Crostata al cacao con marmellata di cachi

 

crostata cacao marmellata di cachi

Se c’è un frutto di cui si sente parlare poco e il cui utilizzo è riassunto in poche ricette, quello è il cachi. Ed è un peccato perché è davvero delizioso e versatile. Eccolo in versione golosa, ovvero in veste di marmellata racchiusa da un guscio di pasta frolla al cacao. Abbinamento cachi-cacao? Perfetto. Voilà la crostata al cacao con marmellata di cachi.

Vedi anche:


Ma si dice cachi o caco?

Tratto da Corriere.it

SI DICE: CACHI, UN (SING.)

NON SI DICE: CACO, UN (SING.)

CACHI: UN FRUTTO, UN COLORE

  • Diciamo comunemente “mangiare un caco”, “il caco non è ancora maturo”. In realtà è un errore, uno di quegli errori che a poco a poco diventano uso. La parola cachi con cui si indica sia la pianta che il frutto è invariabile, rimane cioè immutata tanto nel singolare quanto nel plurale. Dovremmo dire “il cachi ha messo i frutti”, “il cachi è maturo”, “un cesto di cachi”. Dovremmo, anche se l’uso prevalente si è ormai inventato il singolare cacoe sarà ben difficile estirparlo. Ma questo non ci impedisce, se volessimo parlare in modo ineccepibile, di dire cachi tanto al singolare quanto al plurale (per il genere, maschile o femminile, di altri nomi di piante e frutti, vedi alla voce arancio, arancia).
  • Il nome cachi è di origine giapponese – come la stessa pianta – e si scrive anche esoticamente kaki; ma questa grafia non è affatto necessaria. Il nome scientifico secondo Linneo, il famoso botanico svedese vissuto nel Settecento, è Diòspyros kaki, e significa grecamente “cachi frumento di Giove”: composto da Diós, di Giove, e pyrós, frumento.
  • Tutt’altra origine ha invece l’aggettivo cachi, anch’esso invariabile, che indica un colore simile a quello della terra arida, riarsa. Questo sì, è rimasto invariabile anche nell’uso comune. Nessuna relazione col colore del frutto, che invece è di un bell’arancio ramato. L’origine è inglese, khaki, e questo dall’indostano kaki, che vuol dire polveroso, color polvere, a sua volta derivato dal persiano khâk, polvere. Fu, in origine, il colore delle uniformi militari inglesi in India; scelto per la sua facile mimetizzazione col terreno riarso di quelle regioni. Si dirà dunque “stoffa cachi”, “abiti cachi”. Qui dubbi non ce ne sono.

CROSTATA AL CACAO CON MARMELLATA DI CACHI

Ingredienti (diametro 24 cm circa):

  • 250 g  di farina 00 (o farina senza glutine con 1/4 di farina di quinoa)
  • 30 g  di cacao amaro
  • 90 g di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di cremortartaro (facoltativo)
  • 2 cucchiai di maizena
  • 2 cucchiai di olio di semi di girasole o evo
  • 2-3 cucchiai di margarina
  • 1 bicchiere di latte di soia
  • pizzico di sale

Altri ingredienti:

  • 250 g di marmellata di cachi
  • pinoli

Preparazione:

  1. In una ciotola mescolate la farina al cremortartaro, il cacao amaro, lo zucchero e la maizena.
  2. Aggiungete l’olio e la margarina e continuate ad impastare.
  3. Una volta amalgamato unite anche il latte a filo fino a raggiungere una consistenza soda.
  4. Avvolgete il panetto di pasta frolla al cacao nella pellicola e lasciatelo riposare in frigo per almeno mezz’ora.
  5. Stendete la pasta frolla su una spianatoia infarinata ( o meglio ancora spolverata di cacao) e trasferitela in una tortiera a cerniera ricoperta di carta da forno oppure ben oliata.
  6. Bucherellate il fondo e ricoprite con la marmellata di cachi.
  7. Decorate la crostata come più vi piace, o con le classiche strisce intrecciate o come in questo caso, con stelline con pinoli al centro.
  8. Cuocete la crostata al cacao con marmellata di cachi in forno già caldo per 35 minuti circa a 180°C.
  9. Sfornate e lasciate raffreddare.

MARMELLATA DI CACHI

Circa 30 minuti

Ingredienti (per circa 800 gr di marmellata):

  • 1 kg di cachi
  • 300 g di zucchero di canna
  • 1 mela
  • 25 ml di succo di limone

Preparazione:

  1. Pelate i cachi ed eliminate il picciolo e la parte centrale più chiara. Tagliate anche la mela a dadini.
  2. Versate la polpa dei cachi e la mela tagliata a dadini in una pentola, mescolate e aggiungete anche il succo di limone e la scorza grattugiata.
  3. Cuocete a fuoco basso fino al primo bollore: a questo punto aspettate altri 5 minuti e poi spegnete il fuoco.
  4. Versate il composto in un passaverdura e poi riponetelo in un tegame. Aggiungete lo zucchero e mescolate in modo da far amalgamare bene il tutto.
  5. Continuate a cuocere a fuoco basso mescolando, fino a quando la marmellata di cachi non raggiunge la consistenza desiderata. Spegnete il fuoco, mescolate e riponete la marmellata nei vasetti
  6. Conservate i vasetti in un luogo fresco e asciutto per almeno 3-4 settimane prima di gustare la vostra deliziosa marmellata di cachi fatta in casa. Una volta aperto il vasetto, consumate la marmellata in pochi giorni.

Mara Toscani

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