Additivi alimentari: sai cosa mangi?

additivi alimentari

Sapete che mangiamo circa una sessantina di additivi al giorno? E la maggiorparte senza nemmeno saperlo?
Gli additivi alimentari sono sostanze prive di valori nutritivi, che l’industria del cibo utilizza per insaporire, conservare, colorare. Quelli ammessi dalla Comunità Eurpea si aggirano intorno a 360 che hanno l’obbligo di essere indicati in etichetta con la categoria di appartenenza e la lettera E seguita da un codice di 3 cifre. Non sono considerati additivi alimentari le sostanze aromatizzanti, che al contrario, vengono indicate in etichetta con le diciture “aromi naturali” o “aromi”.

Additivi alimentari: quali sono?

Gli additivi alimentari sono classificati per legge in base alla funzione che svolgono. Tra i più importanti:

  • coloranti per colorare
  • conservanti per prolungare la durata evitando la proliferazione di batteri,
  • antiossidanti per combattere l’ossidazione
  • edulcoranti per dare sapore dolce
  • esaltatori di sapidità per dare sapore salato
  • gelificanti per conferire consistenza gelatinosa
  • emulsionanti per ottenere miscele omogenee
  • acidificanti per aumentare l’acidità

Additivi alimentari: dove si trovano?

Gli additivi abbondano nei prodotti industriali come in quelli da forno (dai biscotti, agli snack e alle merendine). Si trovano nei dolciumi (caramelle e gomme da masticare). Sono nei cereali per la prima colazione, nelle bibite analcoliche, nei dadi, nelle salse, nei salumi, nei gelati, negli yogurt aromatizzati, nel pane, nei formaggi.
Altri alimenti, invece, per legge, non possono contenere additivi, per esempio il latte fresco o a lunga conservazione, lo yogurt naturale, la pasta secca, il caffè, il tè non aromatizzato, il miele, lo zucchero, gli oli e i grassi non emulsionati.
Nei cibi di origine biologica sono ammessi solo una cinquantina di additivi, esclusivamente di origine naturale.

COSA SONO DOVE SI TROVANO ATTENZIONE A
COLORANTIIndicati con le sigle da E1OO a E199, conferiscono colore ai cibi. Hanno solo funzione estetica. Nelle caramelle, gomme da masticare, succhi, bibite analcoliche. Ma anche in gelati, yogurt, salsa, pesce. E104, E110, E122, E124, E129, E211, sono stati accusati di causare iperattività nei bambini.
CONSERVANTIProlungano la durata dei cibi perché evitano la proliferazione di batteri e muffe. In prodotti da forno, vino, formaggi, salumi, succhi di frutta, frutta secca, salse, sughi, conserve, marmellate e altro. Nitriti e nitrati (salumi) e acido benzoico (bibite) per sospetto rischio di cancro. Solfiti (vino) per rischio di allergie.
INSAPORITORIGli edulcoranti danno sapore dolce. Gli esaltatori di sapidità accentuano il sapore e la fragranza. In bibite analcoliche e prodotti light senza zucchero (edulcoranti). In dadi e condimenti (esaltatori di sapidità). Aspartame sospettato di provocare disturbi nervosi. Glutammato monopodico per rischio cefalea e altri fastidi.

 

Come ci comportiamo con  gli additivi alimentari?

La questione è controversa. I consumatori guardano gli additivi con sempre più sospetto e preoccupazione. E di ragioni ne hanno.
Si può dire che negli ultimi decenni si è fatto molto per quanto riguarda la sicurezza del consumatore.
Allora quando andiamo a fare la spesa come ci dobbiamo comportare? L’informazione è la prima cosa, leggendo attentamente le etichette. Esistono anche guide come Altroconsumo che offre ricche informazioni attraverso una banca dati sugli additivi, che potete trovare su www.altroconsumo.it.
Passiamo al lato pratico.
Per prudenza è meglio preferire cibi con la lista di additivi più corta, soprattutto nei prodotti per i bambini.
Fate attenzione alle sostanze più discusse, tra queste i nitriti (E249, E250) e i nitrati (E251, E252), conservanti utilizzati nei salumi contro il temibile botulino e per mantenere il colore rosso.
Attenzione ai solfiti, agli antibatterici, agli antiossidanti del vino (E220, E228).
Attenzione anche all’acido benzoico (E210, E219), un conservante molto diffuso.
Non dimenticate il glutammato monosodico contenuto nei dadi (E620).

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Fonti: Cucina Moderna

Photo Credits: http://www.flickr.com/photos/_sk/3252728067/

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