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Escono le nuove linee guida del Crea per mangiare (più) sostenibile

linee guida crea 2019

Il Crea (Centro di Ricerca Alimenti Nutrizione) è l’Ente Pubblico  che si occupa di nutrizione e che ha il compito di promuovere la sana alimentazione. Escono infatti le nuove linee guida per una stile di vita più sostenibile nei confronti di noi stessi e dell’ambiente che ci circonda.

Crea: 13 linee guida per insegnare ad essere consapevoli

Le linee guida che sono 13 in tutto e voglino avere come obiettivo quello di indicare la strada per trovare nello stile di vita e nell’alimentazione, la protezione delle malattie croniche degenerative, promuovere salute, longevità, sostenibilità. 
Sono infatti ben 250 le pagine a disposizione di tutti gratuitamente, un comodo testo da scaricare e consultare all’esigenza, in cui tra gli argomenti più attuali si segnala quello relativo all’obesità, presentata come malattia cronica e la descrizione delle diete più popolari. Particolare attenzione viene dedicata al consumo di bevande zuccherate gassate e non e bevande alcoliche, il cui limite resta fissato a 2 bicchieri da 125 ml per gli uomini e 1 per le donne.
La lettura completa la trovate sul portale: www.alimentinutrizione.it

Anche con le diete si può essere sostenibili

Una dieta sostenibile significa stagionalità e no spreco: riciclare gli avanzi fa bene al portafoglio ma anche all’ambiente. Impararare a combinare frutta e verdura rigorosamente di stagione con legumi e pochi prodotti di origine animale è fondamentale per evitare carenze nutrizionali e un basso impatto ambientale.. Bevendo acqua del rubinetto ovviamente.
Rispettate la stagionalità
Pensate al sapore dei pomodori in estate o delle fragole in primavera. Prodotti dolci, succosi e croccanti, che maturano al sole regalandoci preziose  vitamine e sali minerali. Ormai nei supermercati si trova qualsiasi tipo di frutta e verdura durante tutto l’anno, ma consumare prodotti fuori stagione a cui è stato forzato il ciclo produttivo e di maturazione, porta il nostro organismo all’inevitabile assunzione di antiparassitari, nitrati e altre sostanze chimiche utilizzate in agricoltura intensiva. Ogni stagione offre un’immensa varietà di frutta e di ortaggi, basta imparare a scegliere con consapevolezza e buon senso.
Acquistare a km 0
Acquistare prodotti della filiera corta, i cosiddetti prodotti  a km 0, riduce del 60% lo spreco alimentare, secondo uno studio della Coldiretti. Infatti comprando frutta e verdura dal contadino conviene perché i cibi in vendita sono freschissimi e di conseguenza più duraturi e più sani, data l’assenza di pesticidi. Da non dimenticare che, acquistando a km 0, si aiuta anche l’economia locale e la tutela dell’ambiente. Cercate ed aderite ad un GAS ( Gruppo di Acquisto Solidale) nella vostra zona e cominciate ad acquistare in maniera consapevole. 
” Da consumarsi preferibilmente entro..”
Questa è la fatidica frase che tanti temono, gettando tanti prodotti arrivati alla pseudo scadenza. Il 60% degli italiani non è sicuro della differenza tra le frasi “consumarsi preferibilmente entro” e “ da consumarsi entro”. Nel primo caso viene indicata la data a partire dalla quale l’alimento può essere ancora consumato per qualche giorno, perdendo solamente parte del gusto, del profumo e della consistenza. Ne sono di esempio gli yogurt, che possono essere consumati fino ad una settimana dopo la scadenza, lo scatolame che è sicuro anche dopo qualche settimana, il cioccolato si conserva per oltre due anni, pasta di grano duro, che se ancora sigillata è consumabile fino all’anno seguente così come le farine e infine latte a lunga conservazione e latte fresco che si possono consumare rispettivamente fino a un mese dopo e al giorno seguente.

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Impatto ambientale e spreco alimentare

In un anno riusciamo a sprecare più di 1.226 milioni di metri cubi d’acqua, di cui 706 metri cubi riguardano lo spreco di acqua domestica, mentre i restanti sono quelli utilizzati durante la filiera di produzione e lavorazione industriale e ristorazione.
In un anno vengono emesse 24,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica immessa nell’atmosfera, che vengono spartite tra trasporto dei beni alimentari, emissioni domestiche e ristorative e perdite lungo la filiera.
Tutti questi  numeri  devono servire per fare una riflessione e ragionare sugli acquisti che facciamo quotidianamente, migliorando l’efficienza delle risorse per un uso più consapevole.  Questo non vuol dire non comprare più al supermercato, ma semplicemente, scegliere prodotti di stagione, prodotti sfusi, frutta e verdura intera, non lavata e affettata, imparare a cucinare e ad acquistare il giusto. Piccoli accorgimenti che a lungo andare possono dare grandi benefici. L’impegno che dobbiamo metterci non è molto, possiamo riuscire tutti insieme a vivere in maniera più consapevole e più “sostenibilmente” antispreco.

Riassumendo in breve le linee guida

Controlla il peso e mantieniti attivo
No alle diete fai da te, no al digiuno e soprattutto attenzione all’equilibrio dei tre macronutrienti: carboidrati, proteine e zuccheri. 

Più frutta e più verdura (di stagione)
Da consumare in abbondanza: 5 porzioni al giorno, due di verdura e tre di frutta, assolutamente di stagione e non sotto forma di integratori.  Ricordate poi che tutto è commestibile: quante volte avete gettato le parti verdi dei cipollotti o dei porri, oppure gettato le foglie esterne dell’insalata o dei carciofi? Vi siete chiesti perché lo fate? Abitudine? D’ora in poi riproponete queste parti meno nobili  in una frittata, o in una torta salata, vedrete che risparmio e che bontà; sì perché dovete sapere che la maggior parte dei nutrienti, la clorofilla e gran parte del sapore stanno proprio nelle parti che gettiamo.

Più cereali integrali e più legumi
Frumento, riso, mais, orzo, sorgo, miglio, avena, segale e farro. E poi gli pseudocereali come grano saraceno e quinoa e amaranto. Anche se si devono preferire sempre integrali, non bisogna puntare il ditp sulle farine bianche, gli studi non le indicano come “veleno”, ma hanno solo la caratteristica di avera l’indice glicemico più alto. E i legumi? A paret l’imbarazzo della scelta, bisogna assumerli 2-4 volte a settimana. Più legumi quindi!

Acqua da bere in abbondanza
Bere 1,5-2 litri di acqua al giorno, pari a 6-8 bicchieri è fondamentale. E’ altresì importante non aspettare di avere sete e bere a piccoli sorsi. Non importa se del rubinetto o della bottiglia, basta bere tanto!

Meno grassi ma più buoni
Finalmente le uova si sono tolte quell’alone di colpevolezza sull’aumento di trigliceridi e hdl. Si possono tranquillamente consumare fino a 4 uova al giorno. L’olio extravergine d’oliva resta sempre il re indiscusso  a patto che venga consumato a crudo e non in fritture. sfatiamo i iti dei superfood e preferiamo semi oleosi in caso di veganismo o pesce azzurro. per quanto riguarda prodotti caseari, il campanello d’allarme è sempre presente, meglio una  lporzione di latte scremato o una  di yogurt magri non dolcificati.

Meno zuccheri e meno sale e meglio è
Ne consumiamo sempre tropp. Il sale è dappertutto. Dobbiamo ridurlo e al suo posto imparare ad utilizzare le spezie per insaporire.

Un bicchiere di vino non fa male
Come scritto in precedenza, il consumo di bevande alcoliche, cui fa riferimento solitamente il vino,  il cui limite resta fissato a 2 bicchieri da 125 ml per gli uomini e 1 per le donne, viene inteso a pasto e negli over 18 che non assumono farmaci.

Attenti agli integratori 
Se gli integratori fossero assumti con consapevolezza non ci sarebbe bisogno di fare allarmismi. Attenzione agli integratori specifici per il controllo del peso, perché a detta degli esperti sono del tutto inutili. Unici integratori validi sono quelli di acido folico e tutte le vitamine del gruppo B. 

Fonti e spunti: Con Coop

 

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Pubblicato da mara

a tutto c'è un perchè..il mio è vino e cucina.e a ciascuno il suo....

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