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Gnocchi di patate : la ricetta senza uova

Gli gnocchi sono una preparazione molto diffusa in molti paesi e presentano notevoli differenze a seconda della forma o degli ingredienti. Quelli più diffusi in Italia sono a base di patate, generalmente a pasta gialla. Si possono preparare con o senza uova. Oggi vediamo la ricetta degli gnocchi di patate senza le uova. Leggeri e morbidi, sono adatti anche per chi non le tollera.

gnocchi di patate la ricetta senza uova
  • Preparazione: Minuti
  • Cottura: Minuti
  • Porzioni:

Ingredienti

  • Patate 500 g
  • Farina 00 180 g
  • Semola rimacinata

Preparazione

  1. gnocchi di patate la ricetta senza uova

    Gnocchi di patate : la ricetta senza uova.

    La prima cosa che devi fare è lavare le patate, lessarle in abbondante acqua e passarle nello schiacciapatate. non è necessario che le peli prima perchè la buccia rimane nello schiacciapatate, però ti consiglio (se decidi di non pelarle) di togliere le bucce ogni due patate. Una volta schiacciate tutte, ripassale ancora un paio di volte.

  2. gnocchi di patate la ricetta senza uova

    Ora unisci la farina e impasta bene fino a farla incorporare tutta. Forma una palla con l’impasto, coprila con un tovagliolo e lasciala riposare qualche minuto.

    Trascorso il tempo di riposo, preleva una parte dell’impasto, forma dei piccoli filoncini e tagliali a pezzi di circa 2-3 cm. Se vuoi formare le righe e non hai a disposizione il taglierino, puoi usare una forchetta (avranno l’aspetto più casereccio 🙂 ).

  3. gnocchi di patate la ricetta senza uova

    Passali nella semola rimacinata e lasciali riposare sul tagliere.

    Gli gnocchi di patate senza uova sono pronti! Se non li devi consumare subito li puoi lasciare su un vassoio in frigo.

    Puoi condirli a tuo piacimento, sono leggeri e davvero buoni!

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  4. Giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa. Così vuole l’antico detto che la tradizione popolare ci tramanda da tempo. Ma vi siete mai chiesti quali sono le sue origini?
    Tutto ha inizio nel secondo dopoguerra e si basa su alcune regole della religione Cattolica che scandivano il ritmo alimentare della popolazione: una sorta di quaresima settimanale. Il giovedì veniva considerato un giorno quasi festivo che necessità di un piatto elaborato e gustoso e che anticipa quello di magro del giorno successivo. Il giovedì erano tutti contenti, persino l’infelice a cui veniva dato il consiglio “ridi ridi che mamma ha fatto li gnocchi”. Poi arrivava il venerdì, il giorno detto di magro, per cui bisognava astenersi dal mangiare la carne, sostituendola con pesce e legumi. L’astinenza dalle carni è un precetto generale della Chiesa Cattolica che impone di non mangiare carne nei giorni di magro, ossia il venerdì e gli altri giorni proibiti. Il pesce è ammesso durante l’astinenza, ragion per cui il venerdì è il giorno in cui tradizionalmente si consuma pesce nei paesi a maggioranza Cattolica.
    E veniamo alla trippa del sabato. Il sabato era il giorno stabilito per la macellazione degli animali e la preparazione dei tagli di carne per il pranzo ricco della domenica. Ovviamente i tagli buoni spettavano ai padroni, mentre quelli meno pregiati erano per i contadini e siccome non si buttava via niente erano concesse loro anche le frattaglie, tra cui la trippa. Alimento povero di grassi e ricco di proteine, veniva preparata in maniera succulenta e diventata un grande piatto. Oggi il detto “non c’è trippa per gatti” sta proprio a indicare che di fronte a richieste che non si vuole soddisfare non si sprecano risorse preziose. E i gatti? In realtà la storia è un pò diversa. Nel 900 Roma era infestata di topi e i gatti venivano sfamati con la trippa per dare la caccia ai topi. In un periodo di ristrettezze economiche, il sindaco Ernesto Nathan nel 1907 iniziò una serie di tagli di bilancio tra cui la somma stanziata per sfamare i gatti.

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