Est! Est!! Est!!!, vino bianco Doc dal nome curioso

Est! Est!! Est!!!, vino bianco, Doc, Lazio

Quante volte vi sarà capitato di notare questo vino bianco dal nome “strano” tra gli scaffali dei supermercati? Oppure se prima d’ora non l’avevate mai visto, dopo questa incredibile storia, ve lo ricorderete sicuramente. Ha un nome curioso appunto, Est! Est!! Est!!!, che deriva da una storia altrettanto curiosa.

Dove nasce il vino Est! Est!! Est!!!

Est! Est!! Est!!!, vino bianco, Doc, LazioIl vino bianco dal nome particolare, o meglio, unico, è prodotto in provincia di Viterbo, nell’area di Montefiascone, un paese antico arroccato su un colle che domina il Lago di Bolsena, definito anche  “la perla dell’Alto Lazio”, grazie all’antico borgo edificato dai Papi nel ‘200(Rocca dei Papi) che vale la pena visitare e il territorio tutto intorno denominato Tuscia. Da Montefiascone il panorama è bellissimo e si scorgono vallate, montagne e borghi che si trovano nel Lazio ma anche in Toscana e Umbria. E poi il lago, 114 Km quadrati, che merita di essere girato, fermandosi in spiagge selvagge e osterie.
Il paese di Montefiascone  ha già il nome che parla di vino: “mons” che significa monte e “flaconis” che sta a indicare i falaschi, erbe lacustri che crescono sulle rive del lago e che venivano anticamente usate per rivestire i fiaschi.
Dal 1308 lo stemma della città è raffigurato da sei cocuzzoli sormontati da una botte. Il Papa Innocenzo IV, in una sua lettera del 1353, sottolinea come la coltivazione della vite costituisse una determinante fonte di reddito di tutto il territorio.

La storia curiosa dell’Est! Est!! Est!!!

montefiascone stemma
Stemma di Montefiascone

Nel 1111 Enrico V di Germania era in viaggio per Roma per essere incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero. Nel suo numeroso seguito si trovava anche un vescovo, Iohann De Fugger, semplificato, nel  linguaggio popolare, prima in “Deuc” e poi in “Defuk”. Il vescovo era probabilmente più attratto dalla vite terrena che dalla vita celeste. Era un gran bevitore, tanto che lungo la strada si faceva precedere da Martino, un suo servitore elevato al rango di coppiere, con l’incarico di girare per osterie e cantine e segnalare la disponibilità di vino buono. In che modo? Semplicemente scrivendo sulla porta “Est”, in latino. Come a dire “c’è” (il vino sottinteso). Se il vino era davvero buono, poteva scrivere “Est Est”. Martino arrivato a Montefiascone si fece prendere la mano, bevve a dismisura il vino bianco fresco prodotto in questa zona e scrisse sulle porte delle osterie in cui l’aveva assaggiato le parole “Est! Est!! Est!!!” con un crescendo di punti esclamativi, a sottolineare l’eccezionalità del vino. Nome che come dicevo all’inizio, è presente tutt’oggi sulle etichette di questo vino.
Chissà se andò proprio così. E’ certo che il vescovo, conclusa la su missione a Roma al seguito dell’Imperatore Enrico V, si piazzò in un bel palazzo di Montefiascone dove rimase, e bevve, fino alla morte, avvenuta, così si racconta, per il classico bicchiere di vino, o meglio, di Est! Est!! Est!!! Di troppo.

 L’Est! Est!! Est!! nel bicchiere e nel piatto

Il vino bianco che piaceva ai Papi, ha un colore limpido e brillante, in bocca un gusto secco, sapido (lievemente salato),morbido e corposo e al naso si presenta con con buoni profumi di frutta, come ananas e agrumi, toni floreali molto piacevoli. Prodotto con uve di vitigni come Trebbiano Toscano o Procanico, Malvasia Bianca Toscana e Rossetto, detto anche Trebbiano  Giallo, che qui hanno trovato un clima e un terreno vulcanico ideali per la buona crescita.
Questo bianco ha acquistato la Doc nel 1966. La cantina Falesco è quella che negli ultimi anni ha ridato al vino  Est! Est!! Est!!!  visibilità ed eccellenza.
L’abbinamento  ideale, vista l’origine laziale, è con gli spaghetti cacio e pepe, ma altrettanto gradevoli sono gli abbinamenti con piatti di pesce, carni bianche, verdure e primi con verdure e frittate.

spaghetti, cacio, pepe
Spaghetti cacio e pepe

Ecco la ricetta degli spaghetti cacio e pepe:

Ingredienti per 6 persone:

  • 600 g di spaghetti
  • 1 cucchiaio di pepe pestato nel mortaio
  • pecorino romano
  • sale

 Procedimento:

Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolarli al dente, metterli in una zuppiera di portata riscaldata, cospargendoli col formaggio grattugiato e con il pepe versando qualche cucchiaio di acqua della loro cottura per potere sciogliere bene e amalgamare al condimento. Mescolare e servire caldo.

Fonti:  estestest.it, tusciaintavola.net

Photo Courtesy: Cookaround, araldicacivica.it

Photo Credits: flickr.com/photos/jypsygen/8445652585/

Per la ricetta: natureandwine.it

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