAMENTO

RUM AGRICOLE DELLA MARTINICA AMBRATO

Il Rum è prodotto esclusivamente dalla fermentazione e dalla successiva distillazione del succo della canna da zucchero, della melassa e degli sciroppi derivati dalla lavorazione dello zucchero.
Il Rum si divide in due grandi famiglie: Rum industriale e Rum agricolo. Il Rum industriale deriva dalla distillazione della melassa, mentre quello agricolo viene prodotto esclusivamente dal succo puro della canna da zucchero e che prende il nome di “vesou”.
Tutti i rum così ottenuti, al pari dei prodotti derivanti dalla distillazione, risultano privi di colore, che gli verrà conferito in seguito attraverso l’invecchiamento in botti di quercia o di rovere o tramite l’aggiunta di caramello. A questo punto il distillato ha una gradazione alcolica molto elevata e per questo verrà allungato con acqua distillata che porterà il suo tenore alcolico intorno ai 40 gradi.
Il rum, o rhum, è ormai un simbolo delle Isole Martinica si produce il Rhum Agricolo, che proviene dalla distillazione del puro succo di canna da zucchero. E’ decisamente diverso dal rhum industriale prodotto a partire dalla melassa, che è un sottoprodotto della fabbricazione dello zucchero.

Il rum nel bicchiere. E’ di color oro, caldo e ambrato: un paille, nella classificazione degli agricole, dato il suo color paglia. Sviluppa un aroma intenso e avvolgente, sentori di cacao, seguiti da caramello e miele scuro. Al palato si assaporano caramello, nocciole tostate e miele. Lascia in bocca una persistente autentica dolcezza di canna da zucchero. Mi ricorda il dulche de leche.

Marmellata eco integrale di bucce di pere

Marmellata eco di pere

Lo sapete che è un vero spreco gettare bucce e torsoli della frutta? Pensate a ogni volta che preparate una buona torta di mele: quante bucce e quanti torsoli gettate nel bidone dell’umido? Sono parti meno nobili, lo so, ma altrettanto buone, se non di più della polpa e contengono tante fibre utili all’organismo. Ecco che oggi vi faccio vedere come preparare una golosa marmellata eco integrale di bucce di pere, in cui utilizziamo lo zucchero muscovado, uno zucchero scuro non raffinato, dal forte e deciso gusto di melassa, quasi di liquirizia, miele e caramello.

Lo zucchero muscovado: saperne di più

Lo zucchero muscovado proviene dalle Mauritius, nazione isola nell’Oceano Indiano sud-occidentale, a circa 900 km a est del Madagascar. La stagione invernale, da maggio a novembre, presenta un clima caldo e secco; mentre l’estate è calda e umida. Queste condizioni climatiche favoriscono la coltivazione della canna da zucchero che si estende per circa il 60 % della superficie coltivabile dell’isola. Lo zucchero muscovado è un tipo di zucchero scuro (di canna) non raffinato, con un forte sapore di melassa. Conosciuto anche come “zucchero delle Barbados” o “zucchero umido”, lo zucchero muscovado è molto scuro e leggermente più granuloso e appiccicoso rispetto alla maggioranza degli zuccheri di canna. Il muscovado eredita il suo sapore e il suo colore dal prodotto da cui deriva, il succo di canna da zucchero. Offre buona resistenza alle alte temperature e ha una durata di conservazione ragionevolmente lunga. È usato comunemente in varie ricette e per fare il rum. Lo zucchero muscovado può essere usato in varie ricette dove normalmente è previsto zucchero di canna, riducendo lievemente il contenuto in liquidi previsto dalla ricetta. Questo zucchero non raffinato si abbina bene con il caffè e altre bevande, ed è stato uno dei prodotti maggiormente esportati dalle Filippine. Anche Mauritius e India producono ed esportano questo zucchero.

Ingredienti:

  • le bucce di 5 pere biologiche
  • 4 bicchieri d’acqua
  • 1 bicchiere di zucchero di canna muscovado
  • succo di 1 limone
  • pectina

Procedimento:

Preparare questa marmallata è davvero molto semplice.
Lavate molto bene le pere, sbucciatele e conservatene la polpa per altre preparazioni, magari una bella torta o una mousse ( che presto pubblicherò).
In un pentolino scaldate 2 bicchieri d’acqua, aggiungete metà dello zucchero, unite anche le bucce di pera e lasciate cuocere fino a quando i liquidi presenti non si saranno quasi del tutto assorbiti. Lasciate sul fuoco, aggiungete ancora 2 bicchieri d’acqua e il restante zucchero e fate cuocere finché la consistenza della marmellata non vi sembrerà piuttosto densa. Se volte una densità maggiore, potete aggiungere a inizio cottura un cucchiaino di pectina,  che presto vi insegnerò a preparare direttamente a casa.