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Dolci delle Feste

Torta di pane-ttone

torta di pane-ttone

Alzi la mano chi, a gennaio, non si ritrova con qualche Panettone avanzato. E’ un classico ormai e si rischia di arrivare a Pasqua con ancora qualche rimasuglio in dispensa! Oggi vi presento un’idea elegante e d’effetto per riciclare il Panettone avanzato senza che nessuno se ne accorga…La torta di pane-ttone! Potete sempre dire che si tratta di una semplice torta di pane, proprio come quella che preparavano le nostre nonne. Dai mettiamo le mani in pasta..

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Biscotti di Natale quinoa e cacao

biscotti quinoa natale

Ci sono giorni in cui viene proprio voglia di mettere le mani in pasta. Specialmente quando il Natale si avvicina. I biscotti sono un passatempo divertente per i bambini. Ecco una versione vegan e gluten free dei classici biscotti da appendere all’albero. Semplicissimi da preparare, i Biscotti di Natale quinoa e cacao, sono anche deliziosi! Provare per credere!

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Pastiera vegan

pastiera veg

Non me ne vogliano i napoletani e tutti i cultori della Pastiera Napoletana. E’ uno dei dolci più buoni che io abbia mai assaggiato. La sue origini risalgono al 1500 e di certo non voglio disturbare gli amanti della Vera Pastiera. Ma da intollerante che sono, ho voluto trasformarla in versione vegan per poter continuare a gustarla.  Ecco la pastiera vegan. Deliziosa.

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Treccia veg con panna e fragole

treccia veg con panna e fragole

E quando vaial supermercato e vedi delle fragole meravigliose come fai a resistere? E poi  la ricetta di questa favolosa treccia veg con panna e fragole. Una delizia assolutamente da provare. Semplice e squisita.

Evviva le fragole!

Ricette con le fragoleClicca sull’immagine e goditi le fragole!!

 

Treccia veg con panna e fragole

INGREDIENTI:

  • 500 gr farina manitoba
  • 200 g fragole
  • 150 g zucchero di canna
  • 180 ml acqua tiepida
  • 50 ml olio di semi
  • 70 ml olio evo
  • 150 g di lievito madre
  • 1/2 bicchiere di latte di soia
  • 1/2 bicchiere di panna di soia (per l’impasto)
  • panna di soia per decorare (panna per dolci)
  • fragole per decorare
  • 1 pizzico di sale

PREPARAZIONE:

treccia veg con panna e fragole 300

  1. In una ciotola, o nella planetaria, mettete la farina, il sale, lo zucchero e il lievito madre sciolto precedentemente nel di soia.
  2. Mescolate con cura, versate l’olio di semi e l’olio evo e la panna.
  3. Iniziate a mescolare aggiungendo man mano l’acqua tiepida. Impastate con le mani per 10 minuti.
  4. Coprite la ciotola con della pellicola trasparente, riponetela in un luogo tiepido e lasciate lievitare per almeno 2-3 ore.
  5. Sgonfiate l’impasto e stendetelo. Dividetelo in tre parti. Ottenete 6 strisce, di cui 3 che farcirete lateralmente con le fragole tagliate a pezzetti e zuccherate. Richiudete le strisce sigillandole.
  6. Intrecciate le strisce ottenendo una treccia. Sigillate gli estemi.
  7. Trasferite su una teglia ricoperta di carta da forno, spennellate con poco latte di soia mescolato a zucchero o a melassa la superficie.
  8. Lasciate lievitare per un’altra ora in luogo caldo.
  9. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 35-40 minuti circa.
  10. Una volta fredda decorate la treccia con panna e fragole.

treccia veg con panna e fragole sopra

Mara Toscani

Torta di rose con Vegnutella

torta rose vert

Voglia di un dolce romantico e carino? Magari anche semplice e “nutellloso”? La torta di rose è un dolce carino e molto romantico.
La torta di rose, infatti, è chiamata così per  l’aspetto di un bouquet di rose che assume. Deliziosa vero?

Vedi anche (tutte le ricette sono vegan):

NUTELLA E’ UN MARCHIO REGISTRATO, PER VEGNUTELLA S’INTENDE CREMA AL CACAO CON NOCCIOLE SIMILE AL MARCHIO, MA PRIVATA DI INGREDIENTI DI ORIGINE ANIMALE. TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI A FERRERO.

Ingredienti per la torta di rose con Vegnutella:

  • 250g farina 00
  • 80 ml olio di semi
  • 100 g zucchero integrale
  • mezza bustina di lievito per dolci (7g)
  • 100 ml latte di soia
  • la scorza di mezzo arancia

NGREDIENTI PER LA VEGNUTELLA (RICETTA DI ALICE, MYPERSONALTRAINER.IT)

  • 100 g di cioccolato fondente
  • 100 g di nocciole
  • 100 g di zucchero di canna
  • 120 ml di latte di soia
  • 2 cucchiai di olio di semi di soia o di olio di semi di mais
  • 10 g di cacao amaro
  • 2 g di lecitina di soia
  • 1 baccello di vaniglia

PREPARAZIONE DELLA VEGNUTELLA (A FONDO PAGINA TROVERETE IL LINK DEL VIDEO)

  1. Scaldate una padella e tostate le nocciole per alcuni minuti, rigirandole spesso per evitare di bruciarle. Lasciate raffreddare.
  2. Riunite le nocciole, lo zucchero di canna, la lecitina di soia ed il cioccolato extrafondente nel contenitore del frullatore e mixate fino ad ottenere una pasta molto densa ( utilizzate un mixer potente).
  3. Versate la pasta di nocciole e cioccolato in un pentolino e scaldate a bagnomaria. Aromatizzate con vaniglia: incidete un baccello e raschiatene l’interno per prelevare i semini. Versate i semini nella crema di nocciole.
  4. Sciogliete il cacao amaro in polvere nel latte di soia ed unitelo alla crema di nocciole. Aggiungete 2 cucchiai di olio di semi di arachidi (o di soia) e continuate a mescolare per almeno 5 minuti.
  5. A questo punto, la crema apparirà piuttosto liquida: per farla rapprendere ed assumere la classica consistenza di una crema spalmabile, è sufficiente lasciarla raffreddare in frigorifero per almeno 4 ore.
  6. La crema spalmabile alle nocciole, o vegnutella, si può conservare in frigorifero per 3-4 settimane, ben chiusa in un contenitore di vetro con tappo a vite.

 

INGREDIENTI PER LA SIMILNUTELLA (fondente):

  • 200 g di nocciole
  • 100 g di olio di semi di girasole
  • 5 cucchiai di sciroppo d’acero
  • 4 cucchiai di cacao amaro
  • pizzico di sale

PROCEDIMENTO PER LA SIMILNUTELLA:

  1. Tostate le nocciole senza che scuriscano troppo.
  2. Tritatele fino ad ottenere una polvere fine.
  3. Unite tutti gli altri ingredienti e mixate fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea.
  4. Per questa ricetta serve un mixer potente.

La similNutella si conserva una settimana in frigorifero. Sterilizzata anche 6 mesi in dispensa (sobbollendo i barattoli pieni di similNutella per 30 minuti, fasciati da canovacci per non che si rompano).

torta rose oriz

Preparazione:

  1. Mescolate in una ciotola la farina, lo zucchero, la scorza dell’arancia grattugiata e il lievito.
  2. Aggiungete l’olio di semi, il latte di soia e impastate dentro la ciotola fino ad ottenere una palla liscia e compatta.
  3. Lasciatela riposare almeno 20 minuti.
  4. Stendetela e ottenete delle strisce larghe due dita e lunghe 25-30 cm circa
  5. Farcite le strisce con la Vegnutella e richiudete su se stesse.
  6. Disponete le rose in una tortiera ben oliata.
  7. Cuocete in forno già caldo a 180° per 30 minuti circa, facendo attenzione che non bruci in superficie. In caso disponete un foglio di alluminio sulla torta di rose e continuate la cottura.
  8. La pasta frolla, se avanza si può congelare per usi successivi, per questo vi consiglio di raddoppiare la dose e prerarne di più.

 

Mara Toscani

 

Potrebbe interessarti il video della vegnutella:
http://www.my-personaltrainer.it/Tv/Ricette/Dolci_Dessert/crema-spalmabile-nocciole-vegan.html

Panettoncini vegan

panettoncini

C’è un detto: “Il Natale quando arriva, arriva”. E’ proprio vero. L’aria è frizzante, e le cucine si riempiono di mille profumi. Quello più tipico è senz’altro quello di pandoro e panettone. A chi non piacciono? Bene ma chi non tollera latticini e uova? E chi segue un’alimentazione vegan? Queste persone si dovrebbero privare di questi fantastici dolci natalizi? Certo che no. Ecco la ricetta del panettone vegan, ma in versione mini, quindi panettoncini vegan. Facili da preparare, basta armarsi di pazienza, utilizzando dei semplici pirottini da muffin..Meglio di così!

Non avete la pasta madre ma solo lievito di birra? Ecco una pagina molto utile per la conversione. Clicca qui.

Vedi anche:

Si voi leggerete e direte ” Si ma quanto tempo, che preparazione lunga, servono 2 giorni. Non ce la farò mai.” Credetemi, se ce lo fatta io, potete farlo anche voi. Una delizia è dir poco.

Queste sono le dosi per 10-12 panettoncini vegan (nello stampo da muffin):

Ingredienti per il 1° impasto (da preparare la sera prima):

  • 300 g di farina di frumento integrale
  • 100 g di farina manitoba
  • 145 g di lievito madre rinfrescato (rinfrescato il giorno precedente, e poi altre 2 o 3 volte a distanza di almeno 4-6 ore, in modo che raddoppi di volume)
  • 150 ml di latte di mandorla leggermente intiepidito
  • 100 g di emulsione di lecitina di soia e acqua (20 g di lecitina +80 ml di acqua)
  • 140 g di zucchero di canna
  • 25 g di olio evo

Ingredienti per il 2° impasto:

  • 60 g di farina manitoba
  • 30 g di farina di frumento integrale
  • 40 g di zucchero di canna
  • 30 g di malto d’orzo
  • 10 g di olio evo

Ingredienti per la farcitura:

  • 70 g di scorze d’arancia candite o canditi di frutta mista
  • 70 g di cioccolato fondente 75%

 

Procedimento:

  1. Impastate seguendo gli ingredienti del primo impasto. Sciogliete il lievito madre spezzettato nel latte di mandorla e unite il tutto alla farina, aggiungete lo zucchero, l’emulsione di lecitina di soia, l’olio evo e lavorate fino ad ottenere un impasto.
    Formate una palla, coprite con un panno umido e lasciate lievitare per 12 ore in un luogo caldo (circa 27°C).
  2. Trascorse le 12 ore, prendete l’impasto, aggiungete gli ingredienti del secondo impasto quindi: olio, farina, zucchero, malto e impastate nuovamente.Lasciate riposare per almeno mezz’ora.
  3. Aggiungete gli ingredienti per la farcitura, in quesro caso canditi e cioccolato fondente. Formate una palla e procedete con la pirlatura, che consiste nel trascinare l’impasto sul piano verso di voi e arrotolarlo su se stesso dandogli una forma sferica di omogenea dimensione.
  4. Mettete l’impasto negli stampini da muffin, riempiendoli per 2/3. Lasciate lievitare in forno spento preriscaldato a 50°C fino a che l’impasto non raggiungerà il bordo dello stampo, superandolo di un po’.
  5. Infornate quindi a 200 °C per 10 minuti poi abbassate la temperatura a 160° e continuate per altri 15-20 minuti.

Una volta pronti, lasciateli raffreddare, anche se tiepidi sono il top!

Mara Toscani

 

 

 

 

 

 

 

 

Dolci di carnevale light

Dolci di carnevale light

A Carnevale ogni scherzo vale. Ma questo non è uno scherzo. Ecco per voi 4 favolose ricette per preparare i dolci di carnevale light: chiacchere al forno, coriandoli al cacao, mascherine di pasta frolla e castagnole. Fantastiche. E se non volete rinunciare al piacere del Carnevale e a qualche sfizio, questi dolci di carnevale light sono assolutamente da provare.

Chiacchere al forno, 208 Kcal -4 persone-

Mettete 125 g di farina in una ciotola con un pizzico di sale, 30 g di zucchero, la scorza di 1/2 limone e 1 cucchiaino di lievito. Sbattete un uovo e versatelo nella ciotola con 1/2 tazzina di marsala (facoltativo) e 25 g di burro. Lavorate l’impasto, formate una palla e mettetelo a lievitare per 30 minuti coperto da un canovaccio.
Stendete l’impasto dello spesso di 2 mm, con la rotella dentellata ricavate dei rettangoli e create due tagli paralleli al centro di ognuno.
Mettete i rettangoli di pasta su una teglia ricoperta di carta da forno e cuocete per 1 ora girando a metà cottura.
Segreto: la cottura in forno e i pochi grassi utilizzati.

Coriandoli al cacao, 140 Kcal -6 persone-

Polverizzate 100 g di biscotti secchi e versateli in una ciotola. Unite 40 g di burro tagliato a pezzetti, 10 g di cacao in polvere e 1 cucchiaino di marsala (facoltativo). Quando il composto sarà omogeneo, prendetene un po’ e con le mani create delle palline. Poi, una dopo l’altra, passate le palline di cacao nella granella di zucchero colorata ricoprendo bene tutta la superficie.
Segreto: Servirli al termine di un pasto leggero

Mascherine di pasta frolla, 180 Kcal -8 persone-

Disegnate e ritagliate la sagoma di una mascherina su un cartoncino leggero. Stendete una confezione di pasta frolla dello spessore di 1 cm e ritagliate le mascherine usando la sagoma preparata.
Posizionate i biscotti sulla teglia ricoperta di carta da forno e cuocetele in forno già caldo a 180° per 10-12 minuti. Lasciatele poi raffreddare e decorateli con cioccolato fondente sciolto a bagnomaria, aiutandovi con un pennellino.
Segreto: Non esagerare con le porzioni.

Castagnole, 262 Kcal -8 persone-

In una terrina mettete 200 g di farina e 8 g di lievito per dolci. Mettete poi nel centro 40 g di burro, 2 uova, 30 g di zucchero e la buccia grattugiata di un limone non trattato. Impastate fino ad ottenere un composto omogeneo e fate riposare per 30 minuti in frigorifero.
Trascorso il tempo indicato, prendete l’impasto e create dei salsicciotti, tagliandoli poi a tocchetti. Lavorate ogni tocchetto con le mani, come per fare una polpettina.
Friggete le castagnole buttandole poche per volta in abbondante olio di arachidi ben caldo, ma non troppo, altrimenti bruciano fuori e non cuociono dentro. Buone bollenti, ma anche fredde non sono male.
Segreto: consumarle come spuntino 1-2 volte al massimo durante la settimana di carnevale.

DOLCI DI CARNEVALE LIGHT

Ti piacciono i krapfen? E se ti dicessi che sono cotti in forno? Per leggere la ricetta, clicca sull’immagine.

Krapfen al forno

 

Fonti: Le ricette Perdipeso di “Dimagrire” Riza Editore

Photo Credits: flickr.com/photos/dtrimarchi/4337524095

Mara Toscani

Cupcakes pere e cioccolato facilissimi

cupcakes pere e cioccolato

E se dico facilissimi è perché lo sono davvero. E poi sono buoni da far svenire. L’impasto è quello di una torta classica, umida e con poca lievitazione, con all’interno fettine di pere e tanto cioccolato fondente. Copertura di panna e tanti cuoricini rossi in pasta di zucchero. San Valentino all’insegna della praticità e soprattutto della golosità. Cupcakes pere e cioccolato facilissimi. Ricetta veloce.

Ingredienti per 8 cupcakes:

  • 100 g di cioccolato fondente
  • 100 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di farina
  • 1 pera
  • 1/2 cuccchiaino di lievito vanigliato
  • panna montata spray
  • pasta di zucchero rossa
  • pizzico di sale

Procedimento:

Sciogliete nel microonde o a bagnomaria il cioccolato fondente, aggiungendo qualche cucchiaio d’acqua. Aggiungete il burro a pezzetti, lo zucchero e fate sciogliere nuovamente fino ad ottenere una crema fluida.
Lasciate raffreddare il tutto e unite i tuorli.
A parte montate gli albumi a neve, aggiungeteli al composto di cioccolato.
Mescolate lievito e farina e uniteli al resto, mescolando bene, evitando grumi.
Unite il sale. Mescolate.
Versate il composto nei pirottini da muffin di carta inseriti nello stampo apposito. Riempiteli per meno di 3/4 della loro capacità.
Tagliate una pera a fettine piuttosto sottili e appoggiatene 3 delicatamente sulla superficie di ciascun cupcakes.
Cuocete in forno già caldo a 180° per 15 minuti circa.
Una volta cotti e raffreddati e appena prima di servire, spruzzate la panna montata e decorate con piccoli cuori in pasta di zucchero rossa.
Cuocakes pere e cioccolato facilissimi, davvero facilissimi.

Ecco altre idee carine per San Valentino:

 Torta Cuore& Cuori 

 Mud cake all’arancia e cioccolato bianco

 Cuori di brisé all’era cipollina, con scarola ripassata, uvetta e mozzarella

 Roulade di sogliola con burro alle erbe e pinoli

 

 

Krapfen al forno

krapfen al forno

Tempo di Carnevale e di dolci, tanti dolci. Come scrive Stefania del blog Formine e mattarello da cui ho tratto la ricetta, ancora dobbiamo smaltire i postumi natalizi, che ci ritroviamo di già seduti intorno a un tavolo a festeggiare. E per farlo, senza troppi rimorsi e senza ingrassare troppo, ecco che prepareremo dei golosissimi krafpen al forno. Si, avete ragione, i krapfen si friggono, ma dai, proviamoli così. Fidatevi. E leggete la storia dei krapfen e le vere ricette originali.

Krapfen o bombolone?

Articolo di Pina Tedeschi

L’origine del termine krapfen ha una doppia interpretazione: la prima farebbe riferimento all’antico tedesco krafo (frittella), per la forma allungata del dolce. La seconda, la legherebbe al nome della pasticcera austriaca Veronica Krapft, che avrebbe inventato una sorta di frittella tonda rigonfia, farcita con un cucchiaio di marmellata.
Il krapfen è un dolce di origine austriaca, della zona di Graz, veniva realizzato nel periodo del carnevale e venduto caldo dai pasticcieri direttamente per strada. Questo bombolone fu poi portato a Vienna, allora capitale dell’Impero, diffondendosi tra aristocratici e borghesi, in alternativa alla famosa Sackertorte. Dall’Austria si diffuse poi nei territori confinanti del Lombardo-Veneto e soprattutto del Trentino.
La sua fama avvenne dapprima nelle aree di lingua tedesca, infatti il krapfen era già conosciuto nel ‘600 in Baviera con il nome di Faschingsk Krapfen auf Grazer Art (krapfen di carnevale al modo di Graz) e successivamente si diffuse nell’attuale Trentino, che ancora oggi segue la tradizionale ricetta austriaca.
Dal gusto ricco e dal ripieno morbido, questo dolce è presente in molte regioni italiane con vari nomi: bomba nel Lazio, bombolone nelle regioni centro-settentrionali, in particolar modo in ToscanaRomagna, graffe inCampania, crafencrafenkrafelkrafenkrafeln nelle restanti regioni; tutti si riferiscono ad una frittella dolce preparata con pasta lievitata a forma di palla o di ciambella, farcita con diverse salse, dalla marmellata alla crema, e tocco finale, una spolverizzata di zucchero.
Il bombolone o krapfen, nonostante sia un dolce tipico del Carnevale, viene preparato in ogni periodo dell’anno. In Italia  è spesso consumato per colazione o per merenda.
I migliori bomboloni in Italia, che seguono la ricetta tradizionale di Graz, si possono ancora trovare a Modena. Questa città, essendo stata capitale di un Ducato e dalla Restaurazione in poi, governata dal ramo della dinastia asburgica degli Estensi, favorì l’arrivo a corte di pasticcieri e cuochi provenienti dall’Austria che portarono questo tradizionale dolce molto apprezzato. Successivamente la ricetta del krapfen uscì fuori dal palazzo ducale per dilagare tra i borghesi modenesi. La diffusione del krapfen in questo territorio ne ha permesso la  trasformazione della natura del dolce e il suo stesso nome, modificato in “bombolone”.
La ricetta originale prevedeva ingredienti essenziali: farina, lievito, latte, uova, zucchero, un pizzico di limone, un po’ di sale e strutto, da utilizzare per rendere omogeneo l’impasto, ma soprattutto per la frittura. La tradizionale farcitura utilizzata era la marmellata d’albicocche, che doveva essere messa all’interno del krapfen prima della sua cottura per diffondere l’aroma e il gusto nell’intera preparazione; infine, veniva decorato con zucchero a velo.
Oggi lo strutto è raramente impiegato in cucina per la sua alta percentuale di grassi e per l’aroma piuttosto forte dopo la frittura. Per questo i bomboloni vengono fritti quasi sempre nell’olio (in genere va sostituito almeno ogni due fritture con olio nuovo e molto bollente) e nell’impasto si usano burro o margarina. Ciò che rende inconfondibile questo dolce, è il ripieno: oltre alla tradizionale marmellata di albicocche, possono essere farciti con crema pasticcera, cioccolato o diverse salse alla frutta.
Alcuni importanti accorgimenti riguardano la farcitura e la decorazione. Infatti il krapfen va farcito prima della cottura e mai dopo, per evitare che la siringatura della marmellata si concentri in una sola parte e non ne diffonda il gusto a tutta la pasta. Un vero bombolone non è guarnito con zucchero semolato, ma con zucchero in polvere, perché si presta meglio alla spolverata omogenea su tutta la superficie del bombolone quando è ancora bollente.

Ingredienti per 8-10 krapfen:

  • 300 gr. di farina manitoba
  • 70 gr. di zucchero
  • 2 uova
  • 60 ml. di latte
  • 70 gr. di burro sciolto freddo
  • 1/2 bustina di lievito di birra secco o 1/2 cubetto di quello fresco
  • 1 pizzico di sale
  • 1/2 cucchiaino di buccia grattugiata di arancia
  • 1/2 cucchiaino di buccia grattugiata di limone
  • l’interno di 1/4 di bacca di vaniglia
  • crema pasticcera o crema al cioccolato oppure confettura di albicocche
  • zucchero a velo

 

Procedimento:

  1. In una ciotola fate sciogliere il lievito con il latte appena tiepido e metà dello zucchero e fate riposare nel forno con la luce accesa o in un posto caldo per circa 30 minuti.
  2. Nel recipiente dell’impastatrice mettete la farina con il rimanente zucchero ed azionatela, aggiungete il lievito con il latte messo a riposare in precedenza, le uova e continuando a lavorare aggiungete la buccia grattugiata di arancia e di limone, la vaniglia.
  3. Continuate a impastare finché otterrete un impasto liscio, quindi aggiungete il sale e il burro poco per volta, facendolo incorporare bene al resto degli ingredienti.
  4. Quando gli ingredienti saranno ben amalgamati e l’impasto sarà bello liscio toglietelo dall’impastatrice anche se è un po’ appiccicoso e aiutandovi con un po’ di farina mettetelo in un recipiente e coperto a riposare in frigorifero per 60-90 minuti.
  5. Su una spianatoia stendete l’impasto di uno spessore di circa 2,5 cm. e ritagliate con un coppa pasta di 6 cm di diametro dei dischetti, metteteli su una placca da forno rivestita con l’apposita carta e distanziati fra di loro. Copriteli con un sacchetto per alimenti e metteteli in forno con la luce accesa oppure in un luogo caldo a lievitare per altre 2 ore.
  6. Quando i krapfen saranno ben lievitati cuoceteli in forno caldo a 180° per circa 15 minuti o comunque finché assumeranno il classico colore dei krapfen.
  7. Quando si saranno raffreddati farciteli con crema pasticcera o crema al cioccolato oppure con confettura di albicocca, quindi spolverizzate con lo zucchero a velo. Voilà i krapfen al forno.

 

Ricetta tratta dal blog Formine e Mattarello di Stefania.

Mud cake all’arancia e cioccolato bianco

Mus cake all'arancia e cioccolato bianco

Lo sapete che non manca molto a San Valentino? Avete pensato a cosa preparerete alla vostra dolce metà? Le idee sono sempre tante e il cioccolato è il principe tra gli ingredienti. Cosa ne dite se aggiungiamo anche la dolcezza e la genuinità dell’arancia? Uniamo il tutto e guardate cosa prepariamo: mudcake  all’arancia e cioccolato bianco. Torta soffice e delicatissima arricchita da succo e scorze d’arancia, farcita da una vellutata crema al cioccolato bianco e per finire una carinissima  e dolce decorazione. Cosa ne dite? Corriamo in cucina?

MUD CAKE ALL’ARANCIA E CIOCCOLATO BIANCO

Ingredienti per 2-3 tortine a forma di cuore:

  • 90 g di farina
  • 50  g di zucchero bianco
  • 30 g di zucchero grezzo
  • 70 g di burro morbido
  • uova  medio-grandi
  • 1 arancia non trattata
  • 4 g di  lievito vanigliato

Ingredienti per la crema (ganache) al cioccolato bianco:

  • 300 g di cioccolato bianco
  • 125 di panna

Procedimento:

  1. Lavate l’arancia, grattugiate la buccia e spremetene il succo.
  2. Imburrate e infarinate le piccole tortiere a forma di cuore.
  3. Separate albumi e tuorli, montando a neve ferma i primi e mettendo da parte i tuorli.
  4. Nella planetaria lavorate il burro con lo zucchero, unite i tuorli, incorporandoli uno alla volta.
  5. Aggiungete poco alla volta la farina setacciata con il lievito, la buccia delle arance, il loro succo e amalgamate bene.
  6. Unite gli albumi montati e neve molto delicatamente, mescolando a mano, dal basso verso l’altro evitando di sgonfiare il composto.
  7. Versate il composto nelle tortiere.
  8. Cuocete i mud cake all’arancia e cioccolato bianco in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti circa.
  9. Lasciate raffreddare e farcite con la crema al cioccolato bianco, preparata scaldando la panna (non a bollore) , avendo unito il cioccolato bianco a scaglie, avendo mescolato bene e avendo lasciato raffreddare.
  10. Decorate i mud cake all’arancia e cioccolato bianco con pasta di zucchero.

Conoscete la storia di San Valentino?

L’ origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità.

Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all’arrivo della primavera, considerata la stagione dellarinascita.
Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite, vi si spargeva il sale ed una particolare farina.

Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dei che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati). Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, il dio Lupercus.
I Luperici, l’ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori.

Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità; ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell’amore.
I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati.
Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.I padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire l’immorale Lupercus.
Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.San Valentino nato a Terni nell’anno 175 d.C. divenne così il patrono dell’amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo.
Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano. è considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana.La storia di San Valentino ha due finali differenti.

Secondo una versione, quando l’imperatore Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli.Mentre la seconda versione racconta che, nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall’imperatore pazzo Claudio II che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo.
San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino fu lapidato e poi decapitato.La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d’addio che si concludeva con ” dal vostro Valentino“.
Una frase che nel tempo è diventata sinonimo di Vero Amore.

Mara Toscani

 

 

 

 

 

 

Brownies eco di Pandoro

Brownies-eco-di-Pandoro

Avete pensato alla colazione di Natale? Ci si alza tardi, si scartano i regali, si è tutti un po’ addormentati e intorbiditi dall’aria di festa. Io vi propongo la colazione. Da preparare il giorno prima, senza pensieri e soprattutto con l’avanzo di Pandoro della Vigilia di Natale: Brownies eco di Pandoro. La forma ad alberello e il loro profumo di cioccolato ingolosirà grandi e piccini. Provare per credere.

Ingredienti:

  • 1 fetta di Pandoro
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 20 g di cacao in polvere
  • 90 g di burro
  • 90 g di zucchero di canna
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di lievito vanigliato
  • zucchero a velo
  • sale

Procedimento:

Spezzettate il cioccolato fondente e fatelo sciogliere al microonde con il burro. Mescolate bene e mettete da parte.
Montate le uova con lo zucchero di canna, fino ad ottenere una spuma corposa. Aggiungete, a questo punto, il cioccolato fuso e continuate a mescolare.
Frullate nel mixer la fetta di Pandoro e unitela al composto insieme al cacao in polvere e al lievito.  Unite anche un pizzico di sale e mescolate un’ultima volta.
Versate il composto in una teglia rettangolare o quadrata ben imburrata, livellate bene la superficie e cuocete in forno già caldo a 180° per 30 minuti circa.
Lasciate raffreddare e sformate il dolce su una spianatoia.
Con tre stampi a forma di stella di dimensioni differenti, create i brownies e disponeteli su un piatto da portata a forma di alberello  e spolverizzateli con zucchero a velo.
Successo assicurato.

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 Cheesecake di Pandoro

Semifreddo di Pandoro, arachidi e cioccolato

Charlotte di Panettone, ricotta e pere caramellate

Sorbetto eco di bucce d’arancia e vodka, pronto in 10 minuti

Torta di mele cremosa, con pesche sciroppate e ricotta

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Tanti auguri mamma. Questa torta è per te, per il tuo compleanno, per te che ami le mele e che coltivi le pesche tutti gli anni con grande amore. Un torta semplice per una mamma semplice, una torta diversa dal solito per una mamma diversa dal solito. Quanti anni che mi sopporti..Ma come fai? Mamma sei unica. Ti ricordi la torta di mele che ti ho preparato per la festa della mamma? Buona vero? Questa è un po’ diversa e anche un po’ più leggera, ma estremamente cremosa e delicata. In vista delle feste natalizie ci manteniamo un po’ più leggeri. Poco però. Torta di mele cremosa, con pesche sciroppate e ricotta

Ingredienti:

  • 200 g di farina 00
  • 200 g di ricotta magra
  • 150 g di zucchero
  • 170 g di yogurt bianco magro
  • 200 g di pesche sciroppate (peso sgocciolato)
  • 80 ml di olio evo
  • 50 ml di latte
  • 1 mela
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito vanigliato
  • 1 pizzico di sale

Procedimento:

  1. Sbattete  le uova con lo zucchero.
  2. Aggiungete, mescolando, la ricotta e lo yogurt.
  3. Unite l’olio evo, il lievito e il sale. Aggiungete la farina mescolata al lievito e continuate a mescolare.
  4. Tagliate le mele e le pesche a pezzettini piccoli ed incorporatele all’impasto.
  5. Aggiunte il latte, per rendere il composto più cremoso.
  6. Preriscaldate il forno a 170° ed imburrate e infarinate una teglia diametro 24 cm.
  7. Versate il composto nello stampo e spolveratene la superficie di zucchero.
  8. Infornate per circa 50 minuti, controllando la cottura con uno stuzzicadenti.
  9. Spolverate di zucchero semolato.
  10. Lasciate raffreddare prima di servire.

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Charlotte di Panettone, ricotta, pere caramellate e vaniglia

charlotte di panettone

Natale, si sa, è caratterizzato da grandi abbuffate, grandi portate, grandi festeggiamenti. Ma quando tutto è finito, ci ritroviamo con quantità enormi di Panettone, Pandoro, Torrone, cioccolato e avanzi vari. Allora cosa ne dite di utilizzate subito il Panettone e creare una deliziosa charlotte di Panettone con ricotta, pere caramellate e vaniglia? Una goduria.

Ingredienti per 2 Charlotte:

  • 200 g di panettone
  • 200 g di bucce e polpa di pere
  • 100 ml di crema alla vaniglia
  • 50 ml di panna
  • 70 g di zucchero di canna, burro
  • 50 g di ricotta
  • 2 bicchieri di latte

Procedimento:

In un pentolino fate sciogliere una noce di burro e unite le bucce e la polpa di pere tagliate a pezzetti (magari le bucce in pezzi più piccoli). Unite lo zucchero di canna e cuocete fino  a caramellare. Prendete il panettone, tagliatelo a pezzi irregolari e lasciatelo ammorbidire in poco latte, lasciandone da parte qualche cubetto per la decorazione. Scolate il panettone, strizzatelo e disponetelo nelle terrine imburrate, premendo con le dita, formando anche il bordo. In alternativa potete passare le fette di pane nel burro fuso, senza strizzarle e creare fondo, bordi e infine coperchio per la charlotte.
Lasciate intiepidire le pere, aggiungete la ricotta e amalgamate il tutto. Riempite le terrine con il composto di pere e ricotta, completate con i cubetti rimasti e infornate in forno già caldo a 190° per 35 minuti. Lasciate intiepidire prima di servire e decorate con la crema alla vaniglia o la ganache al cioccolato bianco, che si prepara unendo semplicemente il cioccolato a pezzetti alla panna calda o usando del solo cioccolato bianco fuso.

Vuoi un’altra idea per riciclare il Pandoro?
Vai a leggere la ricetta del semifreddo di Pandoro, arachidi e cioccolato
semifreddo di pandoro bella

Semifreddo di Pandoro, arachidi e cioccolato

 

semifreddo-di-pandoro-bella

Un dolce più riciclato di così non si poteva creare. Semifreddo di Pandoro, arachidi e cioccolato. Vedrete quanti dolci avanzerete dopo le feste di Natale. E allora perché non preparare un dolce 100% riciclato? Basta aggiungere un po’ di panna e un po’ di mascarpone e il gioco è fatto. In freezer per 3 ore e poi a tavola. Semplice, veloce, economico.

 Ingredienti:

  • 200 g di pandoro (2 fette circa)
  • 100 g di mascarpone
  • 100 ml di panna
  • 30 g di arachidi
  • 50 g di cioccolato extra fondente 85%
  • 50 g di salsa al cioccolato
  • zucchero a velo

Procedimento:

Per prima cosa è necessario montare la panna. Ora prendete ¾ del pandoro e frullatelo con un cucchiaio di zucchero a velo, trasferitelo e in una ciotola e amalgamatelo al mascarpone. Aggiungete la panna montata delicatamente. Aggiungete le arachidi e qualche scaglia di cioccolato, se la gradite. Con il resto del pandoro create il fondo del semifreddo che adagerete sul fondo appunto dello stampo (facoltativo, io frullo tutto). Potete anche tagliare il pandoro a cubetti e sistemarlo pressandolo sul fondo. Versate il composto nello stampo, livellate e riponete in freezer per 3 ore. Togliete dal freezer 15 minuti prima di servire. Tagliate il semifreddo a fette se è in una teglia unica, altrimenti estraetelo solamente dallo stampo singolo. Decorate con altre scaglie e della buona salsa al cioccolato, che non guasta mai. Evviva il riciclo di Natale.

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Speciale Natale: abbinare vino, pandoro e panettone

panettone e vino

Il nostro Paese è molto ricco di dolci tradizionali per le feste natalizie. Ogni regione ne ha almeno uno, con una storia e delle caratteristiche speciali. Solo alcuni hanno saputo imporsi in tutta Italia come simboli del Natale. Il Panettone milanese con le sue varianti moderne, e il Pandoro veronese. Ognuno di questi dolci ha un gusto particolare che si esalta solo  abbinandolo con certi tipi di vini. Ecco il mio Speciale Natale: abbinare vino, Pandoro e Panettone.

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Il Panettone

Le due leggende sul Panettone

Anche se oggi si mangia in tutta Italia, il Panettone è tradizionalmente legato alla Lombardia. Sappiamo che in questa regione era già diffuso intorno al 1500 ma le sue origini sono avvolte dalla leggenda. Ci sono diverse tesi sulla sua nascita ma le più diffuse sono due.
La prima narra che alla Vigilia di Natale alla corte del Signore di Milano Ludovico il Moro era stato preparato un grandissimo banchetto che doveva concludersi con un dolce strepitoso. Al momento si sfornarlo, però, il cuoco si accorse che era bruciato: si scatenò il panico. Un garzone di cucina, che si chiamava Toni, propose di servire una torta che aveva preparato per sé usando gli avanzi di burro e frutta candita del dolce principale e altri ingredienti che erano a disposizione in cucina, come zucchero e farina. Si trattava si un semplice “pane dolce” ma, ma dato che non c’era nient’altro, fu servito agli invitati. Incantati dal suo profumo e dal gusto delicato, gli ospiti chiesero chi lo aveva fatto e come si chiamava. Toni si fece avanti confessando che non aveva ancora scelto un nome. Ludovico il Moro allora decise di chiamare il nuovo dolce “Pan di Toni” e con questo nome, in seguito abbreviato in Panettone, è rimasto noto nei secoli.
La seconda, più romantica, attribuisce l’idea di arricchire il pane con uva sultanina, burro, canditi, tuorlo d’uovo e zucchero al nobile Ughetto degli Atellani. Il nobile si era innamorato di una bella fornaia e aveva deciso di fingersi un garzone per farsi assumere nel negozio. Inventò così il dolce per fare colpo sull’amata, facendo la fortuna del panificio. Come in ogni fiaba che si rispetti, i due si sposarono e vissero felici e contenti e il Panettone, chiamato così, semplicemente perché era una grossa forma di pane, continuò a essere prodotto nel secoli.

Vino e Panettone

Il vino per il Panettone deve essere dolce, profumato e con un gusto delicato che non sovrasti le varie sfumature di sapore date dagli ingredienti del Panettone. Tradizionalmente si beve il Moscato d’Asti, un vino bianco piemontese Docg. Cosa significa Docg? Significa che questo vino può essere prodotto solo in un territorio ben determinato e che ha un’importante tradizione storica. Si produce con l’uva Moscato Bianco, di cui mantiene il profumo particolare: per questo viene definito un vino aromatico. Ha un sapore fresco e delicato e va servito a una temperatura di 8°C.
Una buona alternativa è L’Erbaluce di Caluso Passito, prodotto in vari comuni nelle province di Torino, Biella e Vercelli con il vitigno Erbaluce. E’ un vino passito, cioè ottenuto da uve passite che perdono acqua e prendono un sapore più dolce e pieno. Ha un colore giallo intenso, che ricorda quello dell’ambra, e un profumo delicato. Il sapore è armonico, equilibrato e piacevole. Si serve a circa 10°C.

Il Pandoro

Origini del Pandoro

La cosa più probabile è che derivi da un dolce veronese a forma di stella, detto “nadalin”, che alla fine dell’800, veniva preparato in occasione delle feste natalizie. In quel periodo a Verona lavoravano molti pasticceri austriaci, considerati tra i migliori d’Europa, dato che Verona aveva fatto parte dell’Impero Austriaco. Questo spiega la somiglianza tra l’impasto del Pandoro e il “pane di Vienna”, una variante austriaca della pasta brioche francese, basata su ingredienti semplici ma molto lunga e complessa da preparare, con quattro fasi di lievitazione dell’impasto.
Il nome Pandoro deriverebbe dal colore giallo intenso della pasta, dovuto alla presenza di molte uova.
Un’ altra origine sembra derivare dalla Repubblica Veneta del Rinascimento, quando le famiglie nobili mangiavano un dolce chiamato “pan de oro” perché era ricoperto di sottili foglie di oro zecchino.

Vino e Pandoro

Il Pandoro, si sa, è fatto con tanto burro e tuorli d’uovo, quindi il vino dovrebbe essere più corposo di quello abbinato al Panettone, un vino dal profumo e dal gusto intensi, che possano sgrassare la bocca.
E’ molto adatto un Recioto di Soave, un vino bianco Docg veneto prodotto in vari comuni in provincia di Verona. Deve il suo nome alla sua produzione particolare che inizia con la selezione delle parti superiori dei grappoli, dette “recie”, che sono più mature e ricche di zuccheri. Le recie si fanno appassire su graticci per circa tre mesi e poi si prepara il vino. L’uva utilizzata è la Garganega. Il Recioto ha un colore giallo dorato intenso, un profumo che ricorda i fiori e il miele e un gusto pieno con note di mandorla. Si serve a una temperatura di circa 10°C.
Anche il Brachetto d’Acqui prodotto in vari comuni in provincia di Asti e Alessandria, o il Piemonte Brachetto che si fa anche nella provincia di Cuneo, si sposano molto bene con il Pandoro. Sono vini aromatici, cioè che prendono il profumo caratteristico dell’uva con cui sono fatti, e hanno un colore rosso rubino non molto intenso.
Al naso il Brachetto d’Acqui ricorda la rosa e i fiori appassiti, mentre il Piemonte Brachetto ha un delicato profumo simile a quello del muschio. Il gusto è dolce e morbido, con note di frutta rossa e fiori. Entrambi i vini si servono a una temperatura di 10°C.

Panettone e Pandoro farciti: che vino abbinare?

Dalle ricette tradizionali del Panettone e del Pandoro, nel tempo, sono state sviluppate molte varianti. Una delle più diffuse prevede di farcirlo con crema pasticcera o di crema al cioccolato.
I vini da abbinare dovranno avere caratteristiche di corposità, di freschezza, di spiccata dolcezza e grado alcolico consistente. Il tutto per ammortizzare e in qualche modo smorzare l’estrema dolcezza e l’estrema grassezza dei dolci farciti.

Vino per la farcitura alla crema

Per la farcitura alla crema, un abbinamento perfetto sarebbe con l’Albana di Romagna Passito, un vino Docg che viene prodotto in diversi comuni in provincia di Bologna, Forlì e Ravenna. Ha un colore giallo molto intenso simile a quello dell’oro e un profumo che ricorda la frutta e i fiori, in particolare la pesca, i fiori d’acacia e la vaniglia. Il gusto è morbido e leggermente speziato. Si serve circa a 10°C.
Un altro vino adatto è la Malvasia delle Lipari, un vino Doc siciliano ottenuto da almeno il 95% di Malvasia, un’uva che dà al vino il suo intenso profumo caratteristico ed è quindi chiamata aromatica. La Malvasia delle Lipari ha un colore giallo scuro e un gusto che ricorda il miele e la frutta, in particolare l’albicocca. Va bevuta a una temperatura di circa 10°.

Vino per la farcitura al cioccolato

Un’altra variante del Panettone e del Pandoro è quella del cioccolato, che viene usato come farcitura o come glassa. Il gusto dolce-amaro del cioccolato richiede vini dal sapore e dal profumo intenso. Un abbinamento ideale è quello con il Marsala Vergine Superiore, coni suoi profumi e sapori molto ricchi e che rimangono in bocca a lungo. Il Marsala esalta il gusto del cioccolato e pulisce la bocca dalla grassezza del dolce.
Un altro vino ideale per il cioccolato è il Recioto della Valpolicella, che ha un colore scuro e un profumo e un sapore intensi che ricordano la frutta, in particolare le ciliegie, con note di cioccolato. Si serve a una temperatura di 12-15°C.

 Vi lascio la ricetta del Pandoro fatto in casa

La ricetta che ho trovato è davvero semplice. Certo la preparazione del pandoro richiede tempo e pazienza, ma vi assicuro che è un gioco da ragazzi. Vi consiglio di iniziare i lavori il giorno prima, perché la lievitazione sarà piuttosto lunga. Io di solito comincio la mattina alle 9,00, in modo tale da poterlo cuocere la mattina seguente. Altra nota: io la teglia da pandoro non l’ho trovata, nel compenso ho usato due forme da budino. Così con la dose di un pandoro normale, ne ho sfornati due più piccoli. Vi assicuro che sono meglio, perché il pandoro, essendo fresco, diventerebbe duro dopo 2-3 giorni, invece così si riesce a terminarlo tranquillamente (altrimenti come me ci fate un bel tiramisù).

Ingredienti:

  • 500 g di farina
  • 180 g di burro
  • 25 g di lievito di birra
  • 135 g di zucchero
  • 4 uova
  • 1 cucchiaino di sale
  • 100 ml di panna fresca
  • 1 bustina di vanillina
  • zucchero a velo q.b.

Procedimento:

Prima lavorazione:

Sciogliete ¾ del lievito in una tazzina di acqua tiepida. In un recipiente abbastanza capiente unite 50 g di farina, 10 g di zucchero, 1 tuorlo ed il lievito sciolto. Ottenuto un composto omogeneo dall’aspetto abbastanza liquido, coprite con un telo e lasciate lievitare per circa un’ora, fino ad avere un composto raddoppiato rispetto al volume iniziale.

Seconda lavorazione:

Sciogliete il lievito rimanente in mezza tazzina d’acqua tiepida. Al composto lievitato, aggiungete 200 g di farina, 25 g di zucchero, 1 uovo intero ed il lievito sciolto. Impastate bene fino ad ottenere un composto omogeneo e questa volta pastoso, al quale aggiungete 30 g di burro. Continuate a lavorare ed ottenete un impasto dalla forma sferica. Ponetelo nel recipiente e lasciatelo lievitare per circa un’ora, fino ad ottenere ancora il doppio del volume del vostro impasto.

Terza lavorazione:

All’impasto lievitato, aggiungete 200 g di farina, 100 g di zucchero, 2 uova intere ed 1 cucchiaino di sale. Impastate ancora il tutto e lasciate lievitare 2 ore.

Quarta lavorazione:

Aggiungete 100 ml di panna fresca ed una bustina di vanillina. Impastate  aiutandovi con una manciata di farina (io ne uso di più) e lasciate lievitare un’ora, metà della quale nel frigorifero, dopo aver avvolto l’impasto in un telo.

Quinta lavorazione:

Prendete il vostro impasto e ponetelo su un piano infarinato e stendetelo con il mattarello. Al centro disponete 150 g di burro freddo schiacciato, dopo di che intrappolatelo con i lati dell’impasto come se fosse un portafoglio. Con il mattarello stendete piano, senza far fuoriuscire il burro, questo bel portafoglio e ripiegatelo su se stesso in tre parti. Stendete ancora e ancora piegatelo in tre. Stendete un’ultima volta, poi portate le estremità verso il centro, in modo da dare all’impasto una forma sferica. Se avete uno stampo da pandoro, imburratelo, infarinatelo e ponetevi dentro l’impasto.

Se invece, come me, vi arrangiate con stampi da budino, state attenti alle proporzioni ed a suddividere l’impasto in parti uguali, tante quanti sono gli stampi di cui vi servite, prima ancora di iniziare la quinta lavorazione, alla quale provvederete singolarmente per ogni parte dell’impasto, commisurando anche le dosi del burro.
A questo punto, disposti gli impasti sferici negli stampi, lasciate lievitare fin quando si saranno raggiunti i bordi: ci vorranno parecchie ore.

Fase finale:

Quando l’impasto sarà lievitato sino a raggiungere i bordi dello stampo, ponetelo in forno preriscaldato a 170°. Dopo 10 minuti, abbassate la temperatura a 160° e cuocete per 30 minuti circa, controllando con uno stuzzicadenti la cottura. Quando lo stuzzicadenti uscirà completamente asciutto, il vostro pandoro sarà pronto. Estraetelo dal forno e lasciate raffreddare. Una volta raffreddato, rovesciate lo stampo e spolverate con zucchero a velo.

 

Photo Courtesy: businesspeople.it

Fonti: private, Ais (Associazione italiana Sommeliers)

 

Torta di mele, pinoli e vaniglia.E viva la mamma

Torta di mele e viva la mamma

Cosa c’è di più dolce in un giorno così speciale, se non preparare una dolcissima torta di mele e pinoli alla mamma? Perché la mamma è sempre la mamma. Per contraccambiare tutte quelle che ci ha preparato da bambine ( e da adulte). Mamma questa è solo per te e sono sicura che quando la assaggerai, mi chiederai mille volte ancora di preparartela, perché una torta di mele così non si scorda più. Grazie di esistere mamma. Sei un mito. Ti voglio bene.

Torta di mele e viva la mamma

Ingredienti:

  • 500 g di mele (peso da sbucciate)
  • 150 g di farina
  • 150 g di burro
  • 4 uova
  • 150 g di zucchero
  • 30 g di pinoli
  • 1 stecca di vaniglia del Madagasar
  • 1/2 bustina di lievito vanigliato
  • sale

Torta di mele e viva la mamma

Procedimento:

Per prima cosa dobbiamo pelare le mele, tagliarle sottilmente in una ciotola capiente. Fare fondere il burro al microonde, unirlo alle mele, avendo l’accortezza di mescolare delicatamente per incorporare uno alle altre. Aggiungere i pinoli e la stecca di vaniglia raschiata. A questo punto setacciare sulle mele e il burro la farina unita al lievito, mescolando poi dal basso verso l’alto sempre con molta delicatezza. Nella planetaria o con un frullino elettrico, montare le uova con lo zucchero per almeno 10 minuti, finché non otterremo una spuma soda e corposa. Uniamo il composto di uova e zucchero a quello di mele, farina e burro e mescoliamo piano e brevemente, per non fare smontare la spuma.
Imburriamo una teglia a cerniera da 24 cm circa ( o 2 piccole come ho fatto io), versiamo il composto, lo livelliamo e inforniamo in forno caldo a 180° per 40-45 minuti.

 

Spunti e appunti: Libro “La maestra di cucina. E’ facile cucinare benissimo se sai come farlo. ” di Alessandra Spisni Dalai Editore 2011

 

Crumble ai frutti di bosco e viva l’amore

Crumble, frutti di bosco

Questa è la torta con cui io e Marco abbiamo festeggiato 2 anni di fidanzamento lo scorso anno. Mi ricordo che non avevo proprio voglia di mettermi a fare una di quelle torte da occasione speciale, piena di zucchero e panna. Avevo voglia di qualcosa di semplice ma gustoso, qualcosa che piacesse anche a me, per intenderci, visto che non amo la panna. Qualcosa che potesse racchiudere tutto l’amore che provo per Marco, la semplicità che sta alla base del nostro rapporto e poi la passione in comune: il vino. E allora ecco un buonissimo e semplicissimo crumble ai frutti di bosco con uva in cioccolato plastico. Torta dedicata a  me e al mio unico e immenso amore e alla nostra passione, frutti di bosco per definire la dolcezza del nostro rapporto con qualche nota acida ( poca però) e poi il crumble a definire croccantezza e stabilità a tutto. Coppia perfetta, torta perfetta.
Ovviamente, al supermercato mi sono tuffata sul banco dei surgelati e ho comprato i frutti di bosco. Sono come quelli freschi, costano tre volte meno e sono sicuramente più controllati.
Non sono nemmeno risultati così tanto liquidi come temevo, anzi il liquido rilasciato risulta piuttosto gradevole abbinato alla croccantezza della copertura e alla morbidità dei frutti di bosco.
Il crumble, letteralmente “briciola”, è un dolce di origine anglosassone, costituito da una base di frutta ricoperta da briciole di frolla, cotto al forno e quasi sempre servito con una pallina di gelato alla vaniglia.

Crumble, frutti di bosco

Ingredienti x 4-6 persone:

  • 500 g di frutti di bosco misti (lamponi,more, mirtilli, ribes),
  • 2 cucchiai e mezzo di zucchero di canna

Per il crumble delle dimensioni di 24 cm:

  • 220 g di farina
  • 220 g di zucchero di canna
  • 180 g di farina di mandorle
  • 180 g di burro morbido

Procedimento:

In una ciotola mescolare la farina con lo zucchero, la farina di mandorle ed il burro. Amalgamare il tutto con le mani fino ad ottenere un composto bricioloso. Lo stesso procedimento può essere fatto nel mixer o nella planetaria, dando degli impulsi molto rapidi fino ad ottenere una frolla molto granulosa. Porre in frigo per una mezzoretta.
Lavare con delicatezza i frutti di bosco e asciugarli con cura.
Imburrare una tortiera o se piacciono delle cocotte singole. Distribuirvi uno strato di crumble pressando un po’ con le dita e le nocche delle mani per creare uno strato uniforme,come se fosse pasta frolla, poi aggiungere i frutti di bosco in uno strato uniforme. Se si usano quelli surgelati non è necessario scongelarli previamente. Condire i frutti di bosco, mescolandoli con lo zucchero.
Distribuire il crumble sui frutti di bosco ed infornare a 180° per 20-25 minuti o comunque fino a doratura.
Servire il crumble ai frutti di bosco tiepido o anche freddo, con una pallina di gelato alla vaniglia.

Per il cioccolato plastico:

  • 100 g cioccolato fondente
  • 2 cucchiai abbondanti di miele
  • 1 cucchiaio raso di acqua
  • 80 g di zucchero a velo setacciato
  • 1 fialetta di colorante nero
  • 1 fialetta di colorante arancione
  • perline

Procedimento:

Fondere il cioccolato a bagnomaria, una volta tolto dal fuoco aggiungere un cucchiaio di acqua e due cucchiai abbondanti di miele. Mescolare e passare in una ciotola di vetro , aggiungere lo zucchero a velo fino a raggiungere la giusta consistenza ed aggiungere il colorante. (la quantità di zucchero a velo dipende dal tipo di cioccolato).
Si ottiene un composto oleoso che deve riposare almeno 30 minuti avvolto in pellicola, anche se io di solito lo lascio una notte intera.

Brioches al cioccolato, riciclo Pasquale

brioches al cioccolato ok

Ecco qui una colazione sana. O una merenda sana. Brioches al cioccolato, con quello riciclato delle uova di Pasqua. Brioches morbidissime, che si conservano tranquillamente due giorni e si possono anche congelare. La ricetta è semplice. Allora vediamo come si preparano?

Ingredienti:

  • 500 g di farina manitoba
  • 250 g di pasta madre
  • 2 uova
  • 200 g di zucchero
  • 200 ml di latte
  • 80 g di burro
  • q.b di estratto di vaniglia o vanillina

Se ti serve sapere la conversione lievito madre-lievito di birra, ecco il link: http://pastamadre.altervista.org  e ovviamente si dimezzeranno anche i tempi di lievitazione, per una preparazione ancora più semplice.

Per la crema al cioccolato:

  • 100 g di cioccolato la latte (delle uova di Pasqua)
  • 30 g di farina di nocciole (facoltativa)
  • 5 g di burro
  • 50 g di zucchero

Procedimento:

Sciogliere tutti gli ingredienti a bagnomaria, aggiungere la farina di nocciole e fare intiepidire.

brioches al cioccolato 2

Montaggio:

Ho messo nella planetaria la pasta madre con il latte tiepido e ho avviato il primo ciclo con la frusta a foglia per permettere alla pasta madre di sciogliersi.
Ho sostituito la frusta con il gancio e ho aggiunto il resto degli ingredienti. Per prime le uova, una alla volta, il burro sciolto, lo zucchero, la farina setacciata, la vaniglia e ho lasciato lavorare la planetaria per almeno 20 minuti.
Una volta estratto l’impasto dalla bacinella della planetaria l’ho adagiato sulla spianatoia ed impastato a mano velocemente per dargli una forma tondeggiante e l’ho disposto in un contenitore di plastica coperto con pellicola  a riposare in luogo tiepido, lontano da correnti d’aria per 4 ore.
Trascorso il tempo, ho preso la pasta l’ho maneggiata creando una forma sferica, da cui ho ottenuto dei triangoli, tagliandola in 8 parti, aiutandomi con la rotella liscia e che ho farciti con della crema al cioccolato e arrotolati su se stessi, dall’esterno all’interno.
A questo punto li ho disposti su una placca da forno ricoperta di carta, li ho coperti sempre con la pellicola (non tirandola troppo) e li ho lasciati riposare tutto il giorno, ed infornati dopo cena, diciamo che necessitano almeno 8-10 ore di lievitazione, sempre in luogo tiepido e lontano da correnti d’aria (io le metto nell’armadietto delle pentole o nell’armadio dispensa, ma va bene anche il forno con la luce accesa).
Al momento di infornarli li ho spennellati con panna liquida e poco tuorlo (facoltativo), in modo da farli restare chiari e morbidi più a lungo.

 

Torta peppa pig in PDZ

Torta Peppa Pig PDZ 1

Il 12 marzo ho compiuto 32 anni e mio nipote ieri, invece, ne ha compiuti 3. “Zia, voglio la torta di peppa pig per l’asilo!”- “Oh cavolo..Va bene Riccardo, te la preparo”. Per capirci, ho trascorso l’intera giornata a colorare, modellare e decorare. Non mi ero mai divertita tanto.

L’impasto della torta di peppa pig è il mudcake al cioccolato, che ho creato in due strati. Io vi metto le dosi per una torta di 24 cm di diametro, ma se volete crearla come la mia dovete moltiplicare per 4.

Ingredienti:

Torta Peppa Pig PDZ 2

  •  200 g di cioccolato al latte
  • 160 g di burro
  • 250 ml di latte
  • 200 g di zucchero
  • 2 uova
  • 220 g di farina 00
  • 1/2 bustina di lievito per dolci

Preparazione:

Torta Peppa Pig Far sciogliere il burro, una volta fuso, aggiungere il cioccolato fondente tritato. Mescolate fino a che il cioccolato sia fuso completamente. In una terrina mescolare le uova con il latte e lo zucchero. Unire il cioccolato fuso al composto di uova e mescolare. Setacciate la farina insieme al cacao ed al lievito, aggiungerla al composto e far amalgamare il tutto. Versare l’impasto in una tortiera da 24 cm imburrata ed infarinata. Cuocere la mudcake a 170° per 50 minuti circa. Una volta pronta, capovolgerla su una gratella e lasciarla raffreddare.

La torta, una volta pronta è stata farcita con della crema chantilly e ricoperta con della ganache al cioccolato.

Torta Peppa Pig PDZ 5

Ingredienti:

  • 500 g di cioccolato al latte
  • 250 g di panna

Preparazione:

In un pentolino scaldare la panna e versarci il cioccolato spezzettato. Mescolare bene e lasciare raffreddare prima dell’utilizzo.

La torta è stata poi decorata con la pasta di zucchero (PDZ).

Torta Peppa PigIngredienti:

  • 450 g di zucchero a velo
  • 30 ml acqua
  • 5 g fogli di gelatina (o agar agar)
  • 50 g glucosio
  • 1 cucchiaio di olio di mais

Procedimento:

Ammorbidire la gelatina in 30 ml di acqua per 5 minuti. Trascorso questo tempo, mettere il tutto in un pentolino con il glucosio e l’olio, facendo attenzione a non portare a bollore. Trasferire tutto su una spianatoia e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e bianco. Avvolgere nella pellicola e lasciar riposare almeno 4 ore.

Montaggio della torta

A questo punto va colorata la pasta di zucchero e lavorata secondo il disegno da seguire.

 

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di “Marzo” {#Vogliadi…#Torte}

di @oggipanesalamedomani

 

 

Crostata fragole e cioccolato

Crostata fragole e cioccolato 1

“Ci vuol passione, Molta pazienza
Sciroppo di lampone, Un filo di incoscienza
Ci vuol farina, Del proprio sacco
Sensualità latina, Ed un minimo di stacco
Si fa così rossetto e cioccolato
Che non mangiarli sarebbe un peccato
Si fa così, Si cuoce a fuoco lento
Mescolando con sentimento
Le calze nere, il latte bianco
E già si può vedere, che piano sta montando
E quasi fatta ahhhh
Zucchero a velo
La gola è soddisfatta, e nella stanza il cielo
Si fa così, per cominciare il gioco
E ci si mastica a poco a poco
Si fa così è tutto apparecchiato
Per il cuore per il palato
Sarà bello bellissimo travolgente
Lasciarsi vivere totalmente
Dolce dolcissimo e sconveniente
Con i bei peccati succede sempre
Ci vuol fortuna perché funzioni
I brividi alla schiena e gli ingredienti buoni
È quasi fatta ahhhh
Zucchero a velo
La gola è soddisfatta, e nella stanza il cielo
Si fa così, per cominciare il gioco
E ci si mastica a poco a poco
Si fa così è tutto apparecchiato
Per il cuore per il palato
Sarà bello bellissimo travolgente
Lasciarsi vivere totalmente
Dolce dolcissimo e sconveniente
Con i bei peccati succede sempre
Con i bei peccati succede sempre”

Testo tratto dalla canzone “Rossetto e Cioccolato” di Ornella Vanoni

Perché la gola è traditrice quanto complice nel nostro dolce vivere di ogni giorno. Bisogna saperla assecondare, bisogna saperla amare, bisogna saperla odiare. Qui bisognosa e libidinosa, in un intreccio amoroso, quasi carnale, teso come una ragnatela, di fragole e cioccolato.

Se io fossi un dolce sarei una Crostata fragole e cioccolato, sognata la notte e creata nell’immediata mattina. Le mie ricette nascono così, in un momento, in un pensiero, in un sogno. Le mie ricette sono come me, vivono alla giornata, vivono di sogni, vivono per sognare e sperare in qualcosa di bello, sempre più bello, che faccia sorridere, in questo mondo sempre più intriso di tristezza e povertà. Be positive.

Ingredienti per la pasta frolla rosa:

  • 375 g di farina
  • 250 g di burro
  • 125 g di zucchero a velo
  • 2 tuorli
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 stecca di vaniglia
  • colorante alimentare rosso

Procedimento:

Nella planetaria inserire la farina, il sale e il burro freddo tagliato a pezzetti. Azionare il gancio a K e mescolare il tutto per qualche minuto , fino ad ottenere un composto “bricioloso”. A questo punto unire i tuorli, lo zucchero, l’aroma alla vaniglia e il colorante alimentare rosso. Mescolare ancora finché il composto si stacca da solo dai bordi. Trasferire su un piano di lavoro, formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e farla riposare in frigorifero per 30 minuti.

Crostata fragole e cioccolato 2

Ingredienti per la salsa al cioccolato:

  • 40 g di cacao amaro
  • 25 g di farina
  • 1/2 litro di latte scremato
  • 50 g di zucchero
  • 1 stecca di vaniglia

Ingredienti per la farcitura e la decorazione:

  • 1 vasetto di marmellata di fragole bio
  • 1oo g di cioccolato bianco

Procedimento:

Mescolare la farina precedentemente setacciata con lo zucchero, il cacao amaro e la vaniglia.  Incorporare il latte un po’ alla volta, mescolando molto accuratamente perché non si formino grumi. Trasferire tutto sul fuoco e cuocere la crema al cioccolato mescolando continuamente, aiutandosi con un cucchiaio di legno se possibile. Continuare a mescolare  anche quando inizia il bollore e proseguire la cottura fino a densità desiderata.

Composizione:

Stendere la pasta frolla rosa in un disco piuttosto sottile, circa 1 cm, e adagiarla su una teglia imburrata e infarinata. Bucherellare con i rebbi di una forchetta e lasciare riposare in frigo per 15 minuti. Trascorso il quarto d’ora, distribuire la marmellata di fragole ed infornare in forno preriscaldato a 180° per 35-40 minuti. Una volta cotta, la crostata deve raffreddare su una gratella per un’ora circa. Infine si distribuisce la salsa al cioccolato sullo strato di marmellata e si decora con una ragnatela di cioccolato bianco irregolare, non perfetta, perché nella vita nulla è perfetto.

Con questa ricetta partecipo al Contest “Se io fossi..”

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