Ma i baccelli li gettate? | Ricette con i baccelli

ricette con i baccelli

 

Ma i baccelli li gettate?

Quante volte vi è capitatto di acquistare fave e piselli freschi, sgranarli e gettare i baccelli? In questo periodo c’è la possibilità di trovarli freschissimi al mercato. Approfittimone, non gettiamoli e prepariamo delle golose ricette con i baccelli. Poca spesa e tanta resa.

Gli scarti sono quella parte di ingrediente che si getta in pattumiera dopo aver preparato una pietanza: bucce, gambi, foglie, semi. Ma è necessario buttarli via? Assolutamente NO! Per fortuna, già da qualche anno vi è una maggiore sensibilità verso lo spreco di cibo. Chi è più sensibile alle tematiche legate all’ambiente si sta avvicinando alla cultura di ridurre gli scarti.  Anche il momento di particolare congiuntura economica spinge a riflettere davanti agli scarti buttati nella spazzatura.
Da ideegreen.it

Altre ricette con i baccelli

Andate a leggere anche la ricetta del paté di baccelli di Lisa Casali. Ottima idea per un antipasto goloso.
Nel blog “Ortaggi che passione” potete trovare invece la ricetta per cucinare i baccelli di fave in padella, facile e veloce.
Potremmo anche farci una buonissima frittura di baccelli all’indiana, una ricetta tratta dal blog “Broccolo&carota”

Insomma le idee non mancano per non gettare i baccelli. Diamoci da fare e non sprechiamo più!

La popolazione mondiale cresce sempre di più ( 7 miliardi, 9 miliardi nel 2050) e allo stesso tempo cresce la richiesta di cibo: le risorse del pianeta non sono infinite, quindi urge l’esigenza di sfruttare meglio quello che produciamo. Sulla base della crescita prevista per la popolazione mondiale si stima che l’attuale produzione alimentare dovrebbe aumentare del 70%, ma prima sarebbe auspicabile un maggiore impegno nella riduzione degli sprechi. Un più efficiente utilizzo dei prodotti alimentari sarebbe sufficiente per sfamare tutto il pianeta e per ridurre il crescente consumo di risorse. E’ soprattutto una questione di buon senso, ma fino a oggi ancora poco è stato fatto per ridurre lo spreco di cibo, assolutamente commestibile, che ogni giorno si verifica lungo tutta la filiera alimentare. Come sostiene  Maurizio Pallante in “Meno è meglio”, il 3% del PIL italiano è costituito da cibo che si butta. Non solo, il 70% dei consumi energetici è costituito da sprechi che non servono a nulla se non a incrementare le emissioni di CO2 e l’effetto serra. Di fronte a questi dati sembrerebbe logico concentrarsi su una riduzione degli sprechi piuttosto che preoccuparsi di aumentare la produzione. Questo problema non riguarda solo i paesi industrializzati (670 milioni di tonnellate di sprechi alimentari all’anno), ma anche quelli in via di sviluppo (630 milioni di tonnellate). I soggetti maggiormente responsabili degli sprechi cambiano da paese a paese. Così, come nei paesi in via di sviluppo i consumatori sprecano dai 6 agli 11 kg di cibo pro capite all’anno, in Europa arriviamo a sprecare 47 kg di cibo pro capite all’anno, mentre negli Stati Uniti a più del doppio (Global Food Losses and Food Waste, FAO, 2011).
Cit. Lisa Casali

 

 

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